La crisi si ….. .la crisi no

Mentre c’è qualcuno che ci rimette anche la pelle, perché la crisi la vive, la percepisce, perché la crisi l’ ha indotto ad adottare atteggiamenti auto-distruttivi. Una crisi che non accetta nuove intelligenze e non consente di dar vita a nuove idee, perché l’innovazione porta il progresso; una crisi quella di questo lungo periodo che porta dolore, rabbia, sconforto, che crea disagio anche nell’affrontarla, perché piomba all’improvviso nelle famiglie, nelle aziende e come un uragano spazza via quanto costruito con sacrifico, passione e dedizione per anni, forse da generazioni. Sono tante, tantissime le vittime di questa crisi economica e sono vittime non solo coloro che in preda alla disperazione, perché impotenti e da soli, per l’impossibilità di pagare i debiti, perché travolti dalle cartelle esattoriali, per le difficoltà e la non volontà a gestire gli stati d’animo di dipendenti da licenziare, hanno preferito auto sopprimersi, ma vittime lo sono anche coloro che ogni giorno sono messi a dura prova, che rinunciano ad un pasto, che non riescono a raggiungere la fine del mese, che non hanno un lavoro o se hanno un’occupazione la stessa può essere messa a rischio, che lottano per rivendicare i propri diritti e perfino per comunicare le proprie proposte. Gli scioperi, lo stare per diversi giorni asserragliati su un silo a 600 metri di altezza, il rimanere per ore ed ore a 400 metri di profondità nella stessa miniera dove ogni giorno vengono condivise preoccupazioni, sensazioni e soprattutto la passione di quel specifico lavoro, sono tutte espressioni di disagio, di disagio materiale, morale e psicologico, perché la crisi rompe anche gli equilibri, costringendo l’impulsività a prevaricare perfino sui caratteri più dolci e tranquilli. Sono vittime di questa crisi economica ma a mio avviso anche sociale, coloro che hanno intelligenze , capacità, competenze, che potrebbero essere espresse, ma non viene dato loro spazio, perché la meritocrazia, l’essere se stessi, è qualcosa da non condividere e non condivisibile.
Ma se da una parte ci sono i licenziamenti, l’incapacità e la difficoltà logistica ed emotiva ad ovviare ai fallimenti, disagi, irritabilità, giustizia, ingiustizia, mancanza di lavoro ed incapacità di creare progetti, facendo leva sulle illusioni e forse anche i rimorsi, compreso quello di essere diventati qualcuno con le proprie forze e di non riuscire ad andare oltre; dall’altra parte sembrerebbe che la crisi non si faccia sentire da tutti. La crisi non c’è se le spiagge quest’estate sono state stracolme da non trovare un piccolo buco dove potersi sedere, la crisi non c’è se a far benzina sebbene ora nuovamente aumentata significa aspettare una fila per un’ora, la crisi non si sente se la prima domenica di settembre non si trova posto per parcheggiare presso un centro termale e neppure in quell’altro che dista a 700 metri e dopo aver fatto 150 Km si torna a casa amareggiati, la crisi non c’è se alle casse del supermercato c’è gente che spende anche duecento euro tra alimenti e detersivi. La crisi non c’è per coloro che fanno finta di non viverla, la crisi non c’è per coloro che non sanno neppure cosa sia, la crisi non c’è per coloro che vivono con spirito di menefreghismo e superficialità, la crisi è per coloro che riflettono, che hanno obiettivi da raggiungere, che hanno valori, che si fanno problemi se nel frigo manca il latte, la crisi è per chi come noi costruisce la sua storia quotidianamente con lealtà. La crisi non è per tutti, non è per coloro che indossano la camicia di seta per andare in ufficio, non è per coloro che vanno a pranzo al ristorante ogni domenica o che festeggiano il compleanno con feste in giardino con tanto di invitati, la crisi non è per coloro che si trovano sulla busta paga oltre i duemila euro, che non hanno un affitto da pagare, che non hanno l’auto da far riparare, la crisi non c’è per molti ed a causa di questi molti, non si fa nulla. Allora crisi si o crisi no? Per chi cambiare le cose? Per chi vive la crisi e finge di stare nel benessere per una questione di orgoglio?Per chi la vede solo di striscio?Per chi dovrebbe prendere decisioni importanti per il Paese e si addormenta tra le carte? Per chi si sveglia al mattino e prega il Dio che sia la giornata giusta per trovare lavoro dopo cento curriculum inviati? Per chi vorrebbe tanti vorrei ma deve accontentarsi dei “forse”-“vediamo”-“non so”?. Per chi è la crisi? Se la crisi c’è e non c’è.

Emanuela Cimmino

www.eduprof.it
www.melitonline.net

Riferimenti:

ilsole24ore.com
quotidiano.net
www.ilpost.it
messageroveneto.gelocal. it

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.