La “moda delle mutazioni” – Rosanna Cimmino

All’inizio c’era il piercing. Oggi la cosiddetta ‘”moda delle mutazioni” offre ben altri sistemi per dichiarare la propria appartenenza ad un gruppo o per sfida contro le convenzioni. Estremi. Si chiamano branding, scarificazione, implantation. Arrivano dall’America ma cominciano ad essere conosciuti e ricercati anche in Europa e in Italia.
Tra le pratiche piu’ estreme ci sono anche la “scarificazione”, cicatrici realizzate col bisturi, e l'”implantation”, innesti di perle e gioielli di titanio sotto la pelle. E che questa voglia di masochismo a tutti i costi stia ormai sorpassando ogni limite, anche quelli piu’ liberali ed accondiscendenti.
Ma parliamo ora di piercimg e tatuaggi…
In Europa, la moda dei tatuaggi e del piercing é in continua crescita e, con essa, la preoccupazione per i rischi sanitari associati a tali pratiche.
Quando le precauzioni sanitarie vengono trascurate, tatuaggi e piercing possono provocare infezioni virali quali epatiti ed HIV, infezioni batteriche, reazioni allergiche come l’orticaria e le irritazioni cutanee, lesioni maligne quali il melanoma, la lebbra ed altre malattie gravi. Riguardo ai rischi legati al piercing l’indagine condotta a Bruxelles ha evidenziato degenerazioni delle cartilagini del naso e delle orecchie. Anche se gli strumenti sono sterili, il foro è pur sempre una piccola ferita che, se non viene tenuta pulita, può infiammarsi e infettarsi.
Lo studio condotto dalla Commissione identifica sostanze e materiali che possono avere effetti nocivi e raccomanda lo sviluppo e l’uso di sostanze e materiali puri, sicuri e sterili. La regolamentazione esistente negli Stati membri dell’Unione Europea si limita, per lo più, a prescrivere comportamenti igienici quali l’uso dei guanti o la sterilizzazione degli aghi. Non affronta però il problema della sterilizzazione dei materiali, delle tinture e dei colori, della loro purezza, o della necessità di una corretta valutazione dei rischi e della tossicità.
Gli autori dello studio condotto dalla Commissione europea hanno analizzato tutti i dati disponibili, per costituire una base di conoscenza comune, in modo da ottenere una ”panoramica dei pericoli”. L’obiettivo non è demonizzare queste pratiche, ma solo mettere in guardia i giovani che le desiderano.
Il piercing e una perforazione della pelle e dei tessuti, nella quale viene applicato un oggetto in metallo che dilata il foro. I piercing si possono applicare in qualsiasi parte del corpo, anche se ci sono delle zone piu usate. Generalmente viene applicato al naso, alle labbra, ai capezzoli, all’arco sopraccigliare e persino ai genitali. La pratica del piercing era assai diffusa nelle societa antiche. Nell’Egitto dei faraoni, ad esempio, era riservato alle persone di rango reale ed era invece proibito a quelle di rango inferiore. Nell’antica Roma, era un segno distintivo di coraggio.
Negli anni Settanta gli esponenti del movimento punk utilizzarono il piercing come segno di appartenenza al gruppo e di rottura con le tradizioni ed i valori della societa borghese. A partire dalla meta degli anni Novanta il piercing ha acquisito lo status di espressione corporea sempre piu accettata, il cui significato non va al di la di quello estetico.
Per quanto riguarda i tatuaggi…
Una volta a farli erano soltanto i marinai, che cosi’ volevano far sapere quante donne avevano avuto, o i carcerati. Oggi la moda dei tatuaggi ha contagiato un po’ tutti. E anche le donne sempre piu’ spesso ricorrono a quest’accorgimento estetico estremo per farsi notare. Un modo nuovo per distinguersi o per far parte del gruppo.Le bande giovanili si riconoscono dal tatuaggio, dal piercing, dal tipo di pantaloni, dalla maglietta”.
I rischi, in effetti, ci sono. Primi fra tutti quelli d’infezione. L’ago che incide sulla pelle il disegno deve essere sempre sterilizzato a dovere. Poi e’ bene ricordare che il tatuaggio e’ per sempre. Cancellare dalla propria pelle il nome di un amore finito o un simbolo che non piace piu’ non e’ cosi’ semplice. I pigmenti colorati dei tatuaggi sono immessi abbastanza profondamente nella pelle e non esistono metodi chimici o farmacologici per toglierli. Una volta si doveva intervenire solo chirurgicamente, oggi invece si usa il laser che, per mezzo di altissime temperature, “vaporizza” pelle e segmenti. Ci vogliono poi altri interventi successivi (che dipendono dalla grandezza del disegno) per eliminarlo completamente. Purtroppo restera’ comunque una cicatrice, piu’ o meno visibile a seconda della pelle.

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.