Le idee vaganti

Spesso la morte diventa, è una scelta, qualora decidiamo di essere dentro ad una conditio che conseguentemente potrebbe condurci al buio totale. Non si può non pensare, così come non si può non comunicare, comunichiamo perché pensiamo a quelle idee che si trasformano in parole, in gesti, in azioni; quelle idee che fanno parte dei sogni, pensiamo anche quando dormiamo, quando tutto ci sembra fermo, mentre tutto si rinnova, cambia. Ci svegliamo trasformati e non ne abbiamo consapevolezza, qualcosa di così sottile e non percettibile accade, le idee vaganti hanno fatto il loro viaggio. Ci abbandoniamo al sonno, pensando, comunicando, ci svegliamo che continuiamo a pensare, probabilmente ipotizzando cosa fare durante la giornata, cosa a lavora ci aspetta, chi potremo o vorremmo incontrare, quelle sono le idee progettuali, le aspettative, eppure sempre vaganti, mutevoli perché nell’arco di 24 ore tanti sono gli eventi, tante le situazioni che viviamo, le emozioni che sentiamo, le parole che diciamo ed ascoltiamo. Idee che diventano parole belle, quando la coscienza riconosce una situazione nella quale ci troviamo in equilibrio, in armonia, quando amiamo e qualcosa accade dentro; idee, pensieri che possono ferire, deludere, manifestare rabbia, rancore, dolore , attraverso parole emesse di getto, perché l’impulsività, la collera, prende il sopravvento che le idee non finiscono di mescolarsi velocemente che si agisce, impulsivamente, per l’appunto. Sono idee vaganti anche quelle che in questo momento comandano le mie mani a scrivere, di getto, qualsiasi cosa, indipendentemente se il contenuto abbia o meno un senso, sebbene la logica sia presente e fa la sua parte. Sono idee vaganti non per questo confuse, senza correlazione, quelle che ci vengono in mente quando descriviamo sui socia network il nostro stato, quelle piccole parole privo di suono, perché scritte all’interno di una vignetta, ma idee associate alle sensazioni che le idee degli altri ci trasmettono, perché le idee oltre a parlare, sentono e fanno sentire, attraverso le emozioni, le sensazioni, l’empatia. Siamo fatti di idee, siamo nati da un’idea, abbiamo idee, in ogni momento, ancora di più se stimolati e se ci viene richiesto, queste le definirei come idee lavorative. Sono idee che vagano qua e là quelle che conosciamo come preoccupazioni, che ci tormentano, che non ci fanno stare tranquilli, che portano perfino dolore fisico e si trasformano in idee più leggere quando le stesse vagano più lentamente, quando il respiro non è affannoso, quando i nostri occhi sorridono e comunichiamo parole che descrivono lo stato d’animo. Siamo fatti di idee, idee belle e brutte, idee originali e meno, idee/ricordi, idee/pensieri quotidiani, idee/sogni aspettative, siamo fatti di idee intenzionali ed istintive, siamo individui con idee vaganti .

E queste sono le mie di idee vaganti.

Dr.ssa Emanuela Cimmino

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.