Interviste e Recensioni

Sarai per me, Poesia, l’eterna amante,
punto focale di ogni mia passione,
goccia di fuoco vivo in un diamante

E’ soave, è tenero, è dolce e perfino elegante l’amore di Massimo Pinzuti per la poesia, capace di farla diventare musica, lascia chi legge per un attimo quasi senza respiro, perché colpisce, perché soffoca con le emozioni che riesce a trasmettere.

la quintessenza di ogni mia emozione,
che ha liquefatto il tempo e in un istante
lo ha imprigionato dentro una visione

E’ bella, è presenza, è essenza la poesia di Massimo Pinzuti, è qualcosa che gli appartiene, che lo colma, che lo fa vivere, ora che sia dedicata alla natura, alla famiglia, ora con L’ipotesi di un attimo, dedicata proprio a lei, alla Poesia, un inno, una canzone o meglio una dedica alla sua passione.

Sono la nostalgia, la speranza, i ricordi del passato, i temi delle poesie per il concorso un Monte di Poesie 2014 giunto alla nona edizione. Tre, come ogni anno, le sezioni ( Montagna, Giovani, tema libero)per le quali piccoli e grandi poeti, dilettanti e pensatori, hanno fatto delle loro emozioni, pensieri e desideri, delle parole in rima. Parole che lasciano immaginare e provare quanto si cerca di voler trasmettere. Scrivere in poesia è spesso un viaggio, fatto di ricordi altrui, di storie, di rappresentazioni, è un voler comunicare ciò che non si riesce attraverso il verbale, è voler dare sfogo alla voce interiore, è voler dare ascolto alla mente che comanda la mano di scrivere e solo quando si arriva al punto, leggendo, si captano sensazioni delle quali probabilmente si era all’oscuro. Parlare in poesia è terapeutico, è riempire il foglio bianco di caratteri neri che prendono forma di volta in volta, è gridare aiuto, è sussurrare amore, è ripensare al passato .

Ci prova Dario Scognamiglio con il suo esordio nel mondo del self publishing, ci prova con L’Angelo che disse Amén a dare sfogo allo scrittore free che è dentro di sé, ci prova ad entusiasmare i suoi lettori, a coinvolgerli, a renderli parte delle storie dei personaggi che di volta in volta si incontreranno. Sarà l’incontro di Mario il garagista, Dario il misterioso uomo sordo circo muto, Giovanna e Michael studenti di lettere, Pattume e Nonsolomoda agenti di polizia, Aldo l’infermiere, Furio il suo amico, il Dott. Marfella, il prof. Urbani, il tassista dal nome di donna Barbara, la piccola Alice figlia di Pattume, a dare un senso alle loro vita, ottenendo risposte alle tante domande che l’essere umano si pone durante e sulla propria esistenza. Di facile lettura, lo stile è scorrevole, semplice, sebbene ricco di contenuti filosofici e letterali; appassionante, curioso è l’atteggiamento di chi passa da una pagina all’altra, una storia che per molti versi lascia con il fiato sospeso perché è un Romanzo che fa pensare, riflettere su molti temi dai quali, oggi, fuggiamo, perché fondamentalmente abbiamo paura di scoprire le nostre paure, camuffandoci per essere chi non siamo.

Mi piacerebbe pensare allo sport, al calcio in particolare, come a qualcosa che unisce, come lo è per la musica, come un mezzo che allontana i bambini, i ragazzi e gli stessi adulti, da cattive abitudini e tentazioni. Mi piacerebbe pensare alle partite come un momento di socializzazione, di aggregazione, dove il fare comune è divertirsi tifando, dove la competizione sta in chi mostra lo striscione più originale e non in chi è più forte perché agisce con violenza.

Io per la seconda volta giudice di poesie al “Monte di poesie”

Castagne e poesie, binomio perfetto per l’ottava edizione del concorso letterario “Un Monte di Poesie”. Piccoli e grandi, principianti e dilettanti, poeti in erba, si sfidano con la penna, una penna che sta a significare parola, rima, sonetto, sensazione, emozione, narrazione, famiglia, natura, sogno, paura, dolore. Una penna che scorre veloce prima che il pensiero voli, prima che le idee scompaiano, idee mosse dall’ispirazione e l’ispirazione mossa dalla passione. Prima di tutto la passione per la scrittura creativa, la Poesia, il Racconto.

