La casa come essenza

La casa, il luogo dove ognuno può essere ciò che vuole, perfino diverso da come si è nelle interrelazioni sociali, dove si può gironzolare in slip o con la maglia macchiata di pomodoro, il luogo delle lacrime e delle risate che non sempre si vogliono condividere al di là di quella porta chiusa che sta ad indicare intimità, nucleo familiare, vita individuale, una porta che però quando aperta indica accoglienza, festa, condivisione. Al di là dell’aspetto architettonico ed economico, estetico e della collocazione urbanistica nel contesto sociale, variabili di scelta per acquistare una casa o prenderla in affitto, la casa ha un valore in più, ha una sua essenza, ha una forma ed una sostanza per dirla secondo l’ottica della filosofia aristotelica, un’anima, viene su dopo processi di lavoro ed ancora prima di pensieri che diventano progetti precisi e dettagliati, suscettibili a modifiche secondo gli interessi, i gusti di chi la costruisce, di chi pensa al design e di chi deve viverci. Il volere una casa in un preciso modo è volere qualcosa, un luogo che possa parlare di sé, che possa assomigliare alla propria personalità, per non sentirsi estraneo, perché nella propria casa bisogna stare bene con se stessi e gli altri, al di là delle situazioni personali e stati d’animo o psicologici.
Ed è bello guardarsi attorno ed ammirare le pareti di colore arancione della camera da letto che trasmettono calore, le pareti azzurre del bagno che fanno pensare al mare, al cielo e le pareti verdi della cucina, il colore della speranza, la stanza più vissuta, dove solitamente, attorno il tavolo, i componenti della famiglia parlano e discutono, si scambiano strette di mano e parole di troppo, dove vengono custoditi pensieri pensati mentre si impasta il pane o si prepara la crema per la torta, dove su di una lavagnetta vengono appuntati le cose da fare e scritti messaggi destinati al partner. E’ bello arredarla con stile antico o moderno, tappezzare le mura di quadri o di fotografie o di cartoline di luoghi visti; ogni cosa, ogni oggetto che esso sia stato acquistato o ricevuto in regalo, ha una sostanza, un’anima, nella sua forma, nel suo colore, ci riporta ad un ricordo, un’azione, un momento.
Chi vive nella casa vive di ricordi, di emozioni, di sensazioni continue, riceve da quelle mura, che non hanno voce, qualcosa, i praticanti di meditazione parlerebbero di energia e se la casa potesse parlare risponderebbe, di certo ai nostri dubbi, alle nostre preoccupazioni, svelerebbe agli investigatori le violenze nascoste o gli amori traditi. Capita, certo che capita, il più delle volte, di risiedere in abitazioni che non si sentono proprie, di starci perfino male, a disagio, di avere paura, il senso di appartenenza è lontano anni luce ed intanto che si trova un’altra casa, si cerca di adattarsi, si cerca ugualmente protezione in quella dove attualmente si vive. E’ una sensazione indescrivibile quella che si prova, quando dopo una faticosa giornata di lavoro, rientrando in casa, il profumo dei panni lavati, il profumo di vaniglia per l’ambiente, quella leggera aria che passa dalla finestra lasciata aperta, la luce che si accende quando si entra, tutto ci avvolge e ci fa sentire per l’appunto a casa. E ci fanno sentire a casa i gesti che altri che ci vivono ci regalano, la mamma che cucina e si avvicina per una carezza, ad ogni età, il papà che appena fattosi la barba esce dal bagno e si asciuga il volto nel corridoio con quell’asciugamano che ha lo stesso profumo dell’essenza per l’ambiente, il fratellino o sorellina che ci mostra il suo disegno, il cagnolino che scodinzola ,o semplicemente il silenzio, nessuno e la prima cosa che si fa, è chiamare quel qualcuno di caro e dire di essere a casa.
La casa come luogo del riposo e del tanto da fare, c’è sempre da fare in casa, piccola o grande sia, monolocale o trilocale, come luogo dell’ispirazione per chi scrive e compone musica e di distrazione a causa dei rumori, del caos che combina il ragazzo giù in strada con la sua moto, dei festini organizzati dai vicini di casa. La casa come il luogo della vita, dove tutto nasce e cresce e dove si muore anche, si preferisce sempre voler morire a casa nel proprio letto, salutare lì parenti ed amici, in quel posto venuto su, così bello, con “il sangue”, come ci dicono ancora i nostri genitori, come a dire con enormi sacrifici e rinunce che si fa fatica a traslocare sebbene si viva in una zona inquinata e malata criminologicamente scrivendo.
La casa è il luogo delle prime feste, dei compleanni con gli amici, in quelle occasioni sulle tavole viene messa la tovaglia bianca ricamata o quella rossa decorata con le palline, durante il Natale, dalla cristalliera, quasi per magia, vengono fuori piatti, tazze, posate, mai viste, eppure puliti e sempre profumati, dal forno della cucina fuoriesce l’odore di pizza e mentre la mamma ripete gli stessi gesti ad ogni festa, il papà in salotto funge da fotografo dopo aver gonfiato i palloncini e messi in fila indiana su di un filo da una parete all’altra. La casa come luogo degli abbandoni, dei saluti, quelle feste dureranno fino a quando non si diventa poco più che maggiorenni e si ha voglia di cambiare, di andare altrove, quella stanza usata per le feste diventa vuota, ma non c’è ragnatela che scenda dallo specchio; quando si ritorna nelle occasioni celebrate ed indicate in rosso dal calendario è come rivivere quei momenti, si sta fermi li a guardare come si fa per un film ed improvvisamente appaiono bambini e nonni che gironzolano per la stanza, c’è anche una bambina che si avvicina e ti chiede la mano, ti accorgi solo dopo, che sei tu e ti viene la nostalgia di quei tempi .
La casa parla, la nostra casa parla e racconta molto più di noi la casa dei nostri genitori, in quella dove siamo diventati adolescenti, adulti, per questo la casa è l’essenza di ciò che noi siamo e vogliamo essere. E’ il luogo dell’amore come dell’odio, della serenità e del rancore, della speranza e della delusione, è il luogo della nostra vita, dove una parte della nostra vita esisterà sempre.

Emanuela Cimmino
www.eduprof.it

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.