QUANDO LA MUSICA INCONTRA LA POESIA

1.E tu, Dario, “Se tu tornassi a nascere”, chi saresti? come vorresti vivere?

Se tornassi a nascere , l’ho sempre detto, mi piacerebbe essere un operaio, proprio come lo sono adesso. Soltanto con un briciolo di serenità in più. Oggi in Italia, gli operai sono “l’ultima ruota del carro” e troppe volte, chi ci gestisce, mette a dura prova le nostre vite e la serenità delle nostre famiglie. Anni di diritti acquisiti persi in pochi mesi, da una finta crisi che hanno voluto i nostri cari politici.

2.“E non faccio gli stessi sbagli, cambierei le leggi”. Quali, Dario, cambierebbe?

Bhè adesso dirle tutte sarebbe un lavoro difficile. Sicuro rivedrei quelle che sono rivolte ai ceti sociali minori, che troppe volte sono i primi a pagare gli sbagli degli altri. Bisogna sempre aiutare chi è in difficoltà, chi non può permettersi il minimo indispensabile.

3.Rosa, il primo singolo. L’amore per la propria città, nonostante i contro? Rosa ca nasceva, miezo a mille foglie gialle..

“Rosa” è il nome di mia madre e ho voluto fare questo paragone perché Napoli per noi tutti è come se fosse una mamma. Abbiamo avuto dalla natura in dono, una città fantastica, che purtroppo gestiamo male. Ora questa città ci da soltanto il 30% di quello che in realtà potrebbe darci.

Rosa è ‘o core ‘e sta città,
luce ca nun s’è mai spenta,
‘o specchio addo se vo guardà,
a brava gente ca sta ccà
e pure si nun simme Sante,
nun c’arrennimme mai.
Rosa ca pigliava tutte cose c’ ‘a pacienza
Pecchè ‘a’ fine ‘o ssape… ‘e Sante , chi l’ha viste mai

4.Perché Disordine come titolo?

“Disordine e poesia” . Il titolo nasce da un mio sfogo. Negli ultimi tempi sento sempre di più, nelle persone, un disordine generale di emozioni, di sentimenti, di valori. Nessuno più ascolta nessuno, corriamo sempre senza mai raggiungere alla fine una meta. Ci siamo ridotti a dei robot. Il brano iniziale del nuovo album parla proprio di questo. Ecco il disordine.
E si me guardo attuorno, nun ce sta cchiù gente,
nisciuno aspetta all’altre, nun sanno sentì.
Parlamme ‘e bene e ammore, senza dda mai niente,
e ‘o male accire pure a chi vo capì.

Però alla fine, per chi c’è, per chi si sofferma guardando la bellezza della vita, per quelli che “sentono” ancora , c’è anche la poesia, anche in una giornata dura, la ritroviamo sempre in qualcosa.

5.L’eternità dint’ ‘a na curnice, quale eternità?

Questa poesia è dedicata a mio cugino Fabio, scomparso qualche anno fa. Una notte lo sognai e svegliandomi la mattina, decisi di scrivere subito questo brano. Lo scrissi pensando che me lo stesse dettando lui e quindi rivolto alla moglie e ai figli.

La frase finale della poesia, racchiude il titolo del brano:

Stai sicura ca pure nparaviso io te porto mpietto,
tu famme sapè sempe ca si felice,
a te scurdà è cosa assai difficile,
comme a vulè mettere, l’eternità dint ‘a na curnice.

Dimenticarsi delle persone care, è come volere mettere la cornice all’eternità. Cosa impossibile, perché l’eternità non ha ne un inizio ne una fine.

6. 28.4.13 l’incontro con la musica, nella serata di presentazione, la poesia di Dario presso la scuola di Illimitarte. Il maestro Lello ed i suoi ragazzi, Dario e la sua arte.

L’Associazione “Illimitarte” è una realtà splendida per questa piccola cittadina a nord di Napoli ( Villaricca). Organizzano tanti eventi, sono vicini ai giovani, e mettono a disposizione la loro bravura musicale a tutti coloro che ne hanno bisogno.

7.La poesia può essere un’arma per non farsi calpestare?

Tutto ciò che è cultura, serve a non farsi calpestare. Colui che calpesta gli altri è un ignorante e quindi un uomo cresciuto in un ambiente senza cultura.
La poesia per me è tutto, nella mia vita ha sostituito anche Dio. Scrivere e leggere mi da coraggio, mi fa sentire meno solo.

E non sono un artista. Parola troppo grande. Sono un operaio e sono contento di esserlo. Sono contento di far parte di questa categoria, che ogni giorno è attaccata da padroni che cercano di calpestarne diritti e dignità. Scrivo poesia da una vita, mi aiuta a sentirmi bene. Questo disco nuovo che presento nel week end è frutto di un anno di lavoro. L’ho chiamato “Disordine e poesia” perchè oggi c’è un disordine di emozioni nella vita. Nessuno ascolta più, nessuno aspetta, nessuno esterna più le emozioni, tutti vogliono crescere in fretta. Nessuno si siede più su una sedia per godersi la vita. Ben pochi arriveranno a questo punto della lettera che ho scritto. Anche questo è un “disordine”… ma fortunatamente c’è la poesia, in tutto quello che facciamo. Basta solo accorgersene …

Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che prestano attenzione alle mie poesie. Al Maestro Paolo Convertito che musica ed arrangia i mie brani, ai “Briganti del SUD” il gruppo con il quale suono, ad Alberto Schettino, fotografo di fiducia e regista di tantissimi miei video ( tranne l’ultimo curato dai Antonio Tieri e Pietro Maglione) e a te Emanuela, per avermi concesso questa intervista….

Quando la musica incontra la poesia, perché la poesia stessa è musica. cit Emanuela Cimmino

Emanuela Cimmino

www.eduprof.it
23/5/13

Dario De Lucia
http://www.dariodelucia.com/

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.