Bologna solo andata: il ricordo della strage

Una strage, un evento che va e deve essere ricordato, che non può essere dimenticato, perché lo stesso ricordo” possa contribuire a riaffermare quei valori di libertà e di legalità che sono alla base della nostra democrazia, contro ogni forma di fanatismo politico, di odio ideologico e soprattutto di violenza terroristica”- ha voluto così ricordare il Presidente della Camera G. Fini.
Una strage che studiata sui libri di scuola, vista ed ascoltata dai documentari in tv, ha sempre parlato di trama terroristica, di istituzionalismo, di segreti di Stato; ma chi non è mai stato ad attendere per ore il treno che da Bologna portasse verso casa o la meta da raggiungere e non si è fermato un istante davanti a quella targa commemorativa sulla quale scorrono i nomi dei tantissimi viaggiatori che erano su quel treno, i nomi delle vittime?.
Io l’ ho fatto!! E l’ho fatto ogni volta che sono stata ferma alla stazione, l’ho fatto quando avevo 10 anni alle quattro del mattino, vivendo come ci si muove nella sala d’attesa, ascoltando i rumori, le voci, memorizzando i passi di ogni singola persona.
L’ho fatto a 13 anni ed ancora a 16 e 24anni, ed ogni volta, qualcosa mi ha spinto a soffermarmi, in un attimo di silenzio, davanti a quella lapide, tra i nomi tantissimi quelli dei bambini e neonati, ogni nome, ogni persona e dietro ancora storie diverse, divise, unite nella strage, ogni vita.
Ricordo dei miei viaggi trascorsi a chiacchierare con la gente che viaggiava, porto di loro ricordi, profumi ed immagini; ogni volta che sono stata davanti a quella targa marmorea ho immaginato i loro discorsi, scambi di opinioni, discorsi su aspettative future e sulle meritate ferie e poi ancora l’improvviso scoppio, un boato, un ordigno diretto verso chi, cosa…
Era il 2 agosto del 1980, avevo otto mesi. Nata in un anno di stragi, nata in un anno storico, una storia fatta da gente semplice, comune.
Ferma alla stazione di Bologna, in ogni momento della giornata, è verosimile provare le sensazioni di quel giorno, silenzio; nella sala d’attesa c’è silenzio, rispetto, ricordo, memoria.
Eppure c’è ancora qualcosa che manca; i procedimenti investigativi tuttora proseguono, non tutti i familiari sono soddisfatti delle ricerche effettuate perché inchiesta contro ignoti.
Ma intanto la strage di Bologna continua ad essere parte di una storia ancora da scrivere, ha così detto Agnese Moro, figlia di Aldo Moro”Qui è presente il cuore del popolo italiano. I morti e i feriti sono nostri madri, fratelli e amici. Lo Stato italiano dovrebbe avere il coraggio di guardarci in faccia, aprire gli archivi. La storia d’Italia è complicata ed è tutta da scrivere”.

Emanuela Cimmino

Riferimento fonte : http://www.corriere.it/

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.