Il Bullismo femminile – Dott.ssa Emanuela Cimmino

E’ di giorni fa la notizia inerente l’episodio di bullismo attuato nella Roma per bene.
Le moventi tre ragazze , tre compagne di classe , tre componenti di un piccolo gruppo ,all’uscita di scuola decidono di aggredire una loro compagna solo perchè diversa da loro per il suo look , in particolar modo per il suo indossare scarpette di colore rosa.
A difenderla un’altra amica ferita.
Le moventi sono state sospese dalla direttrice della scuola e nei loro confronti sono state concesse misure amministrative quale: fare del volontariato presso i servizi sociali….

Il bullismo femminile fino a poco tempo fa era considerato come quella tipologia di bullismo indiretto , caratterizzato da episodi di esclusione e di aggressione verbale quale offese , minacce.
Ma ad oggi sembra che anche le ragazze usino la violenza , l’aggressività fisica , come espressione di predominanza , di superiorità , di emergenza.
E se prima la compagna cicciotella , o zita , veniva semplicemente derisa davanti a tutto l’istituto all’uscita , le si prendeva lo zaino tirando fuori i libri lanciandoli in aria indispettite per un compito non passato , o per un’interrogazione andata meglio della loro , oggi si sfogano , comunicano la loro rabbia , gelosia attraverso calci e pugni.
Non vale neppure più il discorso della femminilità come espressione della dolcezza , delle buone maniere , oggi la ragazza che emerge è colei che è simile al branco maschile , che è anch’ella componente di un branco , che urla , che veste alla moda , che si comporta come una donna che ha il potere di controllare eventi e persone più fragili , è colei-la ragazza bulla-che storce il naso vedendo passare la compagna che invece di andare a scuola con la gonna e le scarpe alte ,preferisce vestire comoda semmai usando i colori che più le si addicono.
Considerandola diversa e siccome la diversità non è intesa come ricchezza , come comunicazione , ma come esclusione , come inferiorità , è normale nella loro ottica di pensare , che le si dia una lezione di vita….umiliandola.
Il problema predominante , a mio parere , è la mancanza di dialogo , per quanto ci siano nelle scuole esperti che attraverso gli sportelli ascolto e/o progetti extrascolastici cercono di creare momenti di integrazione , ciò che manca è il dialogo in famiglia , il dialogo tra gli stessi compagni , la possibilità di conoscersi e rispettarsi.
Le ragazze della Roma per bene , saranno , forse , come una delle bulle presenti nel film :Caterina và in città , viziate , ricche , vanitose , per cui a loro tutto è concesso , anche aggredire chi è diversa da loro , decidere a loro piacimento quando la vittima possa essere amica o esclusa.
Che il periodo di messa alla prova presso i servizi sociali possa essere utile?
Lo si spera.

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.