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LA LOTTA DEGLI EDUCATORI PROFESSIONALI : VITA A PROGETTO ?
Riconoscimento giuridico del profilo professionale degli educatori laureati in Scienze dell’Educazione e della Formazione (CL. 18).
Ecco la nuova lettera da inviare e divulgare. PDF  | Word Grazie per la collaborazione.
Questionario di Eduprof.it
Il presente questionario è promosso dalla community di EduProf per sondare se e quanto è nota, in Italia, la figura professionale dell'educatore.
I dati raccolti, in forma assolutamente anonima, serviranno alla community come informazioni di valore statistico a cui fare riferimento per conferire spessore alle sue iniziative.
Il questionario si compone di 3 sezioni: la prima riguarda informazioni di carattere generale per l'elaborazione statistica dei risultati; la seconda riguarda il profilo professionale dell'educatore, ed è comune a tutte le persone intervistate; la terza è specifica (ogni sotto-sezione è dedicata ad una particolare categoria di persone).
La community ringrazia per la collaborazione, e ti invita a partecipare alle sue iniziative su www.eduprof.it.
Scarica il questionario PDF  | Word Grazie per la collaborazione.
Un saluto a tutti.
La Redazione & Supporto Tecnico
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| Arriva l’AWOP dove le differenze diventano ricchezza ed identità |
| Martedì, 13 Settembre 2011 - 19:17 Inviato da : emi |
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Intervista telematica a Raffaele Cardone
Ed è arrivata alla quarta edizione l'AWOP Festival (Acronimo di A World Of Peace), la manifestazione musicale, l'incontro interculturale che per diverse sere unisce e non tradisce mai lo spirito di tolleranza e di pace che è nel suo intento, quale il tema principale questa volta?
R.: L'AWOP Festival è aggregazione, partecipazione artistica e culturale. Il Festival, ideato quattro anni fa dalla band Marenia ed organizzato dall'Associazione Culturale Musicale illimitarte, da sempre sostenuto dall'amministrazione comunale di Villaricca, grazie anche alla qualità ed allo spirito dei partecipanti (tutti intervengono gratuitamente) è un vero laboratorio creativo ed artistico che contrappone alla sottocultura dilagante razzista, mafiosa, xenofoba, omofoba, violenta, dei dibattiti, convegni, mostre di arti visive, concerti, teatro, cinema ed arti di strada. L'AWOP in 4 edizioni ha coeso e portato sul territorio oltre 1600 artisti provenienti da ogni parte d'Italia ma soprattutto dall'area di Napoli Nord. Quest’anno per la prima volta anche artisti da Londra.
Il tema di questa edizione è particolare, perché, nonostante sia parte integrante della cultura nazionale è quanto mai insidioso: Il 150° anniversario dell'unità d'Italia.
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| I BEE HIVE IN CONCERTO A ROMA LO SCORSO 3 GIUGNO |
| Domenica, 05 Giugno 2011 - 18:56 Inviato da : emi |
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I Bee Hive sono un gruppo musicale immaginario presente all'interno della serie animata Kiss me Licia (prodotta in Giappone nel 1983 e arrivata in Italia nel 1985) e, successivamente, anche nei suoi 4 sequel di produzione italiana (con attori in carne ed ossa che ne richiamano le fattezze) intitolati Love me Licia del 1986, Licia dolce Licia del 1987, Teneramente Licia del 1987 e Balliamo e cantiamo con Licia del 1988 .Le ultime 2 serie sopracitate sono in onda su La 5 a partire dal 5 giugno ore 20.00.
Le colonne sonore di serie animata e telefilm contenenti le canzoni di questa band tutta televisiva vendettero, complessivamente, circa 400.000 copie.
Nel 2008, a distanza di 20 anni dalla conclusione della saga di Licia, alcuni degli attori che impersonavano i componenti maschili della band di fantasia trasposta all'interno dei telefilm italiani hanno deciso di ritrovarsi e diventare musicisti/cantanti di una band reale dal nome Bee Hive Reunion. Per tale motivo realizzano in maniera indipendente un brano intitolato "Don't say goodbye" e nello stesso anno tengono alcuni concerti per la prima volta al di fuori della finzione televisiva, cantando con le loro vere voci (e suonando realmente gli strumenti) sia le canzoni dei telefilm che quelle del cartone animato.
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| Cugino e cugino : educatore in carcere tra realtà ed irrealtà |
| Domenica, 24 Aprile 2011 - 19:32 Inviato da : emi |
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Per scrivere occorre che spesso ci sia l’ispirazione, il contesto spazio tempore, che si abbia un momento di silenzio per concentrarsi e “buttare giù” quanto ci si vorrebbe comunicare. Ispirazione, spazio tempore, che spesso non ci sono ed a fare da padrona è “ la comunicazione dissonante”; troppi rumori, troppe informazioni divergenti tra loro, non sempre consentono di pensare a cosa scrivere, poiché non conta tanto “saper scrivere” in termini di forma ma cosa o di chi saper scrivere”, di cosa far suscitare attenzione, curiosità, lettura o semplicemente formarsi dell’informazione.
Ci sono periodi durante i quali chi “scrive” è particolarmente motivato, e momenti anche lunghi in cui si è vuoti, spenti, si è alla ricerca di una notizia che non sia la stessa raccontata da molti o quanto meno non “trasmessa nello stesso modo”; si è alla ricerca non dello scoop, ma di premesse e finali che siano messaggi e non semplicemente descrizioni; si è alla ricerca anche della notizia lontana, dimenticata e per “riprenderla” si parte dall’esperienza.
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| A letto con un libro: la storia deI Ragazzi di Camorra |
| Martedì, 01 Febbraio 2011 - 16:26 Inviato da : emi |
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Non è un semplice romanzo, ma Ragazzi di Camorra di Pina Varriale è la quotidianità di chi non ha altro che essere vittima e co-autore del fattore micro criminalità, ma che nonostante ciò ha ricordi, sogni e speranze. Si ha già l’età a 10, a 13 anni per non andare a scuola, essere sfruttati, abili, astuti, con la voglia di sfondare, essere qualcuno per “qualcuno”, utile, capace soprattutto, accettato, stimato.
Ma è un circuito che comporta tanti rischi; il rischio di essere scoperti ed “acchiappati” dagli sbirri, il rischio di “far saltare il progetto”, il rischio di essere malmenato dai pezzi grossi, il rischio di essere allontanato dall’amata mamma.
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| Aspettando il nuovo anno in carcere |
| Martedì, 04 Gennaio 2011 - 21:36 Inviato da : emi |
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E’ stato un inverno freddo freddo quello del 2010 in carcere.
Sguardi incrociati, braccia conserte per riscaldarsi, rumori di carrelli porta vitto, colorano i corridoi del transito, voci di richieste e di proteste pacifiche, detenuti in fila per effettuare colloqui con gli operatori dell’Area pedagogica popolano le sezioni.
Attivi per i preparativi del Natale, c’è chi mette su il presepe accanto alla sala teatro, dominano pastori antichi con il rosa ed il celestino, e c’è chi fischietta Bianco Natale mentre decora un albarello che pende ad un lato.
Volontari, collaboratori vari si danno da fare per eventi intramoenia; arriva il giorno dello spettacolo musicale seguito dal Recital di poesie nel reparto di alta sicurezza.
Si prova a far sentire l’aria natalizia, ma nonostante fuori cadano dal cielo fiocchi di neve rendendo il paesaggio simile a quello di un libro di fiabe, il Natale in carcere è meramente lontano da come lo si vive da liberi.
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