LA CULTURA INFANTILE NEI ROMANZI DELLA SERIE HARRY POTTER – Dott.ssa Daniela Campoli

Quest’ultima, presenta il mondo della stregoneria in una luce positiva. Alcuni critici dicono che i libri hanno dei difetti ma sono una fantasia sostanzialmente innocua che va incontro a un’esigenza reale, mentre altri li criticano come un ulteriore passo verso la degenerazione della cultura. Ma in ogni caso sono libri che vanno scrutati perché destinati ad avere un’influenza notevole sui pensieri e sulle percezioni della generazione a venire. I quattro romanzi pubblicati finora sono così ricchi di personaggi e intrecci minori che sarebbe impossibile descriverli tutti in un solo articolo .Nel primo volume, Harry Potter e la Pietra filosofale, al lettore viene presentato il mondo della stregoneria. Il protagonista, Harry, occupa un ruolo cardine nella lotta fra il bene e il male, così come vengono definiti all’interno dei romanzi.
La storia comincia con l’omicidio dei genitori di Harry, una strega e uno stregone che vengono distrutti da un altro stregone, di nome Voldemort, capo di tutti quei maghi che si sono spinti troppo in là nella pratica delle “Arti oscure”, i quali rappresentano cioè il lato cattivo della stregoneria. Il piccolo Harry sopravvive a questo attacco per un motivo non chiaro e Voldemort è costretto a fuggire con i suoi poteri molto ridotti. Veniamo a sapere più avanti che è stato l’amore sacrificale della madre di Harry per il suo bambino a riuscire in qualche modo a deflettere le maledizioni di Voldemort su di se stesso, col risultato che Voldemort è ridotto a un’ombra a malapena umana di quello che era prima. Harry viene salvato dalle streghe e dai maghi che lo portano in un sobborgo di Londra perché venga allevato dai suoi zii, i Signori Dursley. I Dursley, la zia Petunia e lo zio Vernon, sono dei «Babbani» – il nome usato dai maghi per riferirsi agli esseri umani che non hanno poteri magici. Coppia totalmente spregevole, i Dursely sono degli sputasentenze, pieni di sé, malevoli verso qualunque cosa sappia di magia, e inflessibilmente crudeli con Harry, il quale non sa nulla del suo passato.
Nel giorno del suo undicesimo compleanno, Harry incontra il mezzogigante Hagrid che lo invita ad andare a studiare alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, dove si insegna l’arte delle magia…
Harry comincia a scoprire che ha dei poteri misteriosi. Incontra presto streghe e maghi che vessano i Dursley con la magia per ottenere che mandino Harry a Hogwarts. Li Harry incontra il preside, il Professor Dumbledore, che è anche il capo ufficioso dei maghi buoni del mondo. Giunto alla Hogwarts, Harry fa amicizia con i compagni Ron e Hermione, e insieme il trio avrà molte avventure nel corso dei quattro romanzi scritti finora.
Nel primo romanzo Harry capisce che il Signore delle Tenebre – Voldemort stesso – sta cercando di riprendersi i suoi antichi poteri magici per poter dominare il mondo. Uno dei professori di Hogwarts, un mago di nome Quirrel, è segretamente al servizio di Voldemort e per aiutarlo vorrebbe rubare la Pietra filosofale (che contiene l’elisir di lunga vita) attualmente al sicuro nelle mani di Dumbledore, e svuotare di vita Harry per restaurare i poteri di Voldemort. Se ci riuscisse, Voldemort ucciderebbe Harry, che è l’unico che abbia mai resistito alla sua maledizione omicida. Nel tentativo, Voldemort possiede Quirrel e attira Harry ad un confronto dove cerca di afferrare la pietra e uccidere il ragazzo. Ma il potere latente che è in Harry è troppo forte per lui; Voldemort fugge e Harry crolla, rimanendo privo di sensi per tre giorni.
La serie della Rowling è arguta, divertente, fa pensare, espande l’immaginazione del bambino e mantiene perfino una certa morale. Inoltre, ella è riuscita a introdurre la generazione dei giovani d’oggi, drogati dal computer, al mondo della lettura.
Ed è tutto vero. I racconti sono pieni di delizie dell’immaginazione che incanteranno quasi tutti i lettori. Le pedine degli scacchi discutono con i giocatori sulle mosse da fare; abbondano i giocattoli e i congegni, le bestie mitologiche corrono avanti e indietro dalle scene; i gufi consegnano la posta; un gigante amorevole cova uova di drago e alleva nuove specie di creature; gli elfi sono servitori rispettosi; dei fantasmi sarcastici fanno degli scherzi; e naturalmente c’è il gioco del Quidditch – una combinazione del rugby, basketball e polo che si gioca volando sulle scope.
