Arriva l’AWOP dove le differenze diventano ricchezza ed identità

Il Festival non ha aderito alle manifestazioni ufficiali per restare indipendente ed ospitare diverse voci su un argomento così scottante e controverso.

Il tema è quanto mai attuale, e verrà trattato nel convegno: “150° Unità d’Italia: Dagli stati preunitari alla Repubblica. Il presente: tra Meridionalismo e Federalismo”. Convegno che cercherà di far luce in una storia fatta di menzogne, di censura e distorsioni mediatiche, proprio come quelle a cui i media ci hanno abituato oggi. La differenza? Che oggi esiste la rete, anch’essa oggetto di un convegno del festival. Una rete internet indipendente, forte è un ulteriore diritto di voto al cittadino. Amplifica e attiva meccanismi rivoluzionari come quelli che hanno permesso ad alcuni popoli di capovolgere perenni dittature ed oggi rappresenta, se utilizzata con professionalità ed onestà di cambiare realmente le cose, come abbiamo già visto nei referendum.

Inoltre, si tratterà il tema dell’integrazione direttamente con chi la fa e con le associazioni vicine agli immigrati, nel convegno: “Il Sud Italia: Aggregatore naturale di Culture”.

In una terra che ha sempre visto l’arrivo di genti da altri luoghi non può nascere l’indifferenza, l’egoismo e non può vedere proliferare la cattiveria che non è nel DNA di questo popolo (ed in fondo, a ben guardare di nessuno al mondo).

Infine, sempre nei dibattiti (che potremo riascoltare come al solito su iTunes nella trasmissione Popòdcast), uno speciale dedicato al GRIDAS (Gruppo risveglio dal sonno) capostipite di tutti i luoghi di aggregazione sociale della nostra area. Poi uno speciale della manifestazione, nata da un progetto di illimitarte, che ha visto subito la partecipazione di tante realtà associative “Un caffè con l’Autore”, dove si presenteranno romanzi e saggi come ad esempio “Carta straccia, economia dei diritti negati” direttamente in tema col Festival. Infine un meraviglioso spazio dedicato alla poesia, al teatro con il dramma del lavoro, ed una mostra speciale sulle Brigantesse a cura del Prof. Rosario Caserta. Le arti visive con opera tematiche inedite di decine di artisti completeranno il festival e lo arricchiranno immensamente come gli altri anni. Tutto nel centro storico di Villaricca nei giorni 23-24-25 Settembre.

D.: Quale lo spirito con il quale voi di Illimitarte in primis organizzate una manifestazione di grande spessore non solo musicale ma anche valoriale?

R.: Lo spirito di coesione, di condivisione di valori forti, pilastri dell’intera civiltà, non possono perdersi in queste zone martoriate dai drammi che quotidianamente viviamo. Roghi Tossici, mala politica, discariche di ogni tipo e autentiche dispensatrici di morte, corruzione di valori e imperialismo dilagante, fanno smarrire facilmente i nostri giovani che si ritrovano in condizioni di difficoltà già dall’adolescenza. Il nostro spirito è quello di educare alla legalità, al ripudio totale del compromesso, dei sotterfugi, e di farlo con l’arte libera e la cultura. Abbiamo dimostrato di poter creare generazioni di giovani artisti, di potergli dare un futuro fatto di cultura e libertà, abbiamo attratto media di caratura mondiale ed acceso i riflettori su ciò che sono questi giovani e non su ciò che hanno o vorrebbero avere. La loro unicità, è un bene troppo prezioso per cancellarlo con l’omologazione, l’indifferenza ed il consumismo. Fare, anziché comprare è il terrore di ogni affarista di basso calibro. Ed oggi ne siamo pieni. Sapientia Omnia Vincit, quindi diamo ai nostri giovani il sapere e rendiamoli invincibili.

D.: Gli ospiti, i gruppi di quest’anno?

