17 luglio 2003 – 17 luglio 2013

Nisida, il carcere minorile di Nisida, il mio sogno professionale da bambina, immersa nel mare, la scogliera di Porta Pavona, non a tutti è concesso varcarla, curve e curve, salite, strettoie che guardano a picco; il sole tramontare, i gabbiani volare e la mia vecchia panda bianca, un rottame, quante volte ha fatto marcia indietro…in quei momenti pensavo che fosse arrivata la fine…però mica male…con quel panorama mozzafiato!

Laboratorio di cucina, teatro, pranzo con i ragazzi, partite di calcio, al maschile, la pallavolo ed il laboratorio di cucito al femminile, lezioni frontali sul diritto penale minorile, alle tre tirocinanti prescelte, selezionate, una rossa, una mora, una bionda, tutte e tre con il desiderio di lavorare in carcere; lo spettacolo sul viaggio di Ulisse sotto le stelle, il concerto, la mia presentazione alle autorità come l’allora aspirante educatrice penitenziaria, determinata, tenace, ambiziosa, capace, creativa, espressiva,

Battuta dopo battuta, la tesi scorre, qualche cambiamento, qualche approfondimento, pronta, prontissima, sfoglio e risfoglio il libretto e penso agli esami, agli anni dell’Università, alle tante ore dedicate allo studio, alle ore in aule affollate per le interessanti lezioni del prof. Fioravanti, docente di Storia della scuola, il prof. Acone docente di Pedagogia generale,il prof. Varriale ed i suoi seminari del sabato mattina sulla Psicologia, le dinamiche di gruppo, i laboratori esperienziali nell’ambito della Psicopatologia del linguaggio e della comunicazione; Neuropsichiatria infantile, Educazione degli adulti, Sociologia della famiglia, sociologia dell’organizzazione, esamoni bellissimi, libri che rileggerei, con piacere, senza però che vi sia un obiettivo, l’interrogazione, il voto, l’impegno. Letture spensierate, sebbene di non facile argomentazione. Discipline sentite, mie, i docenti mi hanno sempre detto che fossi capace di “viverle” per cui l’esame , l’esposizione diventava un confrontarsi, un capire, un sentire comune.

Sette esami in un mese, la ricerca sul significato di Pinocchio in Letteratura dell’infanzia, primavera 2002, dovevo laurearmi nell’estate del 2003!

Rinunce e sacrifici, lo studio ed il lavoro nei quartieri di Napoli con i minori a rischio, il corso di formazione per il titolo di Operatrice socio educativa, l’inizio della mia storia d’amore, il primo bacio, sono stati i miei input. Esperienze sul campo, letture, ricerche in biblioteca, registrazioni, osservazioni, la presa in carico quale responsabile di colonie estive per la quarta forse la quinta volta, il volontariato, le consulenze gratuite su Donna.it, la gestione del portale psico-pedagogico eduprof.it, la proposta del viaggio all’estero Erasmus, la Spagna, la meta che mi fu proposta, la rinuncia, dovevo laurearmi e non perdere tempo, da una parte l’amarezza dall’altra riuscire ad ottenere la tesi in Criminologia a tutti i costi, e ciò non era cosa facile!!!

Primavera 2003, l’ultimo esame, Storia medievale, aula C, un panorama sul golfo di Napoli, da immortalare, il mio completo portafortuna, un tajeur colore vinaccio, l’ in bocca al lupo di mamma, il bacio telefonico del mio amore, ho finito tutti gli esami, il mio libretto, un souvenir, qualcosa da sfogliare per ricordare, per ripercorrere. Marzo-Luglio 2003, battuta dopo battuta, l’ultima correzione, al Prof. piace; tre copie in tipografia, copertina in pelle, blue, scrittura in argento, elegante, corposa, comprensibile, il 17 luglio 2003 arriva.

