Spazio Adolescenti

Non è un caso isolato, quello di questi giorni, Baby squillo, titolo in prima pagina di giornali e dibattiti di trasmissioni televisive. Solo perché qualcuno ha parlato, è emerso, ma c’è, esiste come ogni fenomeno del quale nessuno vede e nessuno sente per convenienza o perché si è troppo concentrati su se stessi, la propria vita, il proprio egoismo e con esso su un forte narcisismo che non consente di riflettere sulle conseguenze. Non si tratta di fatti occasionali, o situazioni nelle quali si è caduti erroneamente, chi compra del “sesso” già di per se commette un reato, ma lo è ancora di più se la vittima consenziente o meno è una minorenne, una ragazza poco più che adolescente, una ragazza in fase di crescita e di scoperta personale che andrebbe tutelata, ascoltata, protetta, aiutata. Per l’appunto andrebbe… Andrebbe tutelata dalla famiglia e dalla scuola, ascoltata dai genitori o genitore e dagli insegnanti, andrebbe aiutata quando con l’eccesiva aggressività, trasgressione non consone all’età o totale chiusura manifesta un disagio e conseguentemente una richiesta che sembra nessuno colga o finge di non carpire. E’ un fenomeno quello delle baby e dei baby squillo che apre un dibattito sotto vari profili, una riflessione a 360°, che abbraccia l’aspetto sociologico, psicologico, pedagogico e criminologico.

Dopo l’ottimo esordio di “Ricchezza e Povertà”, il romanzo argentino di Milena Piccolo, “Un Caffé con l’autore” ritorna mercoledì prossimo, 28 Ottobre alle 17,30, presso la biblioteca comunale di via sei martiri con il libro inchiesta di Emilio Radice e Federica Angeli su lo stalking e la violenza sulle donne, “Rose al Veleno”, l’occasione del libro per discutere e confrontarsi su temi di straordinario interesse sociale, in questi mesi particolarmente presenti nelle cronache di giornali e televisioni, in una deriva, ha affermato una delle promotrici dell’iniziativa, la dott.ssa Emanuela Cimmino, che è davvero preoccupante <

Il suicidio degli adolescenti è un fenomeno pedagogicamente e socialmente preoccupante, sono tante le motivazioni che spingono sempre più ragazzi e ragazze dagli 11 anni in su a togliersi la vita: un cattivo voto a scuola, una bocciatura, una lite furiosa con i genitori, la non accettazione da parte del gruppo dei coetanei, un amore fallito, il sentirsi non ben accolto dalla società perché diverso anche come modo di pensare e di essere, “anticonformista”, la non capacità di tollerare situazioni frustranti, situazioni conflittuali in famiglia, la ridottissima stima che i ragazzi di oggi hanno in se stessi, il non riuscire a superare un “ lutto”, una perdita, una sconfitta, il non voler seguire le orme dei genitori, dei parenti implicati in attività poco legali e l’incapacità di “farlo capire”.

IL PROGETTO SAFE

Napoli: Garantire un’informazione e un’educazione dettagliata sulla sessualità alle generazioni più giovani, fornire loro accesso anonimo a contraccettivi e servizi di assistenza, soprattutto per le fasce marginalizzate, informare senza tabù sulle malattie sessualmente trasmissibili, dare accesso non condizionato all’aborto per le minorenni, visti i rischi, soprattutto nei paesi dove non esiste l’interruzione volontaria di gravidanza, del ricorso a pratiche illegale.

1° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’ Infanzia e della Preadolescenza

1° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’ Infanzia e della Preadolescenza

L’ ASCOLTO Il Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro:Dagli Aspetti tecnologici alla consulenza

PRESENTAZIONE

Il mondo in cui viviamo non è a misura di bambino, nè come spazi nè come tempi. L’ infanzia ha bisogno di cure, di attenzione particolare da parte delle stesse istituzioni.La condizione infantile merita un rispetto più attivo, inteso a proteggere e a comprendere le istanze degli adulti di domani.
Purtroppo sull’ infanzia gravano ancora indifferenza, minacce, abusi.La generale diffusione del benessere ha colmato i bambini di cose, spesso inutili;dimenticati davanti ad un televisore, affidati ad un frigorifero strapieno, i bambini crescono in solitudine e saranno dunque adolescenti, giovani incomprensibili, insondabili da chi ha rimandato il dialogo tanto a lungo da precluderlo, spesso per sempre.
Sono purtroppo all’ ordine del giorno i bambini usati come valvola di sfogo delle repressioni degli adulti, fatti oggetti di perversioni degradanti, coinvolti in azioni criminose, strumentalizzati nei ricatti affettivi familiari e massmediatici.
Il Telefono Azzurro è nato ed opera affinchè il silenzio sull’ infanzia si faccia voce e orecchio che si ferma ad ascoltare.