R: Tantissimi e da ogni parte d’Italia! Ricordiamo che l’AWOP è un festival di arti inedite e che è davvero raro far convivere tante realtà di musica ed arte tutta originale. Si fanno scoperte davvero di grande pregio e si conoscono artisti che, rispetto a quelli che hanno portentosi uffici stampa, hanno una qualità davvero eccelsa. Purtroppo l’imposizione delle case discografiche opera 24h al giorno e devia i gusti della massa verso ciò che è meno rischioso e che crea più profitto. Il “coraggio” dei produttori degli anni 50-60 è sparito ed ha lasciato il posto a multinazionali agognanti di artisti clone l’uno dell’altro da spremere e buttare via. L’AWOP è il contrario di tutto ciò. Le differenze diventano ricchezza, ed identità. Gli scambi di culture, fanno crescere i popoli e migliorano le genti.

D.: Da sempre si percepisce sinergia ed amicizia, quale il segreto di illimitarte, e degli altri gruppi partecipanti?

R: Noi siamo un’Associazione. Occorrerebbe fare un’indagine per scoprire quante associazioni sul territorio vantano un così alto numero di soci attivi. Centinaia di giovani e non che partecipano alla crescita di un’associazione è una cosa rara. Il segreto è la libertà. Libertà di vedersi nelle nostre sedi e di fare musica, di incidere, provare, di studiare, di confrontarsi, tutto nella massima libertà. Forse il segreto è nella totale assenza della “piramidalità” tipica delle aziende dove c’è un capo e dei sottoposti. Qui si propone, si litiga, si condivide e ci si diverse, in modo sano, blindati da quella abile avarizia di sentimenti e di affetto tipica del nostro tempo. Anche l’UNICEF ha riconosciuto con un atto ufficiale di ringraziamento il nostro impegno, così come il Presidente della Repubblica ha elogiato l’operato dei nostri artisti. Le altre Associazioni partecipanti hanno tutte uno spirito simile. Siamo in totale sinergia con esse.

D.: L’AWOP festival perché non proporlo anche in altre regioni o all’estero?

R.: L’AWOP festival è di questo territorio. Siamo stati tentati diverse volte, spesso quasi sedotti da altri comuni con notevoli possibilità in più rispetto a quello di Villaricca, ma è questo piccolo mondo che vogliamo migliorare con il festival. Ciò non toglie che possiamo e vogliamo estenderlo ad altri luoghi.

D.: L’aspettativa degli organizzatori?

R.: Già dalle prime edizioni abbiamo notato una strana cosa: molte persone che hanno seguito la diretta video dalle tre aree del festival lo facevano da Villaricca! Ciò significa che ad una reale partecipazione di piazza si preferisce seguire gli eventi anche dalle mura di casa propria. Per aggregare di più nella scorsa edizione abbiamo mandato in onda gli eventi in differita di 7 giorni. Il risultato è stato quello di vedere maggior gente nelle aree, quasi sempre tutte piene.

Bisogna anche tener conto che il festival è in più aree e con più eventi contemporanei! Ad ogni modo, la nostra aspettativa è sempre alta, perché sarebbe una grande soddisfazione per gli artisti che fanno centinaia di chilometri per esprimersi. Ricordiamo che in questi luoghi molti big hanno avuto purtroppo anche 15-20 spettatori nei concerti, mentre altri artisti legati spesso a micro e macro criminalità, distorsione del senso civico e di valori hanno fatto il pienone. In questo c’è da lavorare tanto con le istituzioni, per scelte coraggiose, che perpetrate negli anni possono portare a risultati concreti fatti di sviluppo del senso civico e rispetto e tutela della cosa pubblica.

D.: È probabile che ci siano state delle delusioni in termini di accoglienza di organizzazione, quale il modo con il quale le avete superate?