Vestito nero, capelli sciolti, un filo di matita nera, lucidalabbra , accanto mamma, papà, mia sorella ed il mio fidanzato, con me, lei, la mia tesi in Criminologia minorile.Estate a Napoli, navi da crociera che partono, aula della Principessa, fuori il chiostro, piante e colonne con mattonelle maioliche, il fotografo c’è, le altre laureande ci sono, io ci sono e ci sono stata con voce sicura, pimpante, squillante, veloce, ogni parola, ogni periodo, ogni passaggio da un argomento all’altro, politico storico, criminologico pedagogico, sociologico esperienziale, lineare, coerente, uno Stop da parte del Prof., l’applauso improvviso, ho finito, ho finito davvero!!

La tensione oramai è andata, esco nel chiostro, arriva qualche amica, arrivano i fiori rossi, rosso come la passione con la quale ho portato avanti 40 esamoni, rosso come l’amore che ho messo nel mio percorso di studi, rosso come carriera, onore, orgoglio, rosso come quel timbro che indicava borsa di studio per merito.

Il fotografo si avvicina per la foto di famiglia, arriva il momento della proclamazione, Emanuela Cimmino, dottore in Scienze dell’educazione, sono laureata, sono una Dottoressa, 23 anni, tenace, determinata, ci sono riuscita, obiettivo pienamente raggiunto, ma quante emozioni, sensazioni non provate? quante esperienze di vita spensierata non vissute? quanto ne è valsa la pena se poi con il tempo ci si rende conto che la meritocrazia, l’essere semplici, intraprendenti non conta???

Era l’estate del 1999, 0001748, la mia matricola, l’ingresso nell’atrio, la lezione di orientamento, ero decisa, già decisa a voler lavorare nel sociale, nel carcere; ero nell’aula C1, piccola, ma sempre sul mare, il porto, le navi, le barche a vela, davanti a quel paesaggio mi dissi: “A 23 anni sarò laureata” ed a 23 anni mi sono laureata.

Tesi in Criminologia, tirocinio presso l’IPM di Nisida, da lì a poco il Master in Criminologia e Psicopatologia forense presso la Sapienza di Roma, tesi sperimentale sulle Baby Gangs con lode, la pubblicazione sulla Rassegna di Psicopatologia forense e Criminologia, la pubblicazione della tesi di laurea su Altro Diritto.it con tanto di riconoscimento scientifico, il lungo calvario del concorso nell’Amministrazione Penitenziaria, l’aspirazione a diventare un’Educatrice penitenziaria, prima, seconda, terza prova superata, ci sono, lavorerò nel carcere.

Per anni il silenzio ed un altro luglio passa, tanta corsa per niente; servizi sociali, adozione, affidamento, consultorio, sportello ascolto per adolescenti, diversamente abili, formazione permanente, docenza, relatrice di libri, speaker alla radio, scrittrice e traduttrice dalla lingua Braille al nero, consulenza genitoriale, di coppia, le mille esperienze lavorative fino a Marzo 2010, a 30 anni il posto fisso.

A 30 anni, educatrice penitenziaria, anzi Funzionario Giuridico Pedagogico.A 33 anni, luglio 2013, un F.G.P che lavora con passione, entusiasmo, volontà, con non pochi momenti di sconforto, ma scommettere, la sfida, fa parte di questo magnifico e complesso lavoro. Una lotta, la voglia di cambiare il mondo, pensare, agire, creare, scrivere, elaborare, proporre, comunicare ed ancora pensare, riflettere, stare male, accontentarsi, le parole che rientrano in ciò che sono, provare, essere, sapere, saper fare ma soprattutto saper essere.

Luglio 2003-Luglio 2013, sono cresciuta, in parte cambiata, sono un’Educatrice Penitenziaria e voglio modellare le personalità di soggetti con vite complesse e risorse spesso inespresse. 17 luglio 2003, 17 luglio 2013, sono chi ho sognato di essere, ma con ostacoli che spesso sembrano insormontabili. Tuttavia i No, i forse, i sei……, non sei…., fanno parte di questa bellissima scommessa che è lavorare per il cambiamento, per un essere in divenire nuovo….

F.G.P Dr.ssa Emanuela Cimmino

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.