ALCOOL, BIONDE E DROGA : ragazzi under 14 a rischio- Wanda Montanelli -www.orizzontinuovi.org

L’informazione emerge a chiare lettere dagli ultimi dati ISTAT che riportano un aumento esponenziale del consumo delle bionde tra i under 14, legato all’insorgenza di gravi malattie cardiorespiratorie. La relazione tra giovane età e gravità delle patologie è presto dimostrata dal fatto prima si inizia più si fa radicato il vizio, più diventa difficile, dunque, smettere. E non è tutto: in questa fascia d’età in cui il polmone è ancora in crescita, il fumo può ridurne lo sviluppo compromettendo irrimediabilmente la funzione respiratoria del giovane. La percentuale di fumatori maschi nella fascia di età compresa tra gli 11 e i 14 anni è salita di oltre un punto e mezzo percentuale, facendo registrare un incremento che va dal 2,9 al 4,5%. Questi i dati poco rassicuranti divulgati da Leonardo Fabbri, vicepresidente della European Respiratory Society che vanno a sommarsi a quelli, altrettanto gravi e preoccupanti, relativi alle ragazzine di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, per le quali si registra un incremento del consumo di sigarette dello 0,4%. Sono peraltro completamente allineati alla tendenza anche gli under 25 che passano da 19% del 2004 al 20% del 2005. Un problema grave e spesso irreversibile, del quale i nostri media sembrano disinteressarsi completamente, presi come sono dalle liturgie dei reality, dal dare puntuale conto di nominations, isole, piste da ballo e bollettini quotidiani sulla storia personale della famiglia Lecciso. A questa tv diseducativa, quando non insulsa e di basso livello culturale si sommano i messaggi pubblicitari che abituano all’idea che l’alcool sia innocuo. Ed è proprio il cocktail fumo-alcool a peggiorare la condizione di dipendenza dei ragazzi da tali nocivi e fittizi supporti alla loro personalità in crescita. La sigaretta, il bicchiere di wodka, e se non bastano per sentirsi sufficientemente euforici, il ricorrere all’ecstasy, sono tendenze di consumo in crescita esponenziale che i dati della ricerca dimostrano essere un fenomeno allarmante di cui è necessario avere consapevolezza. Se si prendono in considerazione le varie indagini di mercato sul consumo di alcool tra i giovani, si riscontra un costante aumento del fenomeno dell’abuso, soprattutto per quel che riguarda la fascia di età che va dai 14 ai 17 anni, con un incremento costante da parte delle teenager. Circa 5.000 maschi e 11.000 femmine dichiarano di bere oltre mezzo litro di vino al giorno, mentre oltre 500.000 maschi e quasi 300.000 femmine consumano birra in modo pressoché sistematico. Un fenomeno tragico non solo di per sé, ma anche in quanto causa diretta, insieme a quello delle cosiddette “droghe da discoteca”, di quasi il 50% dei decessi di ragazzi e ragazze in incidenti stradali. Gli stessi ragazzi e ragazze che sconsiderate campagne pubblicitarie ci mostrano tutti i giorni intenti a sorseggiare ora quel whisky ora quella birra, ora quel rhum, presentati in tv come la ragione della loro debordante vistosa felicità. Intanto, per quel che riguarda il fumo, il problema dell’insorgenza di patologie bronchiali nei giovani si amplifica sempre più, favorito com’è dalla precocità con cui i ragazzi si avvicinano al tabacco e dalla disinformazione colpevole di istituzioni e organi di stampa. Quando si inizia a fumare così presto ogni tentativo di soluzione seria del fenomeno diviene problematica. “Non solo – riferisce il prof. Fabbri – iniziando a fumare prima si fuma di più, con tutti i rischi che ne conseguono per la salute dei polmoni, dal cancro alla BPCO. Ma prima si inizia più si fa radicato il vizio, più diventa difficile, dunque, smettere. Non a caso con l’aumento della diffusione del fumo tra i giovanissimi si riscontra un abbassamento dell’età di insorgenza della BPCO”. Occorre quindi che si inizino a predisporre della campagne espressamente rivolte ai ragazzi e non più, come è stato sino ad oggi, dirette soprattutto agli adulti. Nonostante il divieto di fumare nei luoghi pubblici, la sigaretta continua ad essere suadente con i giovanissimi, mettendo a rischio la loro salute, ed ampliando la fascia d’età a cui si rivolge l’allarme fumo nel nostro Paese. Solo se i più giovani saranno realmente informati sui pericoli derivati dall’abitudine a bere e fumare, con iniziative socio-mediatiche e appropriate campagne di prevenzione della dipendenza, si potrà pensare di debellare sul serio il problema delle gravi malattie legate al fumo e all’alcool. Solo facendo sapere a tutti, ad esempio, che il cancro ai polmoni è soltanto una faccia della medaglia e che esiste anche la BPCO che colpisce 2 milioni e 600mila persone in Italia, ed è la quarta malattia cronica per diffusione (ma terza per mortalità, dopo artrosi, ipertensione e allergie), potremo vedere ridursi concretamente i fattori di rischio del fumo. Posto che la salute dei nostri ragazzi interessi ancora a qualcuno.

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.