Giudicare in poesia

Verrà premiata la poesia più bella, quella più singolare, quella più elegante, quella più conforme alla tematica, quella più particolare, indimenticabile, quella scritta dall’anziano, dalla casalinga, dal professionista, quella scritta dal bambino, dall’adolescente e perfino dalla scolaresca. Il bambino, l’anziano, la casalinga, il professionista, il pensionato, il gruppo, avranno un volto, per il momento hanno un nome e solo da pochi giorni, avranno modo di presentarsi fisicamente dinnanzi alla giuria, poiché nel periodo della valutazione sono state intelligenze, anime, coscienze, senza nomi.Si è valutato nell’anonimato, come prassi fondamentale, lontano da ogni forma di condizionamento soggettivo, pur tenendo conto del criterio numerico dal 5 al 10, ogni membro ha fatto leva su criteri sì oggettivi ma anche personali, dettati dalla tecnica, dallo stile, dall’aver rispettato una certa forma di versi e rime, dalla formazione culturale, dal grado di empatia entrando nei panni di chi scrive sentendo il suo punto di vista, dalle emozioni ricevute, e perfino dalla capacità di parlare in poesia, di raccontare in poesia e far immaginare il contenuto della stessa, prendere anima e voce anche attraverso i profumi, i suoni: il fruscio delle foglie, la sensazione delle mani che toccano la neve fredda, il vento che soffia dopo il terremoto, le parole sussurrate, il pianto, l’abbraccio. Giudicare in poesia mi ha portato indietro nel tempo, quando con telecamera-microfono, carta e penna mi aggiravo per una grande stanza piena di luci con sul palco un pianoforte nero a coda, intervistando organizzatori, spettatori e protagonisti nell’evento “Il racconto nel cassetto” ad opera dell’Ass.Ali di Villaricca-Na, e di quando ogni mercoledì ero presso la Biblioteca comunale della mia città, nei panni di una simpatica(modestia a parte) giornalista, pronta ad intervistare gli autori che invitavamo come gruppo di associazioni territoriali al “cAFFè con l’autore”, non mancava la mia lettura ad alta voce con tanto di interpretazione, ed ora, in aggiunta, giudice senza toga nera con tanto di cappellino, giudice di poesie.

In concorso la sezione Montagna, tema libero e sezione giovani, in palio tanti premi e la soddisfazione più grande di aver raccontato qualcosa di sé in maniera creativa. Io giudice in poesia, per la sezione Montagna, ho visto cime, alberi, boschi, vette, prati, sentito i profumi dei fiori, delle calde castagne, toccato le foglie colorate, attraverso gli occhi degli altri, le sensazioni degli altri, facendole mie. Il cambio dei colori, la natura in movimento in “ La valle della Lunella”, la descrizione lenta quasi sofferta ma fortemente sentita in “Lucciole d’inverno”, la tranquillità nella” Quiete della montagna”, le immagini della “D’autunno la sagra”, la fuga verso la libertà, il respiro, la metafora de “Bliz a quota mille”, le tante storie raccontate sotto “La quercia”, la giornata del pastore, l’odore del formaggio, il revocare tradizioni in “Belvedere”, lo sguardo del vecchio rivolto all’aquila in “Il vecchio della montagna; mi sono incamminata tra borghi antichi entrando in castelli feudali in “Dal piano al monte” e mi sono persa “ Nel bosco incantato” danzando con fate e folletti. Con la Sezione Giovani , ho provato disperazione, amore, rancori, pentimenti, sensi di colpa, viaggiando nel tempo, passando da una vita all’altra, da una storia all’altra, sono stata bambina, donna, uomo, nonna nel “Disegno”, sono stata una piccola fragile fanciulla dagli “Occhi tristi” per essere diventata grande molto presto, mi sono divertita in tutte le gite fatte con la scuola in città, toccando con mano quanto letto sui libri, ho perfino saltato assieme ai compagni di classe sui letti di un albergo a Firenze e rimproverata poi dalla maestra per il caos che stavamo facendo nella “Una gita in città”, visitando Firenze come in una cartolina parlante mi sono resa conto ancora di più del valore dell’amicizia “In mezzo a Firenze”.
Ho fatto il girotondo, ho avuto come amico un cane, e ho sognato di recitare in “Non vedo l’ora”, come in un flash ho interiorizzato volti di persone conosciute durante i miei viaggi in “Haiku” ridendo a crepapelle per i suoni e la tecnica utilizzata, ho dipinto la pace con i colori dell’arcobaleno nei panni della”Ragazza degli arcobaleni” e mi sono svegliata e mi sono addormentata scrutando la neve in più occasioni “Un silenzioso mantello”, “Una nevicata speciale”, ho immaginato di essere ri-nata guardando la mia nascita sognandola nel “Il sogno della nascita”, ho capito che la vita merita di essere vissuta “Nel mondo”.Nella Sezione Tema Libero, ho colto l’”Attimo”, ho sentito la percezione del “Nulla”, ho guardato il cielo con il naso all’insù giocando con le forme delle nuvole “Nuvole dello stesso cielo”, ho sentito “Schegge di dolore” un dolore che brucia e non dà pace, ho sussurrato parole nel silenzio perché “Quante parole” sono nel silenzio!, sono stata un padre che attende il figlio nascere, non facendo notare ansie e palpitazioni in “Presenza”, mi sono sentita malinconica davanti la“ Luna” ma ho anche vissuto una “Magica sera”, mi sono persa negli “Sguardi” e avrei preferito morire di qualsiasi cosa nei panni di un anziano che non vuole invecchiare piuttosto che di senilità con le “Deduzioni da vecchio” , ho pianto in “Ricordo di Francy” e per il suo rifiuto alla vita, mentre qualcun’altra ha lottato e sconfitto il “Nemico invisibile” assieme ad Helena…madre coraggio”, ritrovandomi con la sezione tema libero in “Quel posto” dove scorge sempre il sorriso, dove è sempre giorno, dove c’è la gioia e l’amore, dove è lì che può essere la mia parte migliore e dove è lì che mi sono trovata con ed in un Monte di Poesia.
Giudicare in poesia, giudice di poesia, un viaggio tra gli scritti di chi ama scrivere, grazie a Massimo Pinzuti uno dei maggiori promotori del Concorso letterario giunto quest’anno alla sua settima edizione, che mi ha scelta come componente culturale.