Ci prova ancora Francesco Maglioccola nei panni del regista indipendente al festival “Mompeo in corto con “ Io sono Michele”, dopo “Noi due del Sud ” e “From black to white” al Giffoni Film Festival.
Un corto “Io sono Michele”, che ha meritato il Patrocinio morale della Regione Campania , una storia ordinaria sulla crisi economica che abbraccia e coinvolge un nucleo familiare apparentemente felice nella prima scena, in quella dove la famiglia passeggia, assieme.
Una crisi, quella in Io sono Michele, che ha il sapore dell’incertezza, della tristezza, del dolore, che ha il rumore del frastuono delle voci che urlano dentro, che ha il colore del niente, del grigio, come grigia è la scena del treno che passa. Quel treno che il protagonista Michele vede correre da un ponte, ogni giorno, un treno che sta’ a significare metaforicamente-se da una parte-la vita che muta, che scorre, dall’altra, probabilmente l’intenzione di farla finita perché tormentati dalla disperazione.

….E poiché in questo periodo mi sto specializzando nell’arte dell’intervista, non poteva mancare nel mio archivio, un tu per tu con l’amico Dario De Lucia, un’artista che non smette mai di stupirmi, nel ricordo di quell’incontro in Radio, tre anni fa, davanti ai microfoni, lui da una parte, io dall’altra, munita di cuffie con la mia playlist.
Disordine e poesia, la sua nuova opera, dopo ‘O’ lup è addiventato pecorella nel 2007, Libero sonnatore nel 2010.E’ con il suo innovativo modo di parlare alla gente, anche il sito prende una forma diversa, quella dai colori eleganti, e lui, con il volto serio, l’espressione di chi grida giustizia, coraggio, perché Dario nella vita è un operaio che ogni giorno lotta, lotto contro la crisi.

Le sue poesie, diventano video, audio, perché possano raggiungere tutti attraverso la svariate forme del linguaggio.

Fa venire la pelle d’oca “Se tu tornassi a nascere”

Cosa può contenere una valigia per viaggiare?

Entusiasmo, curiosità, voglia di conoscere, di sapere, divertimento, libertà, relax, cultura, studio, lavoro, ed è di questo e con questo che una ragazza, Paola, parte, viaggia. E parte ogni volta che c’è in lei il desiderio di esplorare, di sentirsi un tutt’uno con il mondo, di amare ciò che le circonda, di crescere e diventare grande assieme al mondo che gira, che cambia notevolmente ed inevitabilmente.
Una ragazza e la sua valigia, viaggi al femminile, viaggi da sola, in gruppo, in coppia, la scelta di Paola, ed ogni volta una meta diversa, dal Polo Nord al Polo Sud, Occidente, Oriente, per mari ed oceani, monti, valli, cascate, sentieri fioriti, castelli, ville, palazzi ; le lunghe passeggiate di Paola, instancabile con il suo passo da maratoneta, capace di vedere e vivere una città come la Barceloneta in una sola giornata, ed io, sua compagna di viaggio, ne so qualcosa.

Il 23 dicembre 2012, nel salone del centro Ali a Villaricca – Na, in quello stesso salone dove ho condiviso negli anni scorsi, in prima persona, munita di taccuino, penna e telecamera digitale, momenti e serate dedicate alla cultura nel senso lato, all’arte, alla musica, alla lettura dei libri, per fare poi informazione, sono stata spettatrice attiva de Tutti pazzi per la Tv.

Alla seconda, Tutti pazzi per la Tv a cura dell’associazione i Naviganti inVersi, uno staff tutto giovanile, che con entusiasmo, passione, amore per il teatro, con ironia e battute mirate, ha voluto parlare al pubblico della crisi. Una crisi che colpisce tutti, compreso la Tv.