Ma..dottoressa..ma

Ore 7:40 sono entrata da poco, valico la porta carraia dopo aver depositato il cellulare in una cassettina in comune alle colleghe d’ufficio, perché la struttura dove ora lavoro prevede la consegna dei propri telefonini prima di accedere all’interno.

Una porta, un’altra, tutte di metallo, tutti blindi, un po’ di cortile, le scale ed un’altra porta, il corridoio ed un cancello che solitamente si apre e si chiude in automatico, questa mattina c’è un agente con funzione di portiere, cancelliere. Davanti il corridoio lungo dal quale si diramano sette reparti, sette palazzi. Fuori al primo, nonostante l’avviso del divieto di sostare nel corridoio lungo le colonne, “attaccato” alla finestra c’è B.J lavorante presso il magazzino. Mi ferma, si avvicina e si avvicina ancora, quasi a non esserci distanza, indietreggio…

Mi chiede quando e come verrà fatto l’aggiornamento, gli spiego, provo a spiegargli che da poco ho preso in carico il suo caso ed a memoria alle 7:40 non ricordo la sua storia né la sua posizione. Gli spiego che studierò il suo fascicolo e gli farò sapere al momento del colloquio.

Ma B.J insiste, continua, “Ma dottoressa…ma”.

Ma dottoressa ma, ora non so risponderLe.

Vado in ufficio, prendo i suoi dati, vado in segreteria tecnica e sfoglio il fascicolo, vado in un altro ufficio e mi confronto con la collega che prima lo seguiva. Esco dall’Area Trattamentale, davanti un lungo corridoio, il cancello, c’è lo stesso agente di polizia penitenziaria di prima, giro a  sinistra, mi reco in matricola, sfoglio il fascicolo e …”rigetto del beneficio, rigetto della misura alternativa “..oltretutto recentissimo

Una risposta ai Ma dottoressa Ma

Esco, il cancello, il corridoio, un altro cancello, la porta dell’ufficio ed altri “Ma dottoressa ma”..

Una boccata d’aria, ci vuole qualcosa di diverso. Così vado al reparto e meravigliata noto gli addobbi natalizi e quell’albero bianco, sporco, spoglio che avevo visto ieri, si è ora colorato di palline, stelle e fili dorati.

C’è perfino un po’ di verde per dare l’impressione di un albero innevato. Accanto su un tavolo il presepe.vAppesi ai neon del corridoio stelle che scendono. Non ci sono “Ma dottoressa ma”, ma “ha visto dottoressa”? “contenta”?

Si contenta….così ringrazio chi mi ha dato ascolto ieri.

Una risposta ai “Ma dottoressa ma” insistente e spesso fastidiosa.

Una creatività senza” ma dottoressa ma”

 

Emanuela Cimmino

12.12.17

Stampa

Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.