Il gioco nel corso del tempo:”Fase evolutiva” ed i vari giocattoli – Dott.ssa Norma Audetto

S. Freud individua nel gioco due aspetti estremamente importanti: l’aspetto catartico ed il controllo della realtà.
Secondo l’aspetto catartico il bambino scarica su oggetti- simbolo le proprie ansie, le proprie insicurezze e paure, la propria aggressività, per lo più rivolte a persone o a cose dell’ambiente esterno. Lo scopo è quello di raggiungere una “distensione dell’Io” ed una padronanza dell’ambiente stesso, ripetendo, nel gioco, le situazioni angoscianti.
Nel bambino il confine tra realtà e rappresentazione è facilmente attraversabile: nel secondo, può manifestare con più facilità i propri desideri e le proprie tensioni e ritrovare maggiore sicurezza.
Per ciò che riguarda il secondo aspetto, il controllo della realtà, bisogna ricordare che nel gioco il bambino si muove in piena libertà e può agire, trasformare situazioni che, altrimenti, egli subirebbe passivamente, senza poterle controllare.
Anche il grande psicologo J. Piaget ha dedicato i suoi studi al gioco, individuando nell’attività ludica quello spazio che permette al bambino di assimilare l’esperienza ai propri schemi mentali, per prepararlo all’adattamento all’ambiente.
Da non dimenticare l’importanza della funzione socializzante del gioco: il bambino attraversa, da questo punto di vista, diverse fasi. Da una prima fase associativa, nella quale spartisce con gli altri i propri giocattoli ed oggetti, passa alla fase collaborativa, nella quale si realizza la divisione dei ruoli e la subordinazione dei propri desideri a quelli del gruppo.
Compare qui il gioco con le regole; l’egocentrismo, tipico del bambino, viene ridotto.
In pedagogia la parola giocattolo va intesa nel suo significato più ampio di “strumento del gioco”. Giocattolo, quindi, non è solo cio’ che viene acquistato nei negozi, ma è ogni oggetto che, in qualche modo, riesce ad attirare la curiosità del bambino e ad attivarne l’ ingegnosità e la creatività.
Ad esempio, va ricordato che il primo giocattolo del bambino molto piccolo è il suo corpo: egli gioca con i propri piedini, con le proprie mani, con la propria voce.
Il bambino, poi, scoprirà tanti giocattoli nel mondo che lo circonda: gli animali, i sassi colorati, la terra, i legnetti, le foglie, l’acqua, la neve ………
Quando gli adulti scelgono un giocattolo, devono cercare di aiutare il bambino a sviluppare tutto se stesso, e devono ricordare che i fanciulli amano costruire i propri giocattoli da soli, perchè in tal modo possono dimostrare la loro onnipotenza.
Per questo motivo i bambini apprezzano i cosiddetti “giochi di composizione” ed i “giochi di costruzione”, attraverso i quali acquisiscono il controllo dei propri movimenti. Inoltre, attraverso la distruzione e la ricostruzione (ripetizione dei gesti), loro conquistano maggiore sicurezza e controllo della realtà esterna.
E’ importante che un giocattolo sia adatto all’età del bambino cui è destinato, ma per età va intesa non tanto quella anagrafica, quanto quella corrispondente allo sviluppo fisico-psicologico; le misure di un giocattolo devono essere proporzionate a quelle dei bambini, che devono poterlo manipolare e “possedere” con sicurezza e padronanza.
I bambini tendono a preferire giocattoli di colore vivo, perchè attraggono maggiormente l’attenzione e stimolano la creatività. Nella prima infanzia vengono consigliati giocattoli monocromatici.
Gli adulti devono prestare molta attenzione alla possibile pericolosità del giocattolo: da evitare giochi troppo fragili o troppo piccoli, soprattutto per i bambini più piccini che correrebbero il rischio di inghiottirli.

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.