Responsabilità dei genitori-responsabilità dei figli

Nel momento in cui i bambini sono educati ad avere un senso di responsabilità sociale, diventano responsabili mentre personalmente non lo sono affatto.
Quando invece i bambini vengono educati a sviluppare la responsabilità personale, diventano anche socialmente responsabili.
Perché i bambini possano essere educati al rispetto, alla responsabilità, alla sensibilità, devono vivere con adulti che siano in grado di salvaguardare la loro integrità personale, di intervenire quando i figli “collaborano” troppo. Molto spesso i conflitti tra figli e adulti, si sviluppano in modo distruttivo, perché nessuno vuole prendersi la responsabilità di se stessi, incolpandosi l’ uno l’ altro e spesso si ricorre alla forza fisica per adempiere alle responsabilità(a mio parere questo è un modo sbagliato, per quanto a volte sculaccioni e sberle facciano bene, si tratta sempre di una forma di violenza).
Sia i genitori che i figli hanno le loro responsabilità, gli uni nell’ educare, nel trasmettere valori, comportamenti, gli altri nel conoscersi e nel crescere. Cerco di spiegarmi meglio:i bambini devono prendere personalmente la responsabilità per tre aspetti:i sensi:cosa ha un buon sapore e no, se ha freddo o caldo, i sentimenti:la felicità, l’ amicizia, la rabbia, il desiderio, i loro bisogni: la fame, la sete, il sonno.
Un giorno saranno responsabili dei loro interessi, della loro educazione, dei gusti nel vestire. Ci sono invece genitori che nel prendere da soli le decisioni per i figli, non daranno mai loro la possibilità di diventare responsabili, si tratterà solo e sempre di una lotta per il potere. Ogni problema si riduce a una sola considerazione:chi prende le decisioni e chi deve subirle.
Se si vuole davvero salvaguardare l’ integrità dei genitori e dei figli, sviluppando l’ autostima, la responsabilità, è bene che si prendano in considerazione sia i genitori che i figli.
Prendere in considerazione un’ altra persona significa:non negarle il diritto di avere diritti, esperienze, sentimenti;considerare i bisogni dell’ altro, concentrarsi sull’ altra persona considerando le sue posizioni.
Un esempio:quando si è all’ ipermercato con la propria bambina, capita che stanca, chiede di andar via;abbiamo due modi in cui la madre potrebbe rispondere 1)”No, stai buona, bisogna aspettare la fila” o 2)”Lo so, sei stanca, ma vedi c’è gente. Oh guarda che bei cappellini lì sopra”.
La prima madre ignora i sentimenti e i bisogni della figlia, la seconda offre una distrazione, entrambe la invitano ad accettare il modo nel quale i genitori giudicano la realtà, senza dunque rispettare le sue esigenze e di conseguenza il suo essere responsabile;la bambina ha bisogno di uscire dall’ ipermercato perché è stanca, perché ha altre esigenze.
I bambini esprimono i loro bisogni , le loro sofferenze, i loro desideri, con un loro linguaggio per farsi capire.
Jesper Juul terapeuta familiare, afferma che:”i bambini sono competenti, in termini di comunicazione, dei loro limiti e delle loro necessità-anche se spesso hanno bisogno di aiuto per tradurle in frasi comprensibili. Ma pur se sanno esprimere le loro necessità e i loro limiti, non sempre sono in grado di difendersi dalle manipolazioni e violazioni degli adulti, perciò dipendono dalla capacità e dalla disponibilità di chi si prende cura di loro per riconoscere il diritto di prendersi le loro responsabilità personali .Occorre che gli adulti siano aperti, disponibili a riconoscere che persone diverse possono avere della stessa realtà sensazioni diverse.”
Ci sono casi in cui i genitori sono rispettosi nei confronti dei figli, altri non lo sono, tipo:il bambino che esclama di aver freddo,il padre rispettoso dirà:”Come mai?Mettiamo addosso qualcosa”-il padre non rispettoso:”Non dire stupidaggini, non fa freddo”. Questo è un modo per dire :”Sarebbe meglio se tu vedessi e pensassi come me” trascurando le competenze del bambino.
Non sono altro che risposte poco rispettose, che fanno sentire i bambini in torto, stupidi. In molte circostanze, lo scambio reciproco di opinioni è l’ unica forma di comunicazione, perché si possa sviluppare la responsabilità dei figli, mantenere le relazioni con i genitori, migliorare i sentimenti di unità familiare .Ogni altra forma di reazione risulta distruttiva, l’ istruzione di fatto, i giudizi, le indifferenze, portano i bambini ad essere controllati dall’ esterno, danneggiando lo sviluppo dell’ autostima e della responsabilità personale.
E’ un impegno che richiede spesso una sfida quotidiana, ma i genitori devono modificare il loro modo di vedere le cose, devono rendere più autentico il loro modo di essere per aiutare i propri figli nel praticare il senso di responsabilità.
A riguardo invece la responsabilità sociale, questa migliora la qualità della vita .I bambini di 3-4 anni la cominciano a sviluppare praticandola con i genitori e i fratelli.
Ci sono agenzie educative:famiglia e scuola che insistono sullo sviluppo della libertà, altre che giudicano la responsabilità sociale sulla base della sua capacità e disponibilità ad adattarsi alle regole ed a collaborare.
Per esempio è un vantaggio assegnare compiti domestici ai figli, facilitano il loro desiderio di aiutare e collaborare, ma bisogna anche rendersi conto che i compiti affidati, non sono necessariamente di aiuto per lo sviluppo del senso di responsabilità sociale.
Una cosa è voler aiutare il bambino a sviluppare la sua responsabilità, un’ altra è voler prevalere su essa ed un’ altra ancora è monopolizzare i bisogni sentimentali del bambino. Bisogna sempre trovare un giusto equilibrio.
Non dimentichiamo, inoltre, che ci sono situazioni, nelle quali i bambini sin dalla nascita si sentano responsabili del benessere dei genitori. I bambini si sentono colpevoli quando i genitori hanno problemi coniugali o personali, quando li trattano male o li trascurano. Sono bambini che maturano molto presto e le circostanze li portano a comportarsi come genitori dei loro genitori, reprimendo i propri;in situazioni in cui uno dei coniugi divorziati viene lasciato in una situazione critica, i figli possono essere anche competenti .Ci sono genitori che abusano della responsabilità e della disponibilità dei figli, caricando sulle loro spalle le proprie preoccupazioni .Ciò accade, spesso, in quelle famiglie dove si è incapaci di comunicarsi i problemi , anche in quelle apparentemente normali.
Molti figli iperresponsabili si sentono soli nell’ affrontare la responsabilità per l’ intera famiglia, lottano anche per la propria responsabilità .Il loro problema è quello di essere bambini.
Ma perché non dare loro la possibilità di esserlo, quando in effetti lo sono?
Lasciamo che i bambini facciano i bambini e che crescano responsabilmente, ma senza addossarsi la responsabilità degli adulti.
Vi aspetto sul forum per confrontarci su questo vasto argomento di notevole importanza .

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.