Le poesie che si incontrano alla Festa della castagna

Una grande e lavorata organizzazione dietro le quinte per essere pronti al 14 ottobre, alla mattina della premiazione, alla festa delle poesie. Premiate nei locali del Centro Giovani, per la sezione a tema libero, il

Piegato son dagli anni
per dirla proprio in breve da
mille e mille affanni,
ma è colpa della neve,
del vento e poi del sole:
con tutti loro stessi
mi curvano la mole.

nella Saggezza di un ulivo di Daniela Sestini, una lettura scorrevole, elegante, armoniosa, quella dell’autrice, come di bella e dolce presenza la sua persona.

Il Son nostalgia per me quegli anni belli,
freschi come d’agosto un acquazzone,
pennellate leggere d’ acquerelli
DI Quegli anni belli di Elisabetta Freddi

Ed ancora per la sezione del tema libero, l’Affresco di Gian Luca Laghi, con una presentazione giocosa, divertente, fanciullesca come la personalità del poeta.

Ma il papa replicò: – Niente paura!
Nessuno ha visto Dio. Quindi, pennella
senza timor di far brutta figura!

La Presenza di Donatella Pasquali, con la sua maternità in veste paterna, la protezione, con la semplicità che attrae e coinvolge

Ogní ora passa senza batter ciglio
Avanti e indietro e mille sigarette
Nell’attesa che nasca questo figlio
Attesa che ha tempistiche sospette

Al quinto posto il

Intanto I’alba si rovescia nuda
ai miei piedi sporchi d’erba
ma io non ho più terra,
non ho stagioni che s’aggtoviglino
di sole nello specchio
e da molto tempo non mi nevica
sul viso

nel D’altro non c’è segno.

Per la sezione a tema “La montagna”, intanto la voce del Pinzuti ha reso l’attesa, la suspense più musicale con intervalli canori preceduti da una descrizione contenutistica, al primo posto con la possente voce ed animo che ricorda la tradizione, Vittorio Verducci con IL mio gran sasso

Quando mi sveglio e guardo, dal balcone,
quella montagna antica, ogni mattina,
si fa poeta il cuore e l’emozione
sgorga divina:
è il mio Gran Sasso ,

Le Varietà d’autunno di Anna Bonnanzio, in una descrizione di colori autunnali che precedono quelli del Natale, un animo vivace, eloquace, quello della scrittrice

Generoso ci colma dei suoi doni:
i “fiori d’oro”, i funghi profumati,
le zucche… I’uva spina ed i marroni.
Ha nel suo cuore il miele
e addobba di lustrini, nel finale,
la gioia per I’attesa del Natale!

lo Scalpellino di fontane di Elena Malta, emozionata, padrona di se, tremante la sua voce, bella la metafora del scolpire se stessa e dare alla fontana un tocco di femminilità, al terzo posto

Docilmente si lascia modellare
la pietra appena tolta alla montagna,
ma morbida, nel cuore del suo cuore,
si arrende tutta ai colpi tuoi decisi
e grata si consegna alle tue mani

Ricordi di maggio lontano di Angela Merletti,

Mi distendo sotto il castagno
guardiano d’infanzia
e mi nutro della dolce polpa
di questa montagna
che ospita prismatica aurora
melodia di luce
su un campo paterno
di margherite affollato.

Monte Amiata di Guido Di Sepio, con eleganza il poeta descrive, parla del monte, con la sua croce alla vetta

Nell’inverno le pendici
son coperte dalla neve
che ricopre pini e lecci
mentre scende lieve e lieve.
Sulla cima c’è ‘na Croce,
fusa in ferro e lampadine,
fatta mette da Leone
con steccati e con panchine.