R.: Non direi! La prima edizione esplodeva di gente e la povera biblioteca si rilevò davvero un luogo troppo piccolo per i 384 artisti che vi hanno partecipato. La seconda edizione si estese subito a tre aree e tre giorni, con discreto successo di pubblico in tutte le aree. La scorsa edizione invece ha visto ben 4 aree contemporanee se si contano i convegni ed i seminari in contemporanea agli eventi artistici e davvero abbiamo avuto grandi soddisfazioni. Si consideri che tutto questo è basato sul volontariato in ogni fase.

D.: Una grande novità, uno spot in bianco e nero, Un Charlie Chaplin che si aggira per le strade di Villaricca. Perchè questa scelta? Di chi l’idea?

R.: Paco Chaplin! Ovvero Pasquale Silvestre, nostro associato e componente dei Giullari Autopoietici, ed ottimo batterista! Paco è un appassionato ed un attore professionista, mimo di grande qualità. Ho pensato che ogni sera il centro storico è deserto, esattamente come lo si vede nello spot. Nessuno in strada e pochissime auto (il che non guasta!). Se si pensa ai centri storici delle altre città d’estate ricchi di eventi e di locali, attrattive, con economie degli operatori floride, si può immaginare quanto ancora deve essere fatto per lo sviluppo di quest’area. Allora ho pensato a questa Italia, cristallizzata, in una non era, fatta di perenne crisi, di minacce al futuro dei giovani e dei deboli, un’Italia che tutela solo gli interessi forti ed i grandi evasori, in un’epoca di stasi e di chiusure, anche mentali (il povero Paco Chaplin trova tutto chiuso…) Infine, quel suo continuo girare senza sosta lo porta in piazza Maione, ma neanche li trova il “Festival” della sua vita. Poi, scopre che non è negli altri che vanno cercati i colori ma in se stessi. L’arte, che lo trasforma in un personaggio colorato, la ritrova nascosta in quattro palline raccolte per strada. Ed ecco lo spot. La musica dissacrante e “ferruginosa”, con accenni all’inno nazionale è scritta da me e da Massimo Capocotta che l’ha eseguita al piano. Se si ascolta bene è un inno nazionale a cui mancano dei tasselli, che disegna sul pentagramma il paese reale. Siamo terrorizzati perché potremmo davvero sentirlo suonare così con i tagli alla cultura e le “offese” continue agli artisti, costretti ad emigrare o cambiare lavoro!

D.: Una musica può fare…, in un periodo come questo che stiamo vivendo di apparenti cambiamenti, la musica, l’arte in generale, la cultura cosa potrebbero fare?

R.: La musica può e deve fare. Ma deve essere messa in condizione di fare. Come? Non solo con i fondi ma effettuando controlli veri. Gli operatori in regola non temono i controlli, ma molti furfanti distruggono ogni giorno questa nobile arte svendendola a commercianti di ogni cibarie e bevanda, a scapito della qualità che dei professionisti potrebbero offrire e tutto senza veri controlli da parte degli enti previdenziali, di quelli designati al diritto d’autore, e dell’ispettorato del lavoro. Bisogna convincersi che “fare il musicista” è un lavoro ed è un lavoro vero e spesso duro. Non ci si può ricordare di questa categoria solo quando fa comodo alle istituzioni. Stiamo gettando al mare un enorme patrimonio, quello della canzone napoletana e del Sud in genere. Il resto del mondo crea musicisti e cantanti in grado di eseguire e cantare i brani della nostra tradizione in modo eccellente ed ancora una volta l’Italia resta a guardare, tra incompetenza ed ignoranza.

D.: Ultimissima domanda : ma la musica può fare?

R.: Si, La musica muove i popoli e le menti e cambia la gente.

Chi non ha la musica dentro è incline al compromesso, agli inganni, ai sotterfugi. Mettiamo la musica in ogni cuore. Riabituiamo le nostre genti all’Armonia ed al Bello.

Ed allora Vi aspettiamo all’AWOP per far parlare al cuore!

Il programma del Festival è su www.aworldofpeace.net

Emanuela Cimmino

www.eduprof.it

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.