Droga . Tolleranza zero – Dott.ssa Donatella Maisano

Tale legge , voluta fortemente dal leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini, ha portato ad una serie di polemiche e scontri sia con i partiti dell’opposizione di allora sia con le parti sociali che si occupano di tali problematiche. E sono proprio gli attori che lavorano in questo contesto ad esprimere le proprie perplessità, la rabbia e la rassegnazione per essere interpellati e di riuscire a parlare sempre meno delle complesse problematiche connesse a tale fenomeno, senza dover fare i conti con una continua cultura dell’emergenzialità e dell’allarme sociale di ispirazione massmediologica.
Ma vediamo brevemente in che modo la nuova normativa è cambiata.
La legge ha introdotto grandi novità nella gestione di questo fenomeno sociale con forti ripercussioni tra i consumatori, come l’abolizione d’ogni sorta di distinzione tra droghe pesanti e leggere, come per dire che se ti fai una “pera” o uno “spinello”non c’è differenza.Questo è in sintesi il contenuto di un’apposita tabella che equipara le due sostanze.
Si passa così alla tolleranza zero, perché per effetto di questa legge rischia da 6 a 20 anni di reclusione e una multa da 26.000 a 260.000 euro chiunque “coltiva , produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti o psicotrope di cui alla tabella I prevista dall’articolo 14”.
Stesse pene saranno commutate a chiunque detiene o acquista droga in quantità superiore ai limiti previsti dalla tabella. Se la quantità rintracciata sarà modica si avrà una sanzione amministrativa o la reclusione da 1 a 6 anni, tramutabile, se ce ne sono i requisiti, a un ricovero in comunità fino a due anni. Altre restrizioni previste per i consumatori sono: l’obbligo di rientrare a casa dopo una certa ora, al divieto di frequentare determinati locali, l’obbligo di firma in questura, e di non abbandonare il comune di residenza.
Intanto tra i contrari a questa legge c’è un vivo dibattito che vuole portare alla luce le incoerenze di questo decreto. Molti gli incontri che si sono tenuti e che ancora si tengono per discutere e trovare delle soluzioni alternative a questa normativa. Le stesse comunità di recupero si sono dette fortemente scettiche circa l’utilità di questa legge, i centri terapeutici sono preoccupati per l’enorme sovraffollamento che le loro strutture riceveranno, affermando che ciò potrebbe ledere il programma di recupero di chi, ne ha realmente bisogno. I due terzi delle 60 mila persone che ogni anno vengono segnalate alle prefetture per possesso di sostanze stupefacenti, rischiano di vedere trasformata la semplice segnalazione in un reato penale gravissimo con pene da 6 a 20 anni. Il nostro paese sembra incapace di comprendere quanto i problemi e le storie connesse al tema dell’uso, dell’abuso e alla dipendenza da droghe siano sempre più racconti del quotidiano, della vita di moltissimi giovani e non solo. Storie difficili, ripetute e tragiche per non pochi, nei quali la dipendenza da sostanze stupefacenti è diventata dramma del vivere, illegalità e marginalità sociale. Accanto a queste, però, esistono molte più storie del quotidiano vivere, come il divertirsi, lo sperimentare e lo stare insieme “normale” di molti giovani, dove il consumo di sostanze è estremamente diffuso in contesti ad ambiti diversissimi, anche se con coinvolgimenti e problematicità molto diverse.
Cose che, a quanto sembra, i nostri parlamentari conoscono bene visto che secondo il programma di Italia1, “Le Iene”, il test da loro condotto ha rivelato che 16 parlamentari sui 50 del campione analizzato avevano fatto uso di sostanze stupefacenti nel ultime 36ore: di questi, 12 avevano assunto cannabis e quattro cocaina.
E’ quindi che fare con la nuova legge se chi “predica bene razzola male”?

Queste sono le quantità previste dalla nuova normativa:
500 milligrammi di cannabis; 750 milligrammi di cocaina; 250 milligrammi di eroina; 750 milligrammi di MDMA (ecstasy); 500 milligrammi amfetamina; 150 microgrammi di Lsd.
Oltre questo limite scatteranno le sanzioni penali per spaccio (senza distinzione fra le sostanze, con pene da 6 a 20 anni).

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.