Vivace, fantasiosa, la presenza dei piccoli poeti per la sezione Giovani, non tutti fisicamente erano presenti, ma la lettura delle poesie han reso il loro essere in sala, con genitori e nonni, cugini ed insegnanti sono state premiate

Al primo posto Sere d’estate di Chiara Sofena,

Un fiore appena sbocciato
danza solitario nel prato
e con un fiocco d’ argento
lega il filo incandescente del tempo.

seguito dal Il sogno della nascita di Michele Calandriello,

Ho sognato quand’ero nato:
avevo il capo tutto pelato,
avevo il corpo piccino piccino,
assomigliavo ad un bel bambino.

al terzo posto I vent’anni di Martina Marotta,

A nulla è valso quel lungo massaggio
e vana sembra ogni loro azione,
troppo profonde le mie ferite,
troppo violento il mio impatto.
ll mio cuore non batte più,
ed ora da quassù apprezzo
ogni loro sforzo.

ed ancora Tua piccola gioia di Aurora Pollastri,

Sentimento ineffabile.
Tra tanti dolori,
c’ero io, bambina, colma di gioia.
Carezza di piccola mano,
che allontana i fantasmi,
ed io mi sentivo importante.
Non vedo l’ora di Manuela Mazzola
Non vedo l’ora di recitare
davanti a quel Pubblico,
dí far notare
l’emozione da suscítare
nel personaggio che dovrò animare
sul palco teatrale.

Premiato anche l’Istituto Comprensivo “Leonardo Da Vinci” di Abbadia San Salvatore, bambini felici, seduti sugli scalini, in attesa di essere chiamati per nome e ricevere il loro premio, soddisfatti di aver fatto gruppo, senza obiettivi competitivi. Un ringraziamento alla Giuria ed al loro lavoro minuzioso con la presentazione dei componenti alla platea è stato da saluto iniziale e finale a questa settima edizione del Monte di Poesia. Un articolo tecnico, descrittivo quello elaborato dalla scrivente in quanto membro della Commissione per dare parola scritta ad uno degli organizzatori Massimo Pinzuti sulle sue impressioni.

M.P : Anche quest’anno il concorso “Un Monte di Poesia” ha mantenuto fede al proprio nome. In effetti ci siamo trovati a dover leggere e valutare veramente un “monte “ di poesie. Innanzitutto, come organizzatore (e membro di giuria), ringrazio tutti coloro che con il loro assiduo impegno hanno fatto sì che questo concorso divenisse uno dei più ambiti ed importanti a livello nazionale ed essere, tramite i vari mezzi di comunicazione, conosciuto ed apprezzato anche oltre confine.
Non mi dilungo a sottolineare il valore dei contenuti e le varie forme espressive, quanto è stato scritto finora già mostra una ampia panoramica di tutto quanto è stato esposto e sottoposto al verdetto della giuria. Vorrei però aggiungere che è stato molto gratificante il fatto di vedere la sala piena di così tante persone: in eventi di questo genere significa di aver “colto veramente nel segno” e di aver dato finalmente un po’ di meritato lustro ad un avvenimento culturale (ed alla Cultura, quella con la “C” maiuscola), cosa che non avviene tanto spesso perché troppe volte viene dato spazio e soldi a “frivolezze” che poco hanno di culturale ma che hanno il merito di attirare tanta gente un più e per questo preferite perché fanno, come dire, “vetrina” o, nel gergo dei mass-media “audience”.
E’ stato un susseguirsi di poesie, lette quasi interamente dagli stessi autori, ed ascoltate da un pubblico attento, che sicuramente ha saputo apprezzare e valutare ulteriormente la qualità di quanto è stato esposto. Ho apprezzato molto anche quella bella atmosfera, così calda ed accogliente che si è venuta a creare e che per me è stata fonte di ispirazione al punto tale da permettermi di cantare, oltre alle mie canzoni, brani che fanno parte della nostra cultura e della nostra tradizione ma che, a causa dell’evolversi veloce del tempo, sono stati relegati quasi ad un prodotto di nicchia.
Un “GRAZIE” grande, a piena voce, a tutti ed appuntamento al prossimo anno.

Ed ancora un grazie da parte mia, autrice di questo articolo, a Massimo Pinzuti che mi ha scelta come membro della giuria per giudicare, una volta, in poesia

Emanuela Cimmino

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.