Tossicodipendenza

E.C : E’ curioso immaginare come possano esserci diverse modalità di comunicazione e di confronto e come le stesse possano altresì diventare strumento di informazione e di formazione a distanza, specie se si ha la passione e l’entusiasmo di lavorare in un ambito affascinante e contorto come quello del carcere.
Quanto segue è un’intervista a distanza, un modo virtuale e diretto perché due esperti del settore possano mettere nero su bianco congetture e saperi sull’assioma Droga e Criminalità.
Droga e criminalità non è solo una connessione, una causa o un effetto, ma è il lavoro scriptorum di Dario Scognamiglio, ad intervistarlo un’educatrice penitenziaria E.c
Un modo diverso, quello di Dario di studiare il fenomeno, andando al di là di qualsivoglia velleità etica ed ideologica; la tossicodipendenza come condizione criminogena e vittimogena.

Un po’ di teoria….

Il nuovo millennio appare ancora inerme nel saper arginare il fenomeno tossicodipendenza: si sente spesso parlare della droga come di una veloce “scorciatoia” per sentirsi rapidamente “bene”, come una reazione alla noia e alla routine quotidiana anche se, in realtà, è solo qualcosa di virtuale e passeggero.

Lunedì 12 maggioOre 9,30 – 13,30Convegno:Tossicodipendenze e misure alternative alla detenzionePromosso dall’ Unità Operativa Sert Area Penale; ASL Na 1; Ministero della Giustizial’Aula Magna della Scuola di Formazione Via Vicinale S. Maria del Pianto, 61 – complesso polifunzionale torre 1 – 80143 NapoliPer informazioni rivolgersi a Ufficio Comunicazione, telefono 081 7872037 int. 229 – 218

La ricerca sul campo di questo elaborato consiste in dieci interviste brevi effettuate nei giorni 11/05/06 e 12/05/06 presso la comunità “Pace e Bene” del Centro di Solidarietà “La Tenda” di Salerno. Questa struttura, come già specificato, si occupa del recupero di tossicodipendenti nella fase di avviamento, le interviste sono state in parte registrate e in parte trascritte a seconda della scelta del soggetto nel pieno rispetto della privacy.

Come ormai di prassi in Italia è grazie alla televisione e più precisamente alle inchieste dei programmi satirici che si torna a parlare di problemi di rilevanza sociale come la droga. E’ infatti grazie a “Le Iene”, programma satirico in onda su Italia Uno,che si è riacceso il dibattito sulla nuova normativa entrata in vigore il 28 febbraio di quest’anno in materia di disciplina degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope.

La droga, sembra essere , nella cultura adolescenziale, una modalità di allontanamento.
Il fatto che l’ uso della droga sia stato promosso ed in parte ancora può esserlo almeno in alcuni contesti , quale strumento di contestazione del mondo adulto e di ideologia controculturale, oltre che essere espressione di un pensiero superficiale e di un pericoloso autoinganno ,rivela sottostanti e diverse situazioni.

La solitudine e la sostanziale “passività” della vita quotidiana rappresentano elementi negativi di una condizione adolescenziale che, in teoria e nelle intenzioni di tutti, dovrebbe essere libera, spensierata, serena.

Quando la società, o meglio gli adulti, non offrono né amore, né valori, il giovane viene a trovarsi in quella condizione di disagio che lo porta a scelte irrazionali, talvolta suicide, come l’adesione alla droga. Drogandosi, il giovane sfugge ai suoi problemi procurandosene uno ancora più grosso che lo incita, precludendosi altri interessi e talvolta costringendolo a commettere crimini per procurarsi la dose giornaliera, senza la quale andrebbe incontro a violente crisi di astinenza.