Un lavoro che premia …. Onore e merito a Nicola Cimmino

E tra i tanti, è arrivato quel giorno, anche per Nicola Cimmino, classe 1949,analista chimico presso l’Alfa Romeo Avio, marito e padre di due ragazze oggi donne, un lavoratore instancabile nemmeno quando gli si chiudevano gli occhi per la stanchezza, fuori diluviava, era buio alle quattro del mattino, con la strada piena di cani randagi a fargli compagnia alla fermata dell’autobus. Un lavoratore che ha dato tanto, direi tantissimo per il suo lavoro, mai un’assenza neppure all’Antivigilia del Capodanno, stimato ed amato dai suoi colleghi; il suo pensionamento, qualche anno fa, ha segnato dentro un vuoto, che solo il tempo può colmare, dedicandosi agli hobby ed alla famiglia e con tanto autoconvincimento che quel pezzo di storia” appartiene al passato”.

1)Una medaglia, la medaglia, che significato ha per te?

E’ un’importante onorificenza che soltanto coloro che si sono distinti nell’arco lavorativo e hanno contribuito con perizia e laboriosità alla crescita dell’azienda possono ottenere. Per me ha un forte significato, ho sempre creduto di meritarla, per ciò è stata una conquista

2)E’ stato qualcosa che ti aspettavi?

Si da molti anni

3) Che emozioni hai provato ad essere premiato il 1 Maggio, giorno dedicato ai lavoratori? Che significato ha per te il 1 Maggio?

Una grandissima emozione, in quanto è il 1 Maggio che vengono premiati i lavoratori più meritevoli. Non è tanto la festa del riposo, quanto del ricordo di coloro che sono legati al valore della fedeltà del luogo del lavoro, nel mio caso, all’azienda.

4)42 anni di lavoro, dedicati interamente al lavoro, quale il segreto per riuscire ad arrivare fino alla fine?

Quando si fa un lavoro che ti appassiona e ti piace, ogni giorno impari sempre qualcosa di nuovo ed a lavoro ci si va anche più volentieri. E’ il segreto per superare la stanchezza del quotidiano, lo stress lavorativo, e così passano i giorni, i mesi, gli anni.

5)Hai mai avuto momenti di crollo, di crisi d’identità lavorativa?Se si, come l’hai superata?

Certo, ho avuto tanti e tanti diverbi con i colleghi e tanti momenti di crollo, ma sono riuscito a superarli. Quante volte ho dovuto dire Si quando avrei dovuto dire No, quante volte ho dovuto cedere sapendo invece di avere ragione sul mio operato che ho dovuto rifare. E quanti raffronti ho dovuto subire, ma alla fine della giornata tutto tornava alla normalità. Tuttavia tante sono state anche le soddisfazioni

6)Il lavoro, spesso fin troppo spesso, richiede sacrifici, rinunce, quant’è vero? Quanto si può lavorare e nello stesso tempo non fare rinunce? Lavorare comporta rinunce?

Eh si il lavoro spesso comporta rinunce ed io ho rinunciato a tanto. Ricordo che nel mese di Agosto di quasi tutti gli anni non potevo prendermi le ferie e portare in vacanza la mia famiglia, ad agosto bisognava lavorare per le consegnare le commesse, per cui, è capitato spesso di dovermi prendere le ferie quando non mi andava o non era il momento giusto.Se si può lavorare senza fare rinunce, io da tradizionalista, la vedo dura, oggi è già duro avere un lavoro e chi ha la fortuna di averlo che se lo tenga ben stretto.

7)Ritorneresti a lavorare nelle stesse condizioni con le quali hai lavorato e con lo stesso spirito?

Si. Dopo tutto si

8) Cosa senti di consigliare ai “giovani di oggi” alla ricerca di un lavoro o con un lavoro precario?quale il messaggio che senti di dare loro?

Premetto che sono stato premiato a 20, 25. 30, 35 e 40 anni di anzianità ed ogni volta l’amministratore delegato mi ricordava di trasmettere la mia esperienza ai giovani assunti. Oggi, che sia un lavoro fisso o precario, consiglio ai giovani, di accettarlo e se il datore di lavoro è una persona seria e vede la capacità del dipendente, con il passar del tempo, non esiterà ad assumerlo.

Una medaglia, Onore al merito. Ossequi a Nicola Cimmino, a mio padre, al quale con stima ed ovviamente affetto, ho voluto dedicare questa intervista, perché si sappia come anche lui ha contribuito a fare la storia. La storia di chi ha lavorato tanto, la storia del lavoro di una volta, di chi gli è stato vicino, lo aspettava a casa, aspettava i suoi racconti, le carezze; la storia di chi ha iniziato a lavorare da piccolo e nel contempo completava gli studi, il primo della classe, la storia di chi per il lavoro ha dato il di più, il massimo ed è stato premiato con quella medaglia che ora a noi, giovani del 2000, nessuno potrà darci, perché il lavoro non c’è e non esistono medaglie, non esistono per noi, che dopotutto, nonostante ciò ci impegniamo e diamo il massimo, facendo una grande rinuncia, quella del costruirci progetti.

Dr.ssa Emanuela Cimmino
www.eduprof.it
www.melitonline.net
5 Maggio 2013

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.