Babbo Natale in carcere arriva in ritardo

Babbo Natale è arrivato in ritardo in carcere, giusto in tempo per fermarsi per il Cenone di Capodanno. Con la sua slitta trainata dalle renne ha bussato al block house,l’assistente di polizia penitenziaria di turno gli ha chiesto i documenti, Babbo Natale è arrivato da molto lontano, sulla sua carta d’identità c’è scritto residenza Rovaniemi.
Dopo aver volato sul Brasile, Argentina, Perù, ha fatto tappa in Indonesia, Birmania, Nuova Zelanda, ha lanciato doni dal camino, è entrato dalla cantina e dalla soffitta, si è impigliato con la cinta del pantalone sui rami di un albero in Sud Africa e si è perso nella giungla. Durante una pausa in un pub di San Francisco ha aperto una scatola di cartone, di colore gialla, per lui tante lettere, i mittenti questa volta non sono i bambini, ma persone adulte che vivono in carcere, dove il Natale è un giorno come gli altri, dove la solitudine e la mancanza del calore familiare rendono più difficile affrontare i giorni di festa. Babbo Natale legge la scrittura tremante di Alì che proviene da un paese dove c’è la guerra civile, Alì non riesce a sentire i familiari che vivono in un villaggio, ogni volta che prova a contattarli telefonicamente, cade la linea, vorrebbe dire loro che sta bene, nonostante la detenzione, che ha imparato a scrivere ed a leggere in italiano, che dopo le feste parteciperà ad un corso di falegnameria; Andrew è di origine albanese ha interrotto i rapporti con ogni componente della famiglia dal momento del suo arresto all’aeroporto, non conosce l’Italia e non sa cosa raccontare ai suoi figli che erano molto bravi in geografia, vorrebbe recuperare i legami ed avere il coraggio di dire la verità; Jii è cinese, sua moglie vive in Italia, in una regione diversa da dove si trova il carcere nel quale è recluso, inizierà a fruire di un permesso premio sperando che qualcuno possa accompagnare la moglie che non guida.
E poi c’è Gennaro che vorrebbe tanto per dono mangiare la pizza con le scarole; Antonino vorrebbe vedere la neve, lui proviene dal mare; Joseph vorrebbe che la sua richiesta di affidamento terapeutico venisse accolta, vuole davvero intraprendere un percorso riabilitativo, l’alcol è stata la causa di tutto, per l’alcol ha rubato, ha perduto soldi e vissuto per molto tempo in stazione, ma prima occorre cercare una comunità. Ionel rumeno è quotidianamente preoccupato per il fratello che si è allontanato da casa e non si hanno sue notizie, vorrebbe un miracolo, una lettera, un telegramma di consolazione; Martin ha molto da fare, dovrà stare in carcere per altri vent’anni, il giorno di Natale ha compiuto dieci anni che è recluso, non si dà pace per ciò che ha fatto, vorrebbe se non il perdono della famiglia della vittima, almeno poter chiedere scusa, allora era immaturo, facilmente condizionabile, ora grazie ad un percorso psicologico di rielaborazione, si sente più maturo e forte, capace di fare scelte individuali.
Babbo Natale chiude la scatola, non riesce ad essere indifferente a richieste di persone che nonostante i loro sbagli, mostrano di provare sensazioni, hanno sogni, paura, speranza; uomini che lavorano su di Sé ed il cambiamento. Babbo Natale si alza, si rimette in volo. Si ferma nel villaggio di Alì, incontra i genitori anziani, dice loro che il figlio ha imparato a scrivere e leggere in italiano, che non riesce a contattarli, scatta loro una foto ricordo, prima di andare via, Babbo Natale lascia sul tavolo la lettera del figlio, c’è l’indirizzo del carcere, così potranno almeno scriversi.
Seconda tappa in Albania a casa di Andrew, Babbo Natale regala ai bambini delle cartoline delle città principali d’Italia, prima di andare via parla con Irina la moglie di Andrew, Irina è a conoscenza del presente del marito ma finge di non sapere per il bene dei figli, scoppia in lacrime e consegna a Babbo Natale un messaggio. Per la moglie di Jii, Babbo Natale trova qualcuno che possa accompagnarla quando il marito fruirà del suo primo permesso, Rose gli sussurra nell’orecchio una parola che tradotta in italiano vuol dire “Io ci sarò”. Gennaro aveva chiesto la pizza con le scarole, in casa Esposito, la moglie e la madre stanno preparando di tutto per quando faranno colloquio il 31 dicembre, la sorella Anna nel salutare Babbo Natale gli lascia nella tasca un piccolo oggetto; Babbo Natale cerca per Joseph una comunità, dove si lavora sulla dipendenza, Michele il responsabile consegna nelle sue mani un dono, quello dell’accoglienza; per Ionel Babbo Natale gira molti villaggi, suo fratello minore era semplicemente scappato di casa per amore di una ragazzina italiana conosciuta in chat, ora è ritornato; infine c’è Martin che chiede di poter parlare con la famiglia della vittima, non è per niente facile, ma coincidenza vuole che la cugina della vittima sta frequentando un Master in Mediazione, la mediazione con Martin non sarà immediata, ma non è detto che non ci sia. Resta Antonino che ha chiesto la neve, per lui Babbo Natale può fare poco, ma è fiducioso nelle temperature che stanno scendendo.
Il poliziotto fa entrare Babbo Natale, una volta passato in portineria, arriva al transito. Accompagnato dagli educatori e dall’Ispettore di reparto, Babbo Natale nella sala polivalente incontra i detenuti. Incontra Ali al quale consegna la foto dei suoi genitori anziani, intanto l’agente addetto alla posta gli porta una lettera, è quella della sua famiglia, la carta ha il profumo del pane, il profumo di casa; Babbo Natale guarda dritto negli occhi di Andrew lo abbraccia e gli lascia nella tasca il messaggio di Irina”Tieni duro”, la moglie vuole fargli capire che la sua famiglia c’è nonostante i suoi silenzi; a Jii Babbo Natale dice che incontrerà Rose e che sarà meglio dare un taglio ai capelli per presentarsi “presentabile”; consegna poi a Gennaro un ciuccio, la sorella lo renderà zio; conforta Ionel del rientro a casa del fratello che davano per scomparso; dà una piccola speranza a Joseph, c’è una comunità che può accoglierlo ma prima deve intraprendere in carcere un percorso di preparazione; anche per Martin c’è una piccola speranza ma ha il suo tempo, intanto dovrà proseguire con i colloqui psicologici. In fondo alla sala polivalente c’è seduto Antonino che come un bambino aspetta il suo dono, sta per andarsene, deluso, quando Roberto l’educatore alza gli occhi verso la finestra ed esclama” Fuori nevica”. Babbo Natale è arrivato in carcere in ritardo, ma ha portato ad ognuno dei doni. È arrivato in ritardo, ma giusto in tempo per fermarsi per il Cenone di Capodanno.

Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.
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