Un tuffo nel passato

E’ passato del tempo da quando ero completamente immersa nei miei scritti, di quando mi piaceva raccontare cosa pensavo, vedevo; di quando munita di telecamera giravo servizi e da brava reporter mi precipitavo a scrivere l’articolo sull’evento ripreso. Due, quattro, articoli al mese, immancabili. Presente agli eventi culturali, in una sala teatro, in un locale, perfino in stazione e anche per strada, in piazza, insieme alla gente, con le loro opinioni, pensieri, sensazioni, colori e profumi.
Avevo forse più tempo, avevo forse più entusiasmo, avevo più motivazione e forse anche più testa.Non c’era nessuno  che giudicava la forma, lo stile, anche perché scrivevo in parte di me, di ciò che provavo, di ciò che sapevo. Era una comunicazione libera dagli schemi, ben voluta ed accolta, apprezzata e riconosciuta, tanto da fungere da moderatrice a convegni e relatrice per libri scritti per conto di terzi.
Poi, per una serie di vicissitudini, ho preferito il silenzio alle parole, un silenzio causato anche dall’essermi circondata da persone che sanno prevalentemente contraddire e giudicare,  complice anche l’aver cambiato territorio ed il non essere più impegnata in attività editoriali.Il dito è stato puntato sulla mia espressività, il dito è stato puntato sulle emozioni trascritte, il modo di   descrivere gli eventi. Ho preferito il silenzio a pagine riempite di parole e ho preferito il silenzio alla condivisione scritta di esperienze.
Ma poiché la scrittura ha fatto parte di me e di essa ne sento nostalgia, una sera, con il ritorno online di eduprof, aiutando un amico a cercare articoli e materiale per un convegno sui minori del quale sarà relatore, ho fatto un tuffo nel passato. Ore ed ore a  leggere e guardare gli articoli di una volta, gli scritti di criminologia e di pedagogia, i fatti  di cronaca ed i consigli ai genitori quando eduprof  era anche spazio interattivo. Di essa, della mia scrittura, del mio tempo da dedicarci ne sento la mancanza. Tuffarmi  in questa parte del passato mi ha ridato la voglia di scrivere e di raccontare, di colmarmi di parole e sensazioni e non mi importa di chi sa solo giudicare e contraddire, perché questo è uno spazio libero, è il mio spazio, il mio luogo.
Emanuela Cimmino

Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.
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