Parole ed emozioni in poesia

Ed è proprio il ritornare indietro con i ricordi, racchiuso in una sola sensazione: La nostalgia, ad essere la parola che più si percepisce nelle poesie per Un Monte di poesie 2014. Una sensazione ine frenabile presente perfino quando si parla in rima di sogni e di futuro. Come giudice di poesie per la terza volta, per il compito di coglierne l’essenza, la percezione, la centralità della tematica, ritengo che, sono messaggi importanti, che necessitano di essere presi in considerazione; chi ha scritto è perché vuole dirci qualcosa di suo, perché vuole farci partecipe del suo pensiero nascosto. Del resto si è sempre detto, che il poeta è il pensatore silente, colui che scrive perché parla poco, ma a modo suo dice e comunica.

Nella Sezione Giovani, In “Solitudine” ci sono anime perdute senza pensieri da non poterne esprimere il contenuto, perché si vive in un mondo dove la vita è sola una messinscena nel” Futuro.. il posto nel mondo l’abbiamo già vissuto!. “La felicità si chiama nostalgia”, il tempo è come la sabbia tra le dita, rimpiangendo ciò che è stato ci si accorge che la vera felicità si chiama nostalgia. Eppure in “Lo scoglio solitario” si ha paura di morire e paura di vivere, per questo del futuro non ci si aspetta niente, perché tanto niente arriverà. Si ha paura di se stessi e per questo si ha bisogno di cambiare . Tristezza, paura, e consapevolezza a confronto che quasi fanno a pugno con la gioia e la speranza, la vita e la voglia di fare della “Alla nascita” perché “Tu sarai” chi mi darà la gioia di diventare madre, sarai la mia creatura, la vera essenza e per questo allieverò ogni tuo dolore.

Nella sezione la Montagna, le parole diventano immagini, quasi a fotografare momenti, immortalando gesti, le donne che fanno il merletto, recitano il rosario, parlano di ricordi con le loro “Chiacchiere” e parlano e cantano mentre lavano i panni al “Il lavatoio”, come se il lavatoio fosse lo spazio delle donne. E sono forti le immagini anche dei” Minatori” i cui nomi sono scolpiti sul marmo a perenne memoria della dignità del loro lavoro in quelle “Miniere dell’Amiata” dimenticate. Tristi e belli i ricordi delle casette sulla valle del “Il mio borgo”, del Natale in festa con le “Fiaccole Abbadenghe”, della gente cupa in volto in quel “Paese di Montagna” ed ancora più forti sono le sensazioni percepite provate toccando la montagna “A mani nude”. Fantasiosa l’immagine della luna con le scarpine che sembra danzare nel “Notturno” ma anche cadere nella “Una saggia decisione”.

Sentito, deciso, il dolore descritto come schegge di vetro che bruciano il petto nel “Carezzando il limite” nella sezione Tema libero, si ha paura del domani, del futuro, del tempo che passa, guardandosi allo ”Lo specchio”; i giovani non sanno che fare, come colmare il tempo che trascorrono ore al bar, seduti stanchi nella “Stanchezza”, eppure per qualcuno c’è sempre una via di uscita in “Senso unico” per quanto le aspettative possono essere diverse come nell’”Amaro approdo”. Un inno a non scoraggiarsi, a lottare, a non mollare quello nel “Il coraggio di vivere”, a vivere la vita, anche se ci sono problemi nel “Il sole”. Ma ci sono fin troppi “Cancelli” che si chiudono e con essi la speranza, il futuro, i cancelli dei sogni, degli amori, dietro i cancelli le urla di rabbia, le voci dei disoccupati, dei cassaintegrati e ci sono poi gli sguardi ed i momenti di solitudine di chi è in carcere nel “Il silenzio degli innocenti”, per coloro che sono prigionieri di quattro pareti “Con le mani strette a pugno”, ci sono i corpi che galleggiano in “Mare nostrum”, e c’è Caino che uccide ancora con la sua mano nonostante il fratello lo implori di finirla nel “Il grido di Caino”. Eppure c’è chi ha vissuto della e nella semplicità ed è felice al punto di morte nella “Quanta bellezza”, a volte serve poco per essere felici perché “Basta una vocale”. E si sogna di vivere in un“ Mondo perfetto” dove intorno ci sono cose belle, fate, gnomi e dove si può passeggiare spensierati, perché ad oggi si è sempre alla ricerca di sé, oggi so quello che non credevo e credo a quello che non ero nell’”Oggi di me”.

Le poesie di un Monte di poesia 2014 sono frutto di quelle grida dalle quali non si può fuggire, che rimbalzano dentro, spesso impedendo l’uomo di pensare, urlare e di parlare, e per questo sono le poesie dei “I miei silenzi” che si tingono però di variegati colori, come quelli dei “I ragazzi dell’arcobaleno”.

La cerimonia di premiazione si terrà il 12 ottobre 2014 presso il Centro Giovani – Sala Videoteca , via Mentana 16- Abbadia San Salvatore (SI)

Emanuela Cimmino

14.09.2014

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.