E tu cosa mi racconti?

Perché raccontare attraverso la stoffa?

Mi piace scrivere, mi piace cucire e in più sono affascinata dalla storia regressa degli oggetti. Non per niente sono laureata e ho lavorato per anni nell’Archeologia preistorica. Lì la Storia la narrano proprio gli oggetti, anzi spesso i frammenti di oggetti: non c’è memoria scritta che racconti la vita quotidiana. Così mi piace considerare i vecchi vestiti e i vecchi tessuti: testimoni di momenti, di emozioni, di storia spicciola, personale, intima. Da molto tempo lavoro con stoffe di recupero e mi piace ascoltare quello che la gente racconta quando me le porta: mi fa diventare viva la materia, dandomi l’ispirazione per trasformarla. E per dare concretezza a queste storie abbino a ogni oggetto che realizzo un brevissimo testo, a volte poche righe: suggestioni che mi derivano appunto da quanto mi è stato narrato, che ho vissuto io o che mi riecheggia dentro. Cioè quello che la stoffa racconta.

Cosa una stoffa può raccontare?

Emozioni, lampi di ricordi, simboli. Evocano memorie che pensavamo perse nelle pieghe del passato, nostre o di altri che così diventano nostre. Racconta quello che è stata o che ha significato per qualcuno, eventi a cui ha assisto, in cui ha avuto importanza fondamentale oppure anche solo ruolo di comparsa sullo sfondo, neanche notata. Ci fa ricordare persone scomparse, può portare messaggi se diventa un dono. È un puntino del passato che a volte può portarci a riflettere sul presente.

Ed in cosa riesci a trasformare la stoffa vecchia?

In tutto ciò che la fantasia suggerisce. A volte riesco a concretizzare fantasie di altri che non sanno realizzarle o ne hanno solo un’idea confusa. Si può andare da oggetti di uso anche pratico come cuscini, borse, cappelli, stole a veri quadri di stoffa che trasmettano una propria storia emozionale o messaggi di vario genere.

Che significato dai alla stoffa che si rinnova?

Quando qualcuno mi commissiona un oggetto mi piace parlare con lui, ragionare con lui su cosa è stato quello che mi porta e su come vorrebbe fosse quello che vuole io crei, anche se è un “semplice” cuscino o un cappello o una borsa. Voglio che mi dica quello che vuole trasmettere indossandolo, donandolo o portandoselo a casa . Voglio che non abbia una “cosa” e basta ma energia, messaggio, valore. Una rinascita: un ponte fra passato e futuro, un portare con sé uno spicchio di quello che è stato e dell’energia che ha sprigionato nel presente e nel domani.

Un’avventura attraverso la stoffa, un modo per recuperare ciò che consideriamo inutile, quali i criteri secondo i quali Leonilde crea?

Non ci sono criteri precisi. Se è su commissione ascolto il cliente, altrimenti a volte è proprio il tessuto che mi dice: “voglio essere una borsa fatta così” oppure: “se mi fai cappello in questo modo divento una favola”. Spesso parto con un progetto e mi ritrovo in un altro completamente diverso.

A quale altre idee stai lavorando?

In parallelo a LaStoffaRacconta c’è l’associazione Gira e Ricicla che mi impegna parecchio e dove tengo corsi sia di Patchwork e cucito che di Scrittura Creativa. Poi avrei anche un paio di progetti di narrativa da elaborare e portare a termine, come l’idea di un racconto della cittadina di Colle Val d’Elsa nella storia vista dagli occhi di donne di varie epoche: alcuni capitoli sono già stati pubblicati on line sul sito www.leggendoscrivendo.it con cui collaboro ma altri sono ancora solo nella mia testa. Inoltre sono al secondo anno della scuola di Counseling Integrato con ASPIC.

Insomma, la fantasiosa Leonilde non sta ferma un attimo, quella della stoffa racconta per me che sono per la comunicazione creativa non solo è un’ idea originale ma un modo per coinvolgere il lettore attraverso i sensi, recuperando un po’ della propria storia passata e guardando oltre.

Emanuela Cimmino

www.eduprof.it

www.comunicazionecreativa.eu

http://lastoffaracconta.com/

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.