Uno spettacolo che ha raccontato: Faber ”Quintet”Project – Come un ragazzo segue un aquilone –

“Per me , la musica è parlare, è comunicare, è dire, è raccontare,
e le canzoni di F.De Andrè raccontano, ascoltiamole”.cit
12 luglio 2016 – E’ stato uno spettacolo che ha raccontato tante storie, quello che si è svolto l’11 luglio 2016 presso la Sala Teatro della C.R di San Gimignano, uno spettacolo che ha suscitato forti e indescrivibili  emozioni provate sia da parte dei  musicisti dell’Associazione AdLib che per la prima volta hanno suonato in carcere,  tanto da essere stata per loro una delle  esperienze musicali più emozionanti, sia da parte del pubblico in  standing ovation.
Ogni canzone, una storia, nella quale rivedersi e dalla quale è impossibile non trarne un messaggio, una riflessione.  E’ il racconto della vita carceraria, per restare in tema, quella di Don Raffaè, raccontata con ritmi da marcetta, ballata e tarantella. C’è la donna dai facili costumi  Bocca di Rosa che accende la passione ed i desideri degli abitanti provocando dalla parte degli uomini allegria, ed invidia e gelosia  da parte delle altre donne. Diversa è la storia in La canzone di Marinella, una prostituta di sedici anni che viene uccisa da un criminale e gettata in un torrente. Viene affrontato il tema dell’invidia e dell’influenza delle opinioni altrui, in Un giudice di piccola statura che diventa cattivo a causa delle passate umiliazioni. E’ un uomo isolato che conduce una guerra personale, il Bombarolo, che prende come bersaglio le persone che non vogliono ribellarsi, che non partecipano a nessun cambiamento. F.De Andrè era un poeta dalle mille citazioni, mi viene spontaneo ricordare “Ho sempre avuto due chiodi fissi, l’ansia di giustizia e la convinzione presuntuosa di poter cambiare il mondo. Oggi quest’ultima è caduta.” Come a dire che se si lotta da soli, il mondo non lo si può cambiare. Anche Piero è uomo che lotta nella sua guerra, è un semplice soldato che supera un’altura che separa due stati di guerra. Le storie di De Andrè raccontate dai musicisti dell’Associazione AdLib, reinterpretate passando dallo stile del jazz al swing al bossa nova, senza snaturare la poesia che sta dietro ad ogni pezzo, hanno fatto ricordare quanto il cantautore fosse caro al filone popolare di filastrocche e scioglilingua raccontando di Angiolina in Volta la carta. Non poteva mancare La canzone dell’amore perduto, una ballata romantica da spunti autobiografici ed il Pescatore. L’incontro tra un assassino ed un pescatore, per descrivere rapporti umani, quelli più semplici e genuini che vanno al di là dei tabù e dei preconcetti. Ed ancora Fiume Sand Creek, La città vecchia, Testamento di Tito, Quello che  non ho, Andrea, Inverno, le canzoni che ci hanno emozionato.
Forte, lento, dolce, vibrante, il tono delle voci fuori campo dei ristretti che frequentano il laboratorio di Musicoterapia, che dai scalini riposti sul palco tra gli strumenti musicali, hanno introdotto il pubblico alla storia ed alla poesia cantata. 
 “Suonare De Andrè non è semplicemente suonare ma è qualcosa di più, –  dichiara Alessandro Spadafina, Presidente dell’Ass. AdLib, nonché voce e chitarrista nell’ambito della band –  è farsi portavoce di un messaggio per arrivare al cuore delle persone. Per far acquisire consapevolezza degli aspetti più emotivi della vita. Ogni volta che lo suono spero di lasciare un messaggio, una traccia nei cuori delle persone. Per la nostra band significa mettersi alla prova con un repertorio difficile e colto. “.
Faber “Quintet” Project uno spettacolo fatto di emozioni, di sensazioni, di storie. Le storie nelle quali ogni uomo si rivede.  “Un progetto che ha dato la conferma- prosegue Alessandro – se mai ce ne fosse bisogno, dell’immediatezza del linguaggio musicale, capace di abbattere distanze e differenze geografiche, culturali, ideologiche”.
Uno spettacolo sentito, applaudito, che è piaciuto così tanto che Maria Bevilacqua, responsabile dell’area trattamentale, ha chiesto ai musicisti di ritornare  a Ranza,  magari ricordando un  altro cantautore.
(Emanuela Cimmino – fgp CR San Gimignano)
Fonte:
http://www.leduecitta.it/index.php/7-rivista/3850-uno-spettacolo-che-ha-raccontato-faber-quintet-project-come-un-ragazzo-segue-un-aquilone
Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.
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