Le tappe

Ci si prepara alla “gravidanza adottiva”parlando, parlare è importantissimo.
Ci sono alcune associazioni italiane (come quella della CIAI autorizzate in materia di adozione) che organizzano incontri per le coppie in attesa per prepararli psicologicamente).
Ma bisogna anche prepararsi a vivere le tappe che non sono poche. Una volta presa la scelta di adottare(poi bisognerà scegliere se adottare un bambino italiano, straniero, più fratellini o con handicap) ci si reca al tribunale per i minorenni per depositare la domanda. Il tribunale inoltra il vostro fascicolo ad un Servizio Sociale(Comune o Asl) e inizierà la fase istruttoria.
Se volete adottare un bambino straniero, potete depositare la domanda in più tribunali, anche in tutta Italia.
Stesso il tribunale e i Servizi Sociali a cui vi avranno indirizzati, vi spiegheranno l’ iter da seguire per poi essere ammessi al colloquio con i giudici i quali decideranno la vostra idoneità per diventare genitori adottivi.
Ci sono casi, spesso, in cui il Tribunale per i minorenni delega all’ ASL la funzione di predisporre un’ istruttoria su di voi, verificando il vostro essere coppia, lo stato di salute e la predisposizione psicologica all’ accettazione di un figlio adottato.
Un requisito fondamentale è che potete adottare se siete sposati da tre anni senza mai separarvi con o senza figli. Per quanto riguarda i singles e le coppie di fatto in Italia non è permessa l’ adozione, anche se si sta lavorando e né parleremo negli ultimi articoli.
Si preferisce dare al bambino una famiglia stabile, fatta da due o più componenti uniti. Se l’ intento dell’ adozione è quello di fornire una famiglia ad un bambino, il fatto di essere in due dimezza il pericolo che il piccolo rimanga solo(in caso di morte di uno dei due genitori durante l’ adozione o nel caso di separazione il bambino vivrà con uno dei due con il consenso dell’ altro s’intende) poiché nel caso del singolo, non c’è abbastanza stabilità.
Più complesso è il tema delle coppie di fatto.
Altro requisito, come accennato prima, è lo stato di salute. Si vuole evitare che il bambino una volta arrivato, si trovi di fronte a genitori gravemente ammalati e che potrebbero lasciarlo. Non solo il giudice minorile nel verificare che i genitori siano “idonei”ad educare, istruire, compie indagini sull’ attitudine “ad educare il minore”, sulla situazione economica, sull’ ambiente familiare.
Di tanto in tanto , i servizi sociali verranno a casa per accertarsi su quanto detto durante i vari colloqui e farne delle verifiche.
Oltre all’ istruttoria psicoattitudinale, dovrete sottoporvi ad una serie di accertamenti:elettrocardiogramma, schermografia polmonare, esami completi del sangue e delle urine, visita medica dal medico legale.
Si tratta di un check up obbligatorio ma gratuito, ed ogni volta che vi sarà chiesto di sottoporvi a colloqui è bene che li portiate con voi.
Durante i colloqui, vi sarà chiesto naturalmente se vorrete adottare un bambino italiano o straniero, in quanto se chiedete di ottenere l’ idoneità all’ adozione internazionale, lo psicologo vi aiuterà a prepararvi sul fatto che il bambino che giungerà da voi potrebbe avere caratteristiche somatiche che evidenziano il suo, poi, essere figlio adottivo.
Dopo tutto l’ adozione è un atto di accoglienza nei confronti di una persona diversa da voi.
Bisogna interrogarsi sulle proprie capacità genitoriali.
Continuando a parlare di tappe:sono, dunque i giudici del tribunale per i minorenni a dichiararvi idonei all’ adozione.
Fin quando il bambino non giungerà sarà un bambino immaginario.
A seguire “l’ istruttoria” sarà il personale dell’ ASL. Le ASL , i Comuni, i Servizi Sociali hanno creato un ufficio che si occupa di adozioni e di affidi. Per ufficializzare la disponibilità a diventare genitori adottivi, dovete rivolgervi al tribunale della vostra residenza, se risiedete all’ estero dovete invece rivolgervi al tribunale dell’ ultima residenza in Italia o al Tribunale dei minorenni di Roma.
Inizialmente sarete sottoposti a colloqui separatamente:gli psicologi o gli assistenti sociali possono voler sondare il desiderio di diventare genitori e la vostra vita affettiva, vi verranno fatte domande sulla vostra storia, la famiglia di origine, su come vedete la coppia, domande sul reddito familiare(senza spedire notizie alla Finanza).Vi sarà chiesto di visitare la vostra casa e di parlare con nonni/suoceri.
Il compito dello psicologo, dell’ assistente sociale non è quello di giudicarvi, ma di aiutarvi a capire l’ adozione e a quale bambino sarete abbinati.
Nessuno cercherà il bambino per voi, ma dei genitori per un bambino. Gli incontri con gli psicologi non superano la decina. Al termine degli incontri, lo psicologo discute con voi la relazione che ha preparato, se ciò non si verifica, richiedetelo.
Se lo psicologo ritiene che la vostra coppia non è ancora pronta per l’ adozione ve lo comunicherà. Anche la relazione negativa è un segnale sul quale riflettere:lo psicologo vi proporrà di sottoporvi a nuovi incontri per affrontare meglio alcuni temi.
Le persone con le quali parlerete sono esperte in materia e potrebbero aver visto aspetti della vostra coppia incompatibili con l’ ampliamento familiare .
Anche se siete stati “promossi”dalla Corte di Appello, la bocciatura da parte del tribunale non è un buon biglietto di visita per le associazioni.
Nel caso abbiate poi, patologie particolari quale :il diabete, è bene che lo certifichiate, è solo una formalità ma importante,non si sa mai il giudice che potete trovare.

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.