Un Natale possibile oltre le sbarre … ma anche impossibile

Le celle hanno il colore del nuovo, le pareti bianco neve, dal soffitto cadono stelline argentate create con la carta da cucina,alla finestra pezzi di tovaglia rossa fungono da tendine; il carcere nei mesi precedenti ha subito una trasformazione nell’ottica dei nuovi Circuiti penitenziari, alle spalle c’è stato tanto lavoro, collaborazione, ma anche tanto stress psicologico sentito sia da chi quotidianamente in carcere ci lavora e sia dai ristretti che hanno dato la loro parte. Uno spettacolo di Canti Natalizi ad opera di Associazioni musicali del territorio ha rallegrato l’arrivo del Natale in carcere, Astro del ciel, Over the Rainbow, I Will Follow Him per trasportare come di magia pensieri, dolori, preoccupazioni nel mondo delle fiabe dove prevale il Bene e l’Amore. La tombola con doni per gli Ambo, terno e quintine, una platea di 80 ristretti speranzosi di chiudere la finestra contenente il proprio numero, in un angolo della sala teatro, agenti di polizia penitenziaria sorvegliano con il sorriso sulle labbra, in un altro appoggiata al muro l’educatrice porta fortuna, secondo i detenuti vincitori, incrocia le dita, partecipando attraverso l’osservazione e l’ascolto attivo. E per questo Natale in carcere c’è stata anche la pubblicazione di un ricettario, un modo alternativo di evadere attraverso il gusto, i ricordi, un modo per tornare metaforicamente a casa per le feste Natalizie, quando tutto è più sentito se si vive con i propri cari. Si fa di tutto, si fa quel che si può, per rendere il clima meno pesante, meno triste, in carcere, in giorni particolari, durante i quali l’attenzione sui “casi a rischio” è maggiore. Sono i giorni dove i sentimenti di tutti vengono messi in discussione e per gli operatori penitenziari il lavoro raddoppia. E’ un Natale ma anche un Capodanno possibile in carcere per chi vive in una stanza con le sbarre, ma forse, paradossalmente, meno possibile è invece per chi consuma il lungo corridoio della sezione, a suon di stivale, in divisa anche nella notte di Natale dopo aver cenato” arrangiandosi” nella sua stanza in caserma. Di loro e di tutti gli altri operatori penitenziari che anche la mattina del 24 e del 31 dicembre sono tra pratiche da mandare e colloqui relazionali da fare, non si parla quasi mai, se non quando accade l’evento che fa rumore e spesso mal interpretato. Tanti, tantissimi, sono coloro che lavorano in carcere lontani a distanze kilometriche dalle proprie famiglie, i turni, il piano ferie, consentono anche ai poliziotti ed ai funzionari di riabbracciare i propri cari, ma non c’è nessuno che porti loro un panettone, o consegni un biglietto d’Auguri, solo doveri da adempiere con una certa tempestività anche prima di mettersi in viaggio per partire con il rischio di perdere il treno. La notte di Natale fa freddo, soprattutto per chi è di turno alla sentinella, non tutte le rotonde sono state dotate di riscaldamento, è la parola di conforto tra i colleghi a riscaldare il gelo interiore, la tristezza ed il non senso di appartenenza. C’è il collega che si ammala e lo fa sapere all’ultimo momento, per quel turno, saranno in due e non in tre, per cento ristretti, tocca darsi da fare responsabilmente anche la notte di Natale e di Capodanno quando fuori ci sono i fuochi d’artificio per salutare il vecchio anno e dare il benvenuto al nuovo.

Negli uffici, non c’è tempo per un caffè, ci sono i permessi premio , le istanze di liberazione anticipata da elaborare, la biblioteca da organizzare, controllare le riviste che sono state inviate, la commissione cucina detenuti da fare ed anche il controllo vitto, un continuo lavorare anche in quei giorni quando la mente ed il cuore è a casa, tra quei profumi e sapori, colori e suoni che ci hanno fatto crescere e diventare grandi. Se da un lato il Natale possibile, dall’altro il Natale impossibile oltre le sbarrefino a quando chi lavora dietro le quinte sarà dimenticato..

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Emanuela Cimmino

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.