Ferragosto con la legge

E’ la pre – vigilia del Ferragosto, nel pieno piano ferie degli operatori penitenziari, un piano organizzato dall’Ufficio servizi e le rispettive aree tale che nelle strutture ci siano tutte le risorse professionali, senza sosta, senza respiro, il carcere è sempre operativo, sempre attivo. Colloqui di sostegno e di orientamento sono all’ordine del giorno nelle settimane calde di Agosto, più incentivati quando al di là delle mura, c’è chi trascorre le vacanze con i propri affetti, mentre chi ha violato le regole non ha questo privilegio, eccetto i meritevoli di permessi premio ma con l’amarezza di dover tornare dopo sei ore, cinque, dieci giorni nel blocco di cemento grigio, dove voci, urla rimbombano nelle ore notturne quando il carcere dovrebbe dormire, riposare. Ma il carcere non dorme, nel carcere non si dorme, non si riesce a dormire. Qualcuno prega, qualcuno sogna, qualcuno riflette, qualcuno disegna, qualcun altro scrive e scrive le lettere del Ferragosto, ricordando falò e fette di anguria, fagioli e cozze, la gita in montagna, la foto ricordo. Ma è il Ferragosto della ripresa, quello del 2013, della tanto aspirata legge svuota carceri 94/2013, diventata esecutiva il 20 agosto . Una legge che potrebbe portare un momento storico di “quiete e sollievo” a confronto delle tensioni che si sono venute a creare in questi anni a causa soprattutto del sovraffollamento, violando il principio di umanità.Una legge speranza che porta un’aria di novità nell’ambito contestuale del codice di procedura penale e dell’ordinamento penitenziario, una misura che modifica aspetti umanitari e giuridici del fare trattamento in carcere. La l.94/2013 mira nella sua intenzione alla decarcerizzazione per coloro che non hanno commesso gravi reati e che non sono “ considerati di rilevante allarme sociale”, permangono in custodia cautelare in carcere, coloro, che invece, sono autori di delitti di particolare gravità e che sono o saranno condannati ad una pena di reclusione non inferiore a cinque anni; questo per far fronte anche alla condizione di detenzione ingiusta. Innalzato a quattro anni il limite di pena per la sospensione dell’ esecuzione nei confronti di coloro delineati da una specifica fragilità, quali le donne in attesa, ad esempio. Per quanto concerne la misura alternativa della liberazione anticipata, considerata da molti teorici come misura a carattere premiale ed incentivante, del resto come sottolinea la dottrina fin dalla prima riforma del 1986, concessa al condannato a pena detentiva che abbia dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione, viene riconosciuta quando – computate le detrazioni – la pena residua da espiare non supera i tre anni (sei per i reati commessi in relazione allo stato di tossicodipendenza), il pubblico ministero trasmette “senza ritardo” gli atti al magistrato di sorveglianza, affinché questi provveda all’eventuale applicazione della liberazione anticipata. Inoltre nei confronti dei detenuti recidivi ma non “ pericolosi” vengono abrogate le disposizioni che limitavano l’accesso ai benefici penitenziari e vietavano la concessione di misure alternative per più di una volta. Scopo principale della legge svuota carcere è incentivare maggiormente le misure alternative e poiché per alcune quale l’affidamento ai servizi sociali il lavoro è elemento importante, la legge 94/2013 prevede sgravi contributivi per le imprese che assumano persone ex detenute o detenute e la possibilità per queste ultime di effettuare lavori di pubblica utilità. E’ la settimana della svolta quella di questo Ferragosto, di un’estate che sta giungendo al termine, tanti i dubbi soprattutto di chi lavora sul campo, in attesa ancora di sapere come concretamente procedere in termini di attuazione.E’ stata un’estate di richieste, di continue conferme che sta anticipando una stagione che sarà ricca di innovazione e di “lavoro”, un lavoro che scorre con l’innovazione, con il progresso, con le decisioni politiche sociali.

Emanuela Cimmino

www.eduprof.it

Siti di riferimento:

http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/giustizia-le-condizioni-della-detenzione-in-italia-nuova-legge-antichi-mali

http://www.altrodiritto.unifi.it/sportell/liberant.htm

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.