Amor Poetico – Intervista a Massimo Pinzuti – Vincitore Premio Streghetta 2014

1.Scrivere o comporre poesia, quale la differenza? lo sforzo?

Scrivere o comporre… a prima vista non fa differenza; se esiste, è molto sottile, l’importante è comunque raggiungere lo scopo finale, cioè risvegliare quanto più possibile tutti i sensi con le sole parole, donando un’emozione anche a chi legge la poesia e, nota bene, che non potrebbe essere nemmeno la stessa vissuta dall’autore ma tutta un’altra cosa, elaborata ed intessuta addosso a questa in base alle esperienze vissute fino a quel momento dal lettore. Comporre una poesia significa per me cogliere l’attimo, annotarlo esattamente come l’ho percepito, (pur di non perderlo, durante la notte, mi alzo, prendo appunti e poi torno a dormire, poiché al mattino questa percezione ricevuta non esisterebbe più) e successivamente rielaborarlo, così come fa un musicista nel momento in cui riporta il suo “attimo còlto” su un pentagramma. Per fare questo, la tecnica acquisita fino ad oggi mi aiuta molto, rende musicalità alla parola permettendone una percezione maggiore.

2.C’è chi scrive con la mente, chi con il cuore, la poesia spesso richiede tecnicismi perfetti e tempi predefiniti, altre volte sembra essere nata per caso, in maniera spontanea, il Pinzuti chi ascolta e come scrive poesie?

Ascolto entrambi, sia la mente che il cuore, in quanto il loro connubio rende sinergia, dona alle parole una forza che altrimenti non avrebbero. Ti farò inoltre una confidenza: le mie poesie nascono tutte spontaneamente, anche quelle che scrivo ” a tema”, poiché fino a che non ho un “punto di ispirazione” non inizio nemmeno, qualche volta sono stato fermo anche per mesi. Scrivo talvolta poesie molto elaborate dal punto di vista tecnico perché per me è molto importante la ricerca del “suono circolare”, del “perfetto”, del “movimento che percepisce solo la mente”, di ciò che ,nella musica, differenzia una nota sublime da una stonatura. Scrivo talvolta anche poesie a “verso libero” che non per questo sono più “facili” poiché comunque esistono in anch’esse alcune regole da rispettare e cioè forme retoriche, l’uso appropriato delle parole, il corretto uso della punteggiatura: tutto ciò che è “diverso” da questo, appartiene ad una sperimentazione che, grazie ai grandi nomi del Futurismo, si è fatta strada ed ha aperto un mondo più accessibile “ai molti” ma, tendo a sottolineare, questi grandi nomi hanno “evaso le regole” solo perché le conoscevano molto bene. Vorrei che coloro che sostengono questo “filone”, anziché rimanere relegati nel loro piccolo “ego” con la scusa di evitare di sottoporsi ad agenti inquinanti del proprio pensiero rileggendo i “grandi”, almeno per una volta lo facessero pure, si aprirebbe loro un mondo talmente vasto che ne rimarrebbero esterrefatti e solo a questo punto si sentirebbero convinti di avere fatto una scelta giusta e consapevole, perpetuata all’ombra della propria cultura e non dettata solo dai pochi mezzi a disposizione frutto della propria ignoranza.

Per te, mia amata, accetto questa sfida,
lascio che il nero seme scorra lento
tra i bianchi solchi di una terra infida:
lascia vibrare questo stelo al vento
finché Amore, che solo in te si annida,
accenda in un sol colpo il firmamento.

3.Perchè scrivere poesie è una sfida o forse è la poesia, la Forza ,l’Energia della Poesia a voler sfidare Massimo Pinzuti?

Scrivere poesie è la mia passione, quella che mi spinge a cercare l’oltre, l’inconsueto, l’imponderabile, il limite che purtroppo ognuno di noi possiede ma che io cerco con la speranza di non trovarlo mai. In questo caso è stata questa la mia sfida: l’introduzione al tema in due terzine, l’invocazione alla mia Musa in una sestina e lo sviluppo del tema in un’ultima sestina, il tutto utilizzando due rime per le terzine e due rime per le due sestine, cercando in tutto ciò una particolare musicalità, quel suono particolare capace di penetrare interiormente e rendere più viva un’emozione.

