Ti racconto di me ….

E’ la storia dei professionisti del sociale, un racconto da scrivere e da filmare, è il diario di bordo di chi fa della pedagogia la sua linfa, la sua forma mentis ed il suo agire che tutti dovremmo leggere ed imparare ad apprezzare. L’educatore, questa figura antica, conosciuta per lo più come insegnante ma che non trasmette didattica, che non fa del sapere istituzionale il suo obiettivo, piuttosto comunica, orienta, insegna ad essere liberi, a riconoscersi con quelle competenze e risorse nascoste, che estrapola dal suo interlocutore le parole che spesso non dice, che fa parlare chi non vuole parlare, che modifica atteggiamenti diversamente non riconosciuti conformi alle regole, che rende autonomi chi per delle disabilità crede di non esserlo. L’educatore una figura antica ma che si rinnova e si modifica, un professionista che ogni giorno deve combattere con l’ignoranza e l’ostruzionismo, l’invidia ed in alcuni contesti ancora con l’atteso e tanto desiderato riconoscimento professionale. E’ la storia, il diario di bordo dell’educatore nelle sue forme e nelle sue parti, quella richiesta dall’Associazione Eduraduno , in un concorso di narrativa dedicato alla figura dell’educatore professionale “Te lo racconto io…l’educatore” organizzato con il Patrocinio dell’Anep. Come da bando consultabile dal sito www.eduraduno.it, l’intento del concorso è quello di dare agli educatori la possibilità di “raccontarsi”, narrando le proprie storie, le proprie utopie educative e le proprie sfide quotidiane attraverso la formula del racconto breve. La scrittura, il narrarsi, è insito in ognuno di noi, è parlare a se stessi, è fare analisi di chi siamo e di cosa ci accade, è relazionare e progettare, è trasmettere e correggere, la scrittura è il nostro mezzo comunicativo e promozionale. L’educatore professionale in tutte le sue sfaccettature, ed in tutti gli ambiti nei quali è inserito: disabilità, terapeutico, scolastico, locale, penitenziario, associazionismo, scrive, racconta, è chiamato spontaneamente dalla carta bianca, un foglio da riempire, ha con se in borsa, in tasca, una penna, una matita e con la stessa parte, viaggia, firma, descrive, racconta per l’appunto.
L’educatore, io, educatore, si fa bagaglio del suo sapere, delle sue esperienze di vita, dell’immensa capacità critica di osservazione, attraverso la sua creatività che condivide con il mondo, è in grado di cambiare stili di vita degli altri, e lo fa prima scrivendo, per poi attuarlo ed ancora scrivendo. Il contatto con la scrittura è quotidiana, è sempre, perché ha a che fare con le persone e le storie di ognuno, è in sinergia con le sensazioni, la sofferenza, i pensieri, i racconti degli altri. L’educatore, io educatore, è nel racconto, in quello di chi si ha davanti e con lui scrive un’altra storia, un altro racconto. E’ un parlare, un raccontarsi vicendevolmente. Te lo racconto io…l’educatore un modo per dire Ti racconto di me, chi sono, cosa faccio, chi voglio essere, cosa voglio, cosa non posso avere, chi non posso essere . Un’occasione fantasiosa e costruttiva per farsi conoscere e far conoscere la magica figura dell’educatore, un contesto narrativo di sogni, delusioni, speranze, illusioni, lotte vinte e sconfitte, di sfide, perché l’educatore, io educatore, non smette mai di fare sfide, di scommettere, di sognare e non smette mai di scrivere e raccontarsi.

Dr.ssa Emanuela Cimmino-educatore professionale
Educatore penitenziario.

2.2.14

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.