L’ attesa

Il giudice relatore spesso accompagnato da un altro giudice non togato quale un psicologo esperto in problematiche infantili vi sottoporrà ad una serie di domande, le stesse che vi hanno fatto i servizi sociali. Quindi state ben attenti. Per obbligo di legge, pur avendolo voi scritto sulla domanda che avete compilato, il giudice vi chiederà se volete essere dichiarati idonei all’ adozione nazionale o internazionale e se volete adottare più fratellini.
Vi domanderà anche che cosa ne pensano i vostri genitori e i vostri figli se né avete degli altri.
Quando si viene a sapere che un bambino ha sorelle o fratelli, è bene, adottarli tutti, per non separarli, inoltre è fondamentale non mentirli, né sulla loro origine né sulle difficoltà. Ogni percorso va fatto tutti insieme.
E cosa dicono i nonni?
Bisogna coinvolgerli, ma coinvolgerli non significa seguire i loro consigli , piuttosto renderli partecipi, nel caso di altri figli , può capitare che il giudice chieda di conoscere il loro parere.
Il colloquio con il giudice non è l’ ultima tappa, questi vi riunirà nei giorni seguenti con altri membri del tribunale e assieme decideranno. Nel giro di tre mesi, vi giungerà a casa la lettera con la comunicazione che presso la cancelleria civile del tribunale per i minorenni è disponibile il decreto che vi autorizza all’ adozione.
Sarà lo stesso tribunale nel caso volete adottare un bambino italiano a segnalarvi l’ abbinamento al piccolo. Nel caso dell’ adozione internazionale dovete andare a ritirare il decreto (in più copie autenticate) e poi contattare l’ ente autorizzato che avete scelto e che ha il potere di certificare l’ inizio della pratica, con la comunicazione al tribunale che ha emesso il decreto di idoneità.
Il tribunale se respinge la vostra domanda , potrebbe essere dovuto al fatto che non siete stati dichiarati idonei all’ adozione, ma potrebbe essere anche il contrario.
Quindi si ricomincia daccapo o si forza la situazione attraverso un ricorso alla Corte d’ Appello. Capita a volte che lo stesso giudice che vi ha dichiarato non idonei, dopo un po’ vi giudica positivi.
La nuova legge prevede anche che il decreto possa essere revocato per cause sopravvenute e che incidano sul giudizio di idoneità, quale la separazione anche di fatto o condanna penale per reati che rendono uno dei coniugi pericolosi o l’ insorgere di una malattia grave.
La revoca dell’ idoneità può essere decretata solo dopo aver ascoltato gli interessati, i quali possono presentarsi in difesa con un avvocato. Il procedimento si svolge in camera di consiglio.

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.