Il gioco come attività educativa-di curiosità -sportiva – Splendidamentefolle

Per il bambino, nella sua prima infanzia, il gioco rappresenta gran parte
dell’ambiente che lo circonda poichè egli riesce a trasformare ogni particolare
e i piccoli oggetti in gioco.Questo succede perchè i bambini sono caratterizzati
dal senso della curiosità che suscita in loro l’interesse di sperimentare
ed esplorare qualcosa che ancora non conoscono.
Il gioco è molto importante perchè attraverso di esso il piccolo trova una
certa famigliarità con la propria vita diventando poco a poco intraprendente
e disinvolto nel relazionarsi con gli altri.Quindi il gioco è una sorte
di attività educativa che guida il bambino ad indagare la realtà a lui sconosciuta.
Tra le tante cose che possono facilmente catturare l’attenzione del bambino
sono senza dubbio i colori.Di fatto egli ama spesso disegnare giocando con
le sfumature che rendono il foglio un arcobaleno.In tal modo il piccolo
sviluppa la sua capacità creativa ed artistica e come per le persone adulte
è importante tenere la penna ed il foglio in mano per scrivere anche per
il bambino è importante il disegno ed il colore attraverso i quali esprime
ciò che il suo linguaggio non è totalmente in grado di padroneggiare.Dunque
la fantasia e la creatività diventano uno strumento per divulgare il suo
pensiero.Quindi anche il gioco con il disegno e i colori può essere del
materiale sul quale si basa lo sviluppo delle conoscenza infantili.
Durante i primi tempi dell’infanzia il bambino si abitua
all’egocentrismo ed è naturale dato che i genitori provvedono immediatamente
ai sui bisogni quotidiani.Una volta cresciuto il piccolo impara gradualmente
ad inserirsi in un mondo più aperto nel quale si ritrova a far parte di
un gruppo.Tra i suoi coetanei impara a relazionarsi attraverso il gioco.In
questo caso si parla di gioco di società e di collettività grazie al quale
il bambino inizia a distaccarsi, anche per poco, dal suo egocentrismo iniziando
a capire cosa e quali sono le regole e le leggi della convivenza con gli
altri.Perciò attraverso i giochi colletivi riesce a comprendere che come
i suoi bisogni devono essere soddisfatti, anche gli altri bambini necessitano
di uguale attenzione.
Il gioco collettivo spesso si rincarna con i salti, le corse e gli affanni.Ecco
in cosa i bambini impiegano le loro energie.La carica e la forza che trasportano
dentro li spinge a rincorrersi, ad acchiapparsi, ad urlare gioiosamente,
a ridere e a scherzare, a divertirsi giocando con i propri amici.Questo
è importante poichè il corpo in movimento scarica la tensione e gran parte
della propria emotività.Il movimento, quindi, può aiutare a non lasciare
spazio più del dovuto alla noia ed alla pigrizia.Certe sensazioni negative
possono, nel futuro, nuocere alla formazione della personalità del bambino.Perciò
anche lo sport può essere un modo con il quale crescerlo sano psicologicamente
e fisicamente.
Praticare sport aiuta decisamente a sviluppare un certo senso di responsabilità
dato che crescendo il piccolo imparerà con l’appoggio genitoriale ad organizzare
i suoi tempi durante l’arco della giornata e cioè quando andare a scuola,
quando studiare, quando giocare all’interno della propria squadra o gruppo
e quando dedicare parte del tempo a se stessi.
I bambini giocano involontariamente anche con il pensiero.Basta leggere
loro una favola o una fiaba e scatta subito la scintilla dell’immaginazione
e della fantasia.Così si immergono in questi racconti lontani dalla realtà
in cui vivono e sognano di diventare amici dei folletti, delle fate, degli
gnomidi e altri personaggi sovranaturali.Sono viaggi che compiono con il
pensiero ed ecco che trovano un modo per giocare diverso dal solito in luoghi
pittoreschi e mai visti.
Come chiunque può notare il mondo del gioco è parecchio vasto e sarebbe
piacevole che anche i genitori imparassero a guardare il ricordo del bambino
che si nasconde in loro, ritornare in dietro nel tempo, cercare di capire
i propri fegli, guidarli nel loro cammino ricrescendo una seconda volta
con loro.

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.