Per i diritti dei diritti di Emanuela Cimmino

Un tavolino con un gazebo, sotto il sole, la pioggia, durante una manifestazione, una festa di piazza, la prima di un film, un saggio di danza, fogli, penne, volantini, la parola, è ciò di cui si serve Amnesty, è ciò di cui si servono le piccole circoscrizioni, come quella del territorio toscano e nello specifico quello della Valdelsa che sto imparando a conoscere da vicino.

Attivi dal 2010, 10 volontari di Poggibonsi guidati dal saggio e veterano Egidio Grande, responsabile dell’attivismo a livello nazionale, si attivano per Amnesty. Ad ognuno un ruolo, una funzione, una missione, la formazione nelle scuole “L’EDU”, gli incontri di sensibilizzazione, la formazione, le iniziative. Ne parliamo con Diana Coppola, Responsabile dell’ “Antenna” di Poggibonsi.

1)Perché Amnesty e non Unicef o Medici senza frontiere?

Prima di entrare in contatto piu’ da vicino con Amnesty, avevo una considerazione di questa Associazione cosi’ Elevata e Nobile direi, negli ideali e nei fatti al punto che non poteva esistere vicino a casa mia. Incarnava, per me, la Perfezione e la consideravo quasi inarrivabile da noi persone comuni. Dunque, averla conosciuta da vicino, neanche per un attimo mi ha fatto venire il dubbio sulla scelta. Con questo, senza niente togliere alle altre Associazioni degnissime del loro lavoro.

2)Come nasce Amnesty nella Valdelsa?

Ho conosciuto Egidio Grande a lavoro che sempre mi parlava di Amnesty, cosi’ mi ha fatto venire la voglia di cercare qualcuno con cui condividere questa esperienza. Ecco allora Gabriella, che e’ venuta solo per qualche mese agli albori; Patrizia con la quale eravamo amiche da ragazze, poi ci eravamo perse di vista e questa e’ stata l’occasione per riavvicinarsi ( e’ stato facile giocare con Patrizia data la sua estrema sensibilita’ a questi argomenti; caratteristica che mi portavo dentro sin da quando ci frequentavamo); Maria, amica di coro che inizialmente ha esitato un po’ ma la sua dolcezza e tenerezza hanno presto conquistato il piccolo gruppo e infine Diambal, fortemente motivata al rispetto verso la Persona. Abbiamo fatto degli incontri tra di noi, per capire se eravamo in possesso delle necessarie motivazioni e la giusta convinzione a portare avanti un impegno di lunga durata in difesa dei diritti umani. Essere attivisti in Amnesty International richiede non solo voglia di fare ma anche competenza. Con il sostegno di attivisti esperti, provenienti in particolare dal gruppo di Siena, abbiamo iniziato un percorso, che continua ancora oggi.

3)Quali le prime iniziative?

Abbiamo cominciato con i cineforum ancora prima di strutturarci come Antenna (unita’ di aggregazione piu’ piccola in Amnesty) presso la Misericordia prima e la Pubblica Assistenza poi. Noi dell’Antenna organizzavamo e il gruppo di Siena si occupava dei contenuti. Visti i successi abbiamo voluto fare un passetto in piu’ e diventare parte di Amnesty, ma … come Antenna! E per dirla come diceva sempre Maria “un passetto alla volta e … se son rose fioriranno”. Sono seguiti i cineforum al Garibaldi, i tavolini nelle piazze e il grande evento ormai diventato un appuntamento fisso “Il Tramnesty” che si svolge sotto le feste di Natale in Piazza Rosselli a Poggibonsi e inserito nella maratona tutta amnestiana Write For Rights.

4)Edu, a tu per tu con le scuole, gli ascoltatori di Radio Rosa, quali gli obiettivi da raggiungere?quali le sensazioni provate, quali le intenzioni da trasmettere?

L’attività di educazione ai diritti umani risponde alla visione secondo la quale crescere nella consapevolezza di cosa siano i diritti umani concorre a formare una società più sana e giusta. Per questa ragione Amnesty International ha sviluppato strumenti e percorsi educativi tali da consentire attività nelle scuole di ogni ordine e grado. Nel corso dell’anno scolastico appena concluso sono stati effettuati 91 incontri, tra scuole elementari e medie, in cui sono stati trattati i diritti umani e, in particolare, i temi della diversità e del pregiudizio. Il 30 novembre abbiamo incontrato gli studenti dell’Itis e Roncalli, in aula magna, e abbiamo parlato della pena di morte. Per quanto riguarda il rapporto con i media locali, da tempo abbiamo trovato in Radio Rosa grande disponibilità a dare spazio al tema dei diritti umani, mentre da quest’anno abbiamo il sostegno anche di Canale 3 network. I canali comunicativi sono fondamentali per la diffusione delle nostre attività e il coinvolgimento del maggior numero di individui possibile.