4.La poesia come luce, capace di accendere il cielo in un sol colpo, cosa vuoi dirci?

Potrei aprire un discorso lunghissimo su questo argomento ma, per essere più sintetico, posso dire che la Poesia è Amore (con la “A” maiuscola), è linguaggio universale ( come lo è la musica), è pura energia che si scatena con la forza delle parole e, in quanto tale, Poesia ed Amore, in piena sinergia, accendono il nostro firmamento.

Che cosa mai è un attimo, un momento:
è il punto dove il tempo si suicida,
dove l’eternità pone un accento,
dove il silenzio lancia le sue grida,
dov’è la carezza il pugno più cruento;
lì è solo Amore, amor che in te confida.

5.Cosa è per Massimo l’attimo? L’ipotesi di un attimo?

L’attimo, per me, è quanto ho espresso in questi ultimi versi, se lo fermi il tempo non esiste più, se riesci ad immortalarlo (questo lo sanno bene i fotografi, i pittori, gli artisti in genere) lo rendi eterno… Ipotizzare un attimo non è facile, perché ognuno di noi ne può dare una interpretazione diversa. Io, in quest’ultima sestina, ho solo formulato la mia.

6.La poesia, come qualsiasi forma di scrittura e comunicazione creativa, l’arte, la musica, a mio avviso non solo è un mezzo attraverso la quale esprimersi ed esprimere il proprio pensiero, ma la condizione nella quale l’individuo entrando in contatto con se stesso, trova la maniera per gridare, urlare, rompere il silenzio e forse liberarsi da tanti pesi e, perché no, dolori. Qual è il luogo metaforico del Pinzuti dove grida? Dove il Pinzuti si rifugia quando i rumori diventano nemici del contatto con se stessi?

Secondo me il luogo reale ideale dove poter urlare, rompere il silenzio, è un bosco circondato da colline, dove le urla si trasformano in suoni ovattati, in echi profondi, in riverberi particolari, il luogo metaforico è invece situato all’interno di me stesso, attivato nel momento in cui sono all’interno della mia piccola stanza, piena, stracolma di cose per me essenziali e dove ancora trovo preziosi attimi in cui rifugiarmi. Ammetto però che, dopo aver percepito un bel silenzio profondo, ristoratore, ritorno ai miei amati rumori quotidiani…

Tanti i premi, diverse le pubblicazioni e recensioni sulle poesie di Massimo Pinzuti, tante le partecipazioni a Concorsi , e questa volta , Streghetta 2014 Premio Internazionale di poesia su tema.

7.Complimentandomi con te e lusingata di fare questa intervista, non posso fare a meno di chiederti di raccontare ai nostri lettori questa esperienza in tutti i suoi dettagli, come solo sa fare Massimo Pinzuti.

Ho vissuto questa bella esperienza “al volo”, facendo Firenze-Milano e viceversa in un sol giorno ma me la sono goduta appieno, stillandola momento per momento, istante per istante, facendo di tutta la giornata, (tanto per essere ancora in tema) un catena di attimi preziosi.

La cerimonia di premiazione del XLIII premio “MILANO – STREGHETTA” è avvenuta il 31 ottobre all’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO BICOCCA, presso l’Aula 4, con una buona partecipazione di pubblico, dove ho ricevuto il primo premio, consistente in una stupenda statuetta in fusione di bronzo eseguita dallo scultore “R. Del Puppo” e dalla pergamena-diploma. I premi del concorso sono stati consegnati direttamente dalle mani della fondatrice e presidente del concorso stesso, la Dott.ssa Serena Siniscalco Omodeo Salé, alla presenza dei giurati che hanno partecipato alla selezione degli elaborati. E’ stata una stupenda cerimonia, intervallata, oltre che dalle poesie degli autori, anche dagli interventi di alcuni personaggi noti in ambito nazionale.

Ti ringrazio per l’intervista, spero di essere stato all’altezza di questo “compito”: riesco a “svicolare” con più disinvoltura tra un verso e l’altro che non tra i meandri di una intervista.

Ammetto comunque che grazie al modo in cui mi è stata presentata ed effettuata, mi hai fatto sentire a mio agio.

Emanuela Cimmino

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.