Massimo, cosa ti porta ogni anno a rinnovare la tua presenza al Monte di Poesia?Cosa ti lega?

Siamo giunti ormai alla settima edizione di questo concorso, nato impulsivamente dall’ amore per la mia terra, perché, anche se lavoro e vivo lontano da essa, porto sempre con me quel calore e quell’affetto che è riuscita a trasmettermi nei miei “anni migliori”, negli anni in cui tutte le sensazioni sono spinte all’apice, negli anni in cui ti metti in gioco e sfidi il mondo ancora prima che lui riesca a sfidare te. Durante l’anno, siamo riusciti ad organizzare due eventi che hanno acquisito sempre più importanza e che hanno sempre riscosso un notevole successo di pubblico e di partecipazione: il meeting di giugno “Incontri Poetici” e il concorso letterario “Un Monte di Poesia”. Ricordo che nell’ormai lontano 2005 presentai il mio primo libro (Frammenti) al teatro “Servadio” di Abbadia San Salvatore e rammento che ci fu un’ampia partecipazione, sia da parte degli amici dell’associazione di cui faccio parte, l’Accademia V.Alfieri di Firenze, sia da parte degli abitanti del paese che nell’occasione erano venuti a trovarmi, chi per amicizia, chi per affetto, altri per curiosità, chi per rivedere “il personaggio” e cosa proponeva ecc ecc. Fu durante questa occasione che ci proponemmo di ritrovarci ancora, organizzando qualche evento adatto allo scopo. E’ così che sono nati prima “incontri poetici” e subito dopo “Un Monte di Poesia”. Colgo innanzitutto l’occasione per dire che è grazie al lavoro di tutti che questo nostro concorso sta andando avanti nel migliore dei modi e per tutti intendo la Pro Loco e l’Amministrazione comunale di Abbadia San Salvatore che ci hanno sostenuto dandoci un grande supporto logistico e piena disponibilità, l’Accademia V.Alfieri di Firenze che ha sostenuto da sempre questo nostro percorso, i giudici che si sono susseguiti nel corso di questi anni e tutti coloro che hanno collaborato attivamente per la buona riuscita del concorso e tutti i poeti che con la loro partecipazione hanno permesso di dare continuità a questo evento. Devo ammettere che finora tutto ha funzionato alla perfezione: ci ritroviamo tutti gli anni, organizzando anche visite guidate in questi luoghi che sanno farsi amare offrendoci tutta la loro bellezza, approfittiamo dell’ ottima cucina locale e possiamo anche condividere e far conoscere l’arte che riesce sempre a dare luce alle emozioni: la “Poesia”.

Le poesie di quest’anno, quelle “vincitrici”, cosa pensi riescano a trasmettere?

Le poesie di quest’anno, come certamente quelle di tutti gli anni precedenti ed anche, spero, di quelle a venire, mi hanno dato grandi emozioni mentre le leggevo attentamente una ad una per la valutazione. Anche quest’anno le poesie si sono mantenute ad un buon livello, e sarà un vero piacere riascoltarle nuovamente durante la giornata di premiazione. I primi ad emozionarsi saranno come sempre i poeti stessi e per loro sarà una bella sensazione il poter condividere il loro stato d’animo con il pubblico presente, fatto di poeti e “non”. Sarà poi certamente una bella soddisfazione per noi, per gli insegnanti e per i genitori, vedere ed ascoltare i ragazzi durante la loro esibizione.

Perché raccontare in poesie?

A questa domanda rispondo molto brevemente, con una mia poesia, dicendo che cosa è per me un poeta:

Poeti (di Massimo Pinzuti)

Equilibristi nati per volare,
Sopra ad un filo appeso all’infinito,
sospesi su un torrente di parole,
pronti a mordere l’attimo fuggente
e inchiodarlo in un pugno di emozioni.

Una considerazione sui giudici di poesie….?

Abbiamo selezionato la nostra giuria in modo da poter dare a tutti i poeti la possibilità di potersi esprimere in ogni forma a loro congeniale (forme metriche con e senza rima, versi liberi), in maniera di poter premiare come meritano quelle più valide sia per forma che per contenuto. A giudicare dai risultati ottenuti, devo ammettere che la nostra giuria, costituita da dieci elementi in tutto, ha svolto il suo lavoro con serietà e con metodo, dimostrando una competenza ed una professionalità degna solo dei migliori concorsi ma, dato che anch’io faccio parte di questa giuria e che in effetti potrei anche fare un “discorso di parte”, invito tutti a partecipare alla cerimonia di premiazione in modo di poter apprezzare direttamente la qualità ed i contenuti delle poesie stesse.

Ed allora non ci resta altro che “conoscere le Poesie” il giorno 14 ottobre 2012 presso la sala del “Centro Giovani di Abbadia San Salvatore (SI)” alle ore 10:00

Autore : Emanuela Cimmino

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.