Esperienze di volontariato

Intervista ad Egidio Grande e Diana Coppola-Amnesty International Sezione Valdelsa

Per i diritti dei diritti che Amnesty International lotta, si promuove, promuove e sensibilizza. L’Organizzazione non governativa indipendente, una comunità globale di difensori dei diritti umani che si riconosce nei principi della solidarietà internazionale. Fondata nel 1961 dall’avvocato inglese Peter Benenson, che lanciò una campagna per l’amnistia dei prigionieri di coscienza, l’associazione ad oggi conta due milioni e ottocentomila soci, sostenitori e donatori in più di 150 paesi.

Diverse le tappe vissute e diverse le missioni svolte, la più importante quella di ricerca e di azioni finalizzate a prevenire ed eliminare gravi abusi dei diritti enucleati nella Dichiarazione universale dei diritti umani e negli altri standard internazionali relativi ai diritti umani.

Il suo mezzo la firma, il suo strumento l’attivismo di volontari che credono nei diritti, che comunicano e vogliono comunicare l’indifferenza, la violenza, il malvagio, il potere che fa morire, presente in molti territori del mondo, il visibile invisibile, la non tolleranza, il non rispetto, la non vita, perché si possa venire a conoscenza di ciò che non si conosce o non abbastanza, perché dopo, al di là della conoscenza ci possa essere l’azione, il cambiamento, il riconoscimento di quel specifico diritto violato. Diritto che sia quello dello studio e del gioco per i bambini soldato, il diritto di sentirsi donna e di curarsi, il diritto di amare e di essere amati senza violenza e discriminazioni, il diritto di vivere nella propria terra in contatto con la natura, il diritto di vivere la vita e di sognare e di costruirsi un progetto, a ciascun popolo con la propria cultura, la propria lingua, il proprio stile.

Sociale in rete onlus, Cittadinanza attiva, Associazione enogastronomica Marvin, Collettivo teatrale “L’ anima ed il suo doppio”, guidate dall’associazione culturale e musicale illimitarte, nell’ ambito della rete territoriale; il 13 dicembre del’ 09 si sono incontrate per un impegno sociale e solidale.

Accade a Villaricca in provincia di Napoli, nella Tendostruttura; musica, danza, teatro, poesia e solidarietà, si sono adoperate per un gesto che allora rappresentava una speranza, oggi quel sogno è diventata realtà.

Già nel numero 147 di Maggio 2009 avevamo parlato del progetto “Adottiamo una scuola abruzzese”,promosso per sostenere gli studenti del luogo dopo il tragico terremoto che ha devastato L’Aquila e gli altri paesi dell’Abruzzo.
L’iniziativa fu tempestivamente progettata dall’avvocato Francesco Figliomeni,Presidente dell’Associazione Planet Onlus organizzazione di volontariato senza fini di lucro che nel corso degli ultimi anni ha realizzato numerosi progetti di solidarietà sia in Italia che all’estero.
La prima fase del progetto è consistita nella raccolta e nel trasporto in Abruzzo di generi di prima necessità trasportati direttamente a Fontecchio in provincia dell’Aquila aiutando moltissime persone bisognose.

Volge al termine il Natale a Villaricca , con “Passeggiando per Natale, un ponte per Sarajevo”, una manifestazione artistico – culturale, attuata al fine di promuovere la pace, la conoscenza, ma soprattutto l’integrazione tra i popoli.
E’ un ponte fatto di musica, arti figurative, poesia e teatro, quello realizzato -la serata del 5 gennaio 2010 -presso la Tendo struttura di via Napoli.

Un pozzo per Souko è’ l’iniziativa, promossa dal Comune di Villaricca, realizzata dall’associazione culturale musicale illimitarte in collaborazione con le associazioni, le scuole di danza ed altre organizzazioni del territorio, unite assieme per un impegno civile e solidale, quello di realizzare un pozzo d’acqua a Souko, l’ultimo villaggio del Bukina faso.

Souko si trova prima del deserto e gli abitanti fanno 15 km per prendere l’acqua. Ovviamente purtroppo risolvono spesso in altro modo bevendo acqua melmastra da pozzanghere e rigagnoli.

Al via questo pomeriggio di freddo autunno l’iniziativa di animazione culturale ed interattiva “Un caffè con l’autore”, promossa in compartecipazione dalle Associazioni di Villaricca: Cittadinanza Attiva, Sociale in rete onlus, Illimitarte, progetto di sorprendente interesse culturale ed artistico, per il suo modo originale con cui è stato pensato ed organizzato.

Quando capitano certi eventi che richiedono l’intervento immediato, di chi conosce le dinamiche d’azione, chi conosce perfino i rumori della terra, di chi ha imparato con l’esperienza a percepire il pericolo, a fronteggiare il dolore e la gioia in una frazione di secondi, la Protezione Civile, I Vigili del fuoco, le forze dell’ordine, ci sono, e ci sono tutte per aiutare assieme, ognuno con il proprio ruolo, ognuno con le proprie competenze.

Il 7 giugno 2007 ore 16.30 – 19.00 al Villino Medievale Technotown – Villa Torlonia, via Spallanzani 1A sarà presentato il libro “Ti racconto il mio ospedale. Esprimere e comprendere il vissuto della malattia” di Federico Bianchi di Castelbianco, Michele Capurso e Magda Di Renzo (Edizioni Ma.Gi .2007).

Dalla introduzione del libro:

Quando un adulto vede un bambino preoccuparsi per qualcosa, spesso sorride pensando alla banalità del problema. Ma così facendo trascura il fatto che il disagio maggiore non è dato tanto dalla serietà oggettiva della questione da risolvere, quanto piuttosto dal senso di solitudine e di impotenza che quel bambino prova in quel momento. E in realtà quel sorriso bonario, anziché aiutare, può giungere a incrementare proprio quel senso di inadeguatezza che costituisce l’ostacolo principale da superare. Le preoccupazioni affrontate dai più piccoli sono spesso amplificate proprio dalla incapacità degli adulti di comprendere i loro vissuti e quindi di rispondere adeguatamente ai loro bisogni di sicurezza.