Famiglia e mutamenti sociali

Terapia Familiare, la quale consente di comprendere e analizzare le dinamiche familiari su cui spesso si fonda la patologia del figlio. Uno degli svantaggi che essa comporta è che quando i membri della famiglia raggiungono una maggiore capacità di individuarsi cominciano a desiderare uno spazio terapeutico autonomo.

E’ diffuso luogo comune che il divorzio sia un istituto nato da esigenze della società contemporanea, dimenticando che in realtà la separazione era già in uso nell’antichità presso i greci e i romani, nonché nei primi secoli della cristianità e lo stesso Codice di Giustiniano, in epoca oramai cristiana, ancora lo consentiva.

Leggevo, non molto tempo fa, un libro di un mio docente universitario, il prof. Abignente, che nell’introduzione riporta un proverbio canadese, che lui stesso definisce “un condensato di saggezza popolare”.

Il proverbio recita: “Due sono le cose che i genitori devono donare ai figli: le radici e le ali”.

Questo lavoro di ricerca si proporne come scopo, quello di analizzare il grado di attendibilità di alcune fonti di informazione ritenute autorevoli. In particolare la mia attenzione è stata focalizzata sul binomio genitori-mass media. Partendo dal presupposto che i figli tendano ad ascoltare principalmente la famiglia di origine, che dovrebbe essere considerata come fonte maggiormente attendibile ai fini di una qualsiasi scelta personale.

Comunicato Stampa

Spett.le MinoriOn-line, le seguenti Associazioni di genitori – Caro Papà(CE), Associazione Genitori Separati (PG), Papà Separati (NA-ROMA-TS), Fathers4justice (MI), Ge.Fi.S. (MI) – indicono una manifestazione pubblica a favore del Diritto fondamentale di ogni bambino di avere contatti paritari con entrambi i genitori separati, regolarmente inosservato dai giudici nelle aule dei Tribunali Civili e per i Minorenni italiani.

Nella storia degli ultimi cinquant’anni del nostro Paese si possono identificare due “Italie” differenziali,la prima è quella delle famiglie numerose,la seconda la famiglia degli individui.
Dal dopoguerra fino alla seconda metà degli anni Sessanta si assiste in Italia ad una rapida caduta del quoziente di attività del lavoro,ossia del rapporto fra l’ insieme degli occupati e dei disoccupati ritenuti tale,in rapporto alla popolazione complessiva.