Anoressia, Bulimia:disturbi alimentari o affettivi? – Dott.ssa Emanuela Cimmino

I soggetti che soffrono di anoressia e bulimia sono prevalentemente femminili, e non abbracciano solo la sfera adulta, ad essere colpite sono adolescenti e anche bambine.
Non a caso il soffrire di anoressia e bulimia in età adulta,è un riemergere pregresso di eventi sofferenti infantili, spesso dovuti a traumi e blocchi durante il periodo del complesso di Edipo.
Infatti alla base come cause vengono poste le relazioni, se non anche i processi di imitazione ed identificazione con punti di riferimento quali i genitori.
Ed ovviamente il rapporto con il proprio corpo,la propria identità ed autostima.
L’anoressia, la bulimia e anche l’obesità sono patologie che riconoscono un rapporto conflittuale con la figura materna, sono considerate, infatti, anche patologie della separazione:madre e figlia hanno difficoltà nel costruire un’identità separata in quanto donne e quindi tendono a rimanere fissate nella posizione di madre-figlia, e dunque non accettazione di se stessa.
La ragazza cerca di tutto pur di assomigliare alla madre, per piacere agli uomini, la bambina quando entra in competizione con la madre all’età di 5 anni, cerca di essere coccolona nei confronti del padre, ritenendolo il suo fidanzato,il marito, gioca a truccarsi, indossa gli abiti della madre sfilando davanti al padre per avere la sua ammirazione ma anche per sentirsi attratta e desiderata, diventa gelosa quando il padre bacia e abbraccia la moglie davanti a lei;la bambina sa di non poter assomigliare alla madre e sa di non poter avere le stesse attenzioni, specie quando poi a seguito dell’amore nasce una sorellina o fratellino ,quindi si arrende, ma questo voler essere come lei si ripresenta durante l’adolescenza.
La persona anoressica è una personalità metodica, ordinata, capace di organizzare e gestire le situazioni,lavora brillantemente,ha tutto sotto controllo, come il suo corpo e la fame anche se fondamentalmente ha fame.
Mi fa pensare ad una persona che è stata controllata prevalentemente durante la fase anale, troppi comandi, troppe pressioni, tanto che si è venuta a formare per l’appunto una personalità determinata ma non soddisfatta, alla ricerca di eventi grandi, di fama.
Fame di relazioni, affetti, di emozioni,ma pur avendo fame, rigiuta.Rifiuta il cibo, le relazioni.E’ una personalità solitaria, riservata,ma che non si accetta, che pretende da se stessa, anche fisicamente, volendo raggiungere l’eccessiva magrezza, vista sempre come grassezza.
La persona anoressica vive nell’illusione che cambiando il proprio corpo,possa cambiare la sua vita.La sua sofferenza, la sua non accettazione,parla con il corpo,cerca il suo equilibrio nel controllo illusorio cibo-corpo-peso.
La malnutrizione causa danni all’apparato digerente, ai denti,non solo comporta l’amenorrea ovvero il blocco del ciclo mestruale che se permane per anni può causare anche la decalcificazione ossea “osteoporosi”.

La bulimia a differenza dell’anoressia associata al voler essere come la amdre per piacere,viene considerata come conseguenza del rapporto conflittuale con il padre.
Il non essere capita, ascoltata, desiderata dal padre, porta la ragazza ad avere difficoltà ad essere desiderata dai ragazzi,perchè non attrae, il suo corpo non piace.
La ragazza può anche avere difficoltà nel relazionarsi con l’altro sesso, entrando in competizione.
E’ dotata di una personalità viva, estroversa,ma con un’allegria apparente,triste, nasconde i suoi disagi, sa nasconderli, colmando per l’appunto i suoi vuoti, le sue preoccupazioni, un amore fallito,la mancanza di coccole, con cibo, tanto cibo, per poi autoprovocarsi il vomito, autolesionandosi, facendosi del male.
La bulimica non si accetta, non sa accettare determinate situazioni, quindi le colma per sentirsi soddisfatta e le svuota,quasi come se le sue emozioni fossero connesse a sensi di colpa.
Se persiste nel tempo,la sua autostima può essere bassa;da punto di vista organico la tecnica dell’autovomito può provocare danni all’apparato digerente, all’esofago, ai denti ed agli stessi capelli.Spesso se li strappa.
Diverse ricerche hanno riscontrato che molto spesso dietro l’anoressia e la bulimia si nascondono altre patologie psichiatriche e dipendenze patologiche
Nel momento in cui sia l’anoressia che la bulimia eccedono nei sintomi possono insorgere gravi danni se non anche la morte.
Da punto di vista trattamentale,oltre al ricovero, spesso necessario per garantire alla persona di risanare una condizione fisica compromessa, viene cosigliato il percorso psicoterapeutico.
Specialisti nel settore concentrandosi sulle cause del danno, offrono ascolto,dialogo al paziente, tanto da fargli parlare del conflitto con il suo corpo, riconoscendolo.
Alla psicoterapia viene aggiunto l’approccio comportamentale, rieducativo, alimentare, che si occupano per l’appunto dell’educazione alimentare e della cura del corpo”volersi bene”.
In tutto ciò, il supporto dei familiari e degli amici è fondamentalissimo:devono infatti offrire ascolto,un ascolto che non sia giudicante, ma occorre rispettare i tempi di chi soffre,senza accanirsi a fare sollecitazioni sull’alimentazione.
Ma spesso, gli stessi genitori fulcro di malessere e di benessere dei propri figli, non sono consapevoli dei disagi dei propri figli;la bulimia e l’anoressia sono malattie che creano disorientamento e dolore all’interno delle famiglie, se non anche sensi di colpa.
Pertanto occorre un percorso che possa prendere in carico l’intera famiglia,per ottenere e ridare un riequilibrio delle dinamiche familiari.

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.