A letto con un libro: la storia deI Ragazzi di Camorra

Ragazzi di camorra è la storia di un pre-adolescente Antonio, orfano di padre che vive con la mamma e la sorella Letizia.
I servizi sociali hanno già portato via i suoi fratellini, i gemelli ai quali Antonio è particolarmente legato e spera di riabbracciarli, perché Antonio fondamentalmente vuole cambiare, ha dei sogni nel cassetto.
Antonio vive nella Sanità, è un piccolo scugnizzo, ma non commette reati, gioca a pallone per strada, adora la mamma e porta con sé ogni giorno il ricordo del padre-venditore ambulante- con il quale scherzava tra le mura di casa. Un padre che non si stancava di ripetere che miseria non significa disonestà.
La madre, a malincuore, è costretta ad affidarlo a Bruno, il marito di Letizia, sorella di Antonio; un bel ragazzo, un pezzo forte a Scampia, lavora per Michele l’inglese; il contrabbando di sigarette, lo spaccio, gli consentono di arricchirsi ma non tanto da vivere in uno squallido appartamento tempestato da topi, con pareti sottili che origliare quanto accade nelle case dei vicini diventa consequenziale.
Un appartamento che Antonio odia, preferisce starsene fuori e rientrare la sera; palazzi grigi, puzza di muffa, non ci sono alberi, né un cortile per giocare, ma lui non ha tempo per giocare, perché “deve lavorare” per Bruno che lo costringe a spacciare fuori scuola.
Antonio è uno capace, crea una piccola banda, con i suoi coetanei deruba i pendolari dell’R5 e della metrò, ma sempre con il fiato alla gola; a volte porta a casa tanti soldi, altre volte niente, perché Antonio quel giorno ha preferito fare il bambino, giocare, andare a scuola per sfottere gli insegnanti e per scappare dai bidelli, marina la scuola pur sapendo che gli assistenti sociali gli stanno addosso.
Un giorno ha la sfortuna di incontrare Michele l’inglese che gli commissiona “cose da grandi”, Antonio ha il coraggio dire No, di disobbedire, ma Bruno lo colpisce e lo colpisce ancora tanto da andare a finire in ospedale.
Intanto Letizia partorisce, Mariolino per Antonio è un fratello, bada a lui con dolce responsabilità, con il tempo la sorella torna ad essere la ragazza grintosa, ribelle di una volta, più volte invita Bruno a soprassedere, lasciando stare Antonio.
A Scampia nasce un luogo, uno spazio per i ragazzi di strada, un contesto dove poter stare assieme ed imparare a giocare rispettando le regole, un luogo dove c’è qualcuno che li ascolta e li guida, Arturo, un educatore, un maestro “di strada che tenta di far scoprire loro l’infanzia che gli è stata rubata.
Antonio giorno dopo giorno perde la sua banda, non spaccia, non deruba i pendolari, e per curiosità si reca anche lui al Rifugio, dove gli altri, Filippo, il Cinese, Cicciabomba, hanno già parlato di lui ad Arturo, che lo sceglie come capo, affidandogli la responsabilità di mettere su una squadra di calcio, si, ma dove giocare?
Il Comune non finanzia il progetto, occorre inventarsi qualcosa, e si inizia dagli alberi per colorare le strade grigie di Scampia, alberi verdi , alberi che per chioma hanno i colori dell’arcobaleno, al Rifugio vengono organizzate perfino le feste di non compleanno.
Ma proprio quando Antonio si sta riscoprendo bambino, Bruno gli impedisce di ritornarci, colpendolo nuovamente, Antonio e la sua banda di giorno sono piccoli ladri e di pomeriggio danno sfogo alla loro creatività con pastelli e cartelloni, ma questa volta al ragazzo vengono assegnanti compiti più importanti, la sera funge da palo.
Bruno è felice, sorride, perché guadagna bene, ma soprattutto perché il luogo dei sogni dei ragazzi è stato distrutto, la camorra ha dato fuoco al Rifugio. Per la camorra non va bene che ci sia un portatore della cultura di legalità, l’educatore viene picchiato a pro di lezione.
Antonio ed i ragazzi capiscono e proprio quando vogliono aiutare Arturo, lui decide di ritornare al Nord; Antonio si sente tradito, è arrabbiato, triste, si sente sconfitto, sfiduciato, Arturo è come tutti gli altri, un bugiardo, un vigliacco, uno dalle tante chiacchiere e basta.
Vuole tornare a casa da sua madre che vede di nascosto a Bruno, vuole tornare da laddove è partito e ripresentarsi a Scampia al Rifugio ogni volta che potrà, per sistemarlo”Sarà come comprare un biglietto per la nostra Australia”, raggiungere l’Australia era il sogno di Genny, l’amico morto per un incidente sul motorino.
Antonio si infila le mani nelle tasche del giubbino, si sente leggero, sta aspettando la metro, vede Arturo che gli sta venendo in contro, non è partito.
Antonio si sente sollevato “Lo sapevo che non mi ero sbagliato”-lo sapevo
“Chi non lotta, ha già perso”, per essere ciò che si è e si vuole essere, per raggiungere i propri sogni, occorre lottare purchè sia fatto in maniera legale, lineare, costruttiva, perché la vita possa individualmente avere un senso per essere vissuta.
Ragazzi di camorra, la storia quotidiana dei bambini di Napoli e dintorni, da un lato il mercato sporco che sfrutta minorenni in affari illeciti, dall’altra i loro sogni; da un lato una carriera delinquenziale progettata dall’altro progetti rieducativi che danno e vogliono dare ai bambini dei quartieri, della periferia, una chance, la chance di provarci, di vivere, di credere in se stessi, di cambiare, di migliorare ed essere migliori.

Emanuela Cimmino
1.2.2011

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.