IL lavoro dell’ operatore di strada nelle strutture

Nello svolgere diverse attività nelle strutture l’operatore deve saper farsi carico di determinate responsabilità rispetto all’utenza,non deve mai mostrarsi curioso alle storie personali,ma attendere che sia lo stesso utente a trasmettere la storia del proprio vissuto,in questo caso l’operatore deve limitarsi all’ ascolto senza azzardare consigli o giudizi,deve essere in grado di distinguere quando si ha di fronte la menzogna(usata spesso come alibi) in tal caso bisogna comunque ascoltare.
E’ importante soprattutto la riservatezza,le storie dell’ utente non deve mai essere riportata al di fuori del contesto di lavoro,ma comunicate e relazionate agli esperti della struttura(Psicologi,Ass.Sociali,Sociologi,Coordinatori).
Ogni struttura comunitaria ha un suo programma composto in linea generale da:
– disponibilità colloqui (nell’ arco della giornata vi deve essere spazio per i colloqui)
– gruppi di prevenzione (rivolto a quei gruppi che hanno completato da tempo il programma comunitario e che comunque necessitano di supporto periodico)
– gruppi di verifica (rivolto a quell’ utenza che è giunta in periodo avanzato rispetto al programma terapeutico,cioè se il programma dura 2 anni e l’utente è giunto ad 1 anno e sei mesi,poiché il programma segue una gerarchia di ruoli in tema di responsabilità,se nel corso del programma un’utente compie un’azione errata in contraddizione con il regolamento riparte da zero,quindi sarà valutato dai membri dell’èquipe)
– reinserimento lavorativo (alla fine del programma si cerca di avviare l’ utenza ad un percorso lavorativo)
– colloqui individuali e di gruppi (tenuti con singoli utenti o in gruppi a seconda la durata della permanenza degli utenti con psicologi, educatori)
– affidamento dei ruoli (ogni utente ha un compito all’ interno della struttura responsabilizzandosi)
– gruppi familiari (nel corso della settimana vi sono incontri con le famiglie degli utenti per confrontarsi,èquipe/famiglia)
– gruppi mogli e mariti (nel caso si tratti di comunità per tossicodipendenti)
– catechesi (l’ utente deve avere un riferimento spirituale,spesso si organizzano incontri di preghiera)
-laboratori (gli utenti nell’ arco della giornata sono impegnati nello svolgimento di attività laboratoriali di vario genere)
-colloqui di confronto (tra gli stessi utenti,si tratta di momenti in cui avviene il confronto delle esperienze)
-incontri di progettazione e verifica tra gli stessi operatori

Il ruolo dell’ educatore è di fondamentale importanza per l’utente,in quanto egli gli farà da guida e si assicura la buona riuscita del programma stesso.

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.