Sara, aspirante fumettista o fumettista?

1.Il fumetto, hobby o passione? Il fumetto per me è sempre stato qualcosa da leggere, da scoprire e in cui perdersi, ma da un anno ho deciso di provarci, di tentare a disegnare personaggi e storie, di mettermi in gioco, anche se non è semplice, ci vuole tempo, passione ed impegno.

2. Cosa disegna Sara? Per adesso, mi esercito sull’anatomia, prospettive, struttura delle vignette ecc. tutte cose che mi stanno insegnando alla Scuola Italiana di Comix a Napoli. Che stile addotta e come nascono i suoi disegni? Non ho ancora trovato un mio stile, ma leggendo da sempre manga giapponesi, i miei disegni si avvicinano forse più a quello stile lì piuttosto che a quello del fumetto italiano.

3. I manga, i preferiti di Sara, perché? Io leggo anche fumetti di edizione italiana, come Dylan Dog, ma in particolare adoro i manga per la caratterizzazione dei personaggi, hanno un particolare modo di interpretare gli esseri umani, e forse quest’altra visione della realtà mi piace di più. Un altro motivo sarà stato di certo i cartoni che guardavo da bambina, i quali sono appunto “Anime” tratti dai manga, ne è un esempio Sailor Moon, un classico che seguivano tutti negli anni 90.

4. Architettura e design, raccontaci la scelta di questo indirizzo professionale! Sono sempre stata combattuta tra l’arte e l’architettura, volevo disegnare a mano libera, dipingere e sperimentare nuove grafie, ma alla fine sono stata orientata verso un disegno più disciplinato, più ordinato come quello dell’architettura, unito alla mia passione per i viaggi, e alla voglia di conoscere sempre più a fondo i modi in cui l’uomo si è creato le sue case, i suoi luoghi, le sue città, ammirando le tecnologie e i materiali che ha utilizzato. Spero un giorno di riuscire a fare grandi cose, e di migliorare la qualità di vita altrui (ambizione piuttosto alta da seguire visto la situazione in cui si trova oggi il nostro paese)

5. Lucca, Roma, (Napoli, Salerno ecc..) luoghi di incontro per chi ama la fumettistica, cosa significano per te questi eventi, a quali hai partecipato, quale quello più entusiasmante e quale quello più costruttivo?Ho partecipato dal 2008 ad almeno 8 fiere del fumetto, sia a Roma (Romics) sia a Napoli (Comicon) e quest’anno sono riuscita finalmente ad andare a quella che fin’ora è la più importante d’Italia: a Lucca (LuccaComics). Io amo andarci perché ci sono tanti stand pieni di fumetti e manga, e mi piace stare tra persone che condividono la mia stessa passione, ci sono molte mostre dove poter ammirare la bravura di fumettisti ed artisti, e soprattutto, hai la possibilità di fare “cosplay”, cioè travestirti da un personaggio protagonista delle storie che leggi. Il più costruttivo è stato sicuramente l’ultimo, appunto il LuccaComics, poiché l’intera città è coinvolta in quest’evento, e si cammina per strada in quest’atmosfera un po’ bizzarra che rende tutto davvero interessante e divertente!

6. A che età hai iniziato a disegnare? Cosa disegnavi? Non ricordo a che età ho iniziato, disegno da sempre! Ma mi sono avvicinata ai manga grazie alla tv, appunto Sailor Moon, la disegnavo perché mi piaceva cambiarle i vestiti, poi dalle scuole medie mi sono distaccata da questo “mondo rosa” e mi sono appassionata a manga molto più violenti e movimentati, infatti disegnavo (e disegno) Berserk, una serie molto contorta e piena di guerrieri che combattono con mostri. I disegni sono bellissimi e pieni di particolari, amo guardarli per ore e cercare in ogni angolo un dettaglio diverso, e cerco di ricopiarli, ridisegnarli a modo mio.

7. Sara ed i personaggi che interpreta, descrivici le caratteristiche delle tue invenzioni? Non sono mie invenzioni, sono personaggi che mi colpiscono in una determinata storia, o che ricoprono un ruolo che mi esalta. Sto studiando per creare scenari e racconti tutti miei, con soggetti nuovi e con caratteristiche simili a quelli che leggo adesso, saranno sicuramente guerrieri.

8. Cosa ti porta ad interpretarli, come scegli i vestiti, il trucco, tale da creare una vera e propria imitazione del cartaceo. Fare cosplay ormai è diventata una vera e propria arte, infatti ci sono gare con molta concorrenza, si vincono viaggi, premi in denaro e pubblicità, ma io lo faccio solo per divertirmi, anche se cerco di seguire i disegni per bene, e di curare ogni particolare per assomigliare quanto più possibile al personaggio interpretato. Quando mi travesto mi sento libera di non “essere me stessa” per un giorno (infatti mi lascio fotografare facilmente, cosa che normalmente non faccio per timidezza) ed è divertente e stimolante vestire il ruolo di un personaggio inventato, lontano dai canoni della quotidianità.

9. Il personaggio a te più vicino? L’ultimo cosplay che ho fatto, è stato quello di Claire, una guerriera protagonista del manga Claymore, ed in lei mi ci rivedo molto: una ragazza sensibile, altruista che combatte per difendere le sue idee, per proteggere le cose che ama, ma che non si perde mai d’animo nonostante le mille difficoltà, che combatte soprattutto per vendicare l’unica persona che le è stata vicina, una guerriera che l’aveva “adottata” da bambina e che è stata uccisa avanti ai suoi occhi.

10. Sara, aspirante fumettista o fumettista? Come si deduce dalle mie risposte, sono assolutamente “aspirante fumettista”, perché è un percorso lungo ed impegnativo, ci vogliono anni di esperienza, fantasia e volontà. Spero che nonostante i miei impegni universitari (che purtroppo adesso hanno la priorità, poiché devo portare a termine quest’ultimo anno di specialistica in architettura) io riesca a realizzare questo sogno, e che magari un giorno possa andare in una fumetteria e comprare un albo disegnato da me.

Ed allora non ci resta che augurare alla piccola e fantasiosa Sara, mia cugina, un fortissimo In Bocca al Lupo.

Autrice: Emanuela Cimmino
www.eduprof.it

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.