5)Un tour con i sarayaku, “I discendenti del Giaguaro”, quale sensibile e riuscita iniziativa della sezione di Poggibonsi dell’8 giugno 2013. La proiezione di un video, nella Sala Quadri del Comune, un documentario per portare la testimonianza della lotta della comunità nativa di Sarayaku che da 10 anni sfida il potere del governo dell’Ecuador e quello di una compagnia petrolifera argentina per difendere i propri diritti, salvare le loro tradizioni e la foresta pluviale in cui abitano. Un racconto, la proiezione di un modo di vivere che viene stravolto in mancanza di un diritto, quello della propria terra. Quali i messaggi?quali le sensazioni in sala?

Un evento riuscito benissimo. Circa una 40ina i presenti in sala. L’incontro si e’ svolto in maniera molto informale ma molto toccante.Il racconto di Eriberto Gualinga, nostro ospite e membro della comunita’ Sarayaku, unito al suo video-documentario hanno toccato tutti i presenti. Una comunita’ a noi completamente sconosciuta fino a questo momento, ci ha fatto immergere nella loro storia di violazione del diritto a vivere e ad abitare.

I discendenti del Giaguaro, cosi’ si definisce questo popolo, hanno raccontato una storia, la loro, che e’ simile a quella di tanti altri popoli nativi, e di cui nulla o poco sappiamo, ma contrariamente a quest’ultimi va detto che e’ proprio grazie alla consapevolezza che essi avevano dei propri Diritti che sono riusciti a vincere la battaglia contro le compagnie petrolifere e contro il Governo, facendo si’ che si creasse un precedente giuridico di cui potranno beneficiare tutti gli altri popoli.

6)E la firma?

La firma e’ lo Strumento; lo strumento principale con cui Amnesty difende i Diritti Umani. Attraverso la firma facciamo pressione sui Governi che, spesso, per primi violano i Diritti dei popoli o dei cittadini. Gli appelli, una volta raccolte le firme, vengono inviati ai governi ed e’ come accendere su di loro i riflettori per dir loro “stai attento il Mondo ti sta osservando”. Chi viola i Diritti Umani, non ama stare sotto i riflettori e cosi’ funziona come strumento di pressione e deterrenza. Inoltre, la firma e’ assai utile per i soggetti vittime di violazioni perche’ serve loro per trarre la forza per andare avanti con coraggio grazie alla consapevolezza che non sono stati lasciati soli e che migliaia di persone nel mondo si stanno occupando del loro caso.

7)Ma ancora, mercoledì 12 giugno al teatro Politeama di Poggibonsi lo ‘spettacolo’ di fine anno organizzato dalla palestra Equinox, ha avuto come sfondo “la voce dei diritti”, il tavolino di Amnesty presente con i suoi volontari e la comunicazione. Quali le difficoltà nel comunicare la lotta dei diritti? la gente risponde? cosa risponde?

Incontrare la gente e’ sempre una bella opportunita’.

Si incontrano persone che gia’ ci conoscono e firmano senza neanche chiedere di cosa si tratta; ci sono poi persone che con curiosita’ si avvicinano e vogliono essere informate e solo dopo decidono se firmare e eventualmente quali appelli firmare; ci sono infine quelli che hanno paura ad avvicinarsi o temono che una con una firma possa succedere chissa’ cosa. Diciamolo “Non succede niente alla persona che firma, ma e’ molto importante invece per la persona o le persone a cui essa e’ destinata”.

Con l’arrivo nel nostro piccolo gruppo di Isabella, Fabiola e Marco e’ iniziata una stretta collaborazione con la Palestra Equinox, essendone Marco socio. Cosi’, proprio come e’ accaduto il 10 ottobre, giornata mondiale contro la pena di morte, di tanto in tanto ci ospitano all’interno della loro struttura o dei loro eventi.

8) Sabato 15 e domenica 16 giugno si è tenuta a Roma (presso la sede della sezione) un setting di FORMAZIONE DESC- DIRITTI ECONOMICI -SOCIALI-CULTURALI NEGLI SLUMS ESTRAEUROPEI- quanto la formazione è importante per i volontari?

La formazione riveste un ruolo fondamentale per il lavoro e la crescita dell’attivista.

8)Ed ancora il 29 giugno tutti in piazza a San Gimignano per Le notti Lucenti..un mese ricco di iniziative, quali i propositi?

Farsi conoscere, educare, sensibilizzare la gente sui Diritti Umani

9)e le prossime iniziative?

Siamo in fase di elaborazione, di work in progress.

Si ringrazia Diana Coppola ed Egidio Grande per la loro disponibilità.

Emanuela Cimmino

www.eduprof.it

Siti di riferimento

http://www.amnesty.it

http://www.amnesty.it/in-tour-con-i-sarayaku

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.