Il mondo stregonesco della Rowling, gnostico nella sostanza e nella pratica, neutralizza il sacro e lo mette da parte, normalizzando ciò che nella vita reale è invece profondamente anormale e distruttivo.
La Rowling contrappone l’uso buono dei poteri occulti contro il loro uso cattivo, impartendo così alla sua sotto-creazione una parvenza di moralità, l’effetto cumulativo che ne deriva è quello di distorcere la nostra comprensione delle linee di demarcazione che intercorrono fra il bene e il male.
La magia è un tentativo di oltrepassare i limiti sia della natura umana che dell’autorità di Dio, per ottenere il potere sulla creazione materiale e sulla volontà degli altri, attraverso la manipolazione del sovrannaturale.
La magia è una questione di controllo. E’ un rifiuto sostanziale dell’ordine divino della creazione. Il Catechismo della Chiesa cattolica chiama la divinazione e la magia delle forme di idolatria.
Oggi i temi occulti fanno parte della cultura generale, per cui se da una parte la serie Potter viene contrapposta a un crescente cumulo di materiale di stampo chiaramente diabolico, dall’altra si confronta con un’ondata di materiale culturale che ridefinisce il bene e il male in modi ancora più subdoli. Cosi, al confronto, Harry Potter ci appare più sano, perché fa parte delle tante cose che sono state più o meno normalizzate intorno a noi.
Come avverte Postman lo strano e il disordinato non ci colpiscono più in quanto tali. La nostra società è satura della falsa nozione che un male minore (in questo caso la magia buona) è preferibile al grande male del satanismo – e questo messaggio è ulteriormente rafforzato dal fatto che il libro condanna i comportamenti diabolici estremisti.
Nel campo della cultura, i bambini dipendono dagli adulti perché non hanno l’età e l’esperienza necessari per fare discernimento. Sono in uno stato di formazione, assorbono delle impressioni sulla natura della realtà a un livello di base. Poche cose nella vita hanno il potere di definire la realtà – di definire il bene e il male – quanto la cultura in cui uno si trova immerso. Nel caso della serie Harry Potter, molti hanno trovato difficile fare discernimento perché questi racconti sembrano a prima vista rigettare il male, dissociando la magia dal diabolico. Ma nel mondo reale la magia e il diabolico sono sempre associati. Allora dobbiamo chiederci se possono veramente essere separati senza che se ne abbiano delle conseguenze negative. Se la magia è presentata come buona o come moralmente neutra, non c’è il rischio che nel momento in cui un giovane incontra l’opportunità di esplorare il mondo della vera magia, sarà meno capace di resistere alle sue lusinghe? Naturalmente, i bambini non sono così ingenui da pensare di poter avere i poteri e le avventure di Harry. Sanno bene che il racconto è inventato. Ma a livello inconscio assorbono il racconto come fosse un’esperienza e questa esperienza dice loro che i misteri proibiti possono essere molto gratificanti.
A lungo andare, quali effetti avranno gli eroi e le eroine della fiction sulla capacità della mente di distinguere il vero dal falso?
A prescindere da quanti bambini siano spinti ad avventurarsi nell’occulto dopo aver letto la serie Harry Potter, i libri sono destinati ad avere un effetto forte sulla maggior parte dei lettori nel senso che i pedagogisti chiamano propedeutico: quello di preparare il terreno per gli sviluppi successivi. Se la guardia naturale e spirituale è stata abbassata nella mente del bambino, se il suo concetto di moralità è stato sviato e l’autorità minata, quali altri tipi di interessi e attività disordinati seguiranno quando farà le sue scelte più avanti nella vita? Questa non è più una domanda teorica. Una recente ricerca su Internet per contare i riferimenti a Harry Potter ha rilevato oltre mezzo milione di documenti.
Le ricerche selettive hanno dato oltre cento siti web ad alto profilo dedicati alla serie, molti dei quali offrono links a siti che trattano l’occultismo avanzato sotto titoli come “Imparate altre cose sui segreti dell’occulto” o “Come diventare una strega”. In un’intervista concessa a «Newsweek», un portavoce della «Federazione Pagana» in Inghilterra ha detto che riceve in media 100 richieste al mese da giovani che vogliono diventare streghe e maghi -un fenomeno senza precedenti che attribuisce in parte ai libri Harry Potter. Un recente articolo del settimanale «Time» (17 dicembre 2000) parla di un’organizzazione del genere in Germania, inondata da un numero crescente di richieste simili che attribuisce al fattore Potter. La stessa Rowling si è detta sorpresa della quantità di posta che riceve da giovani lettori che le scrivono come se Hogwarts fosse vero, chiedendo come si fa ad iscriversi alla scuola per diventare dei maghi.

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.