Mahler e Bowbly : attaccamento e separazione

Come ogni processo intrapsichico anche questo rimane sempre attivo in ogni fase del ciclo vitale, arricchendosi via via con le nuove acquisizioni dello sviluppo individuale. Per la Mahler le principali conquiste di questo processo hanno luogo nel periodo che va dai quattro-cinque mesi di vita fino circa al trentesimo-trentaseiesimo mese che viene, infatti, denominato fase di separazioneindividuazione.Separazione e individuazione rappresentano due sviluppi complementari: la separazione consiste nell’emergenza del bambino da una fusione simbiotica con la madre el’individuazione consiste nella progressiva assunzione da parte del bambino delle propriecaratteristiche individuali. Questi processi evolutivi, pur avendo strette interconnessioni, nonsi sovrappongono e possono non andare di pari passo nel corso dello sviluppo. Ad esempio,uno sviluppo psicomotorio prematuro permette al bambino di allontanarsi fisicamente dallamadre precocemente senza che a ciò corrisponda una elaborazione mentale adeguata dellapropria separatezza individuale. All’inverso una madre iperprotettiva e onnipresente,ostacolando inconsciamente le tendenze innate del bambino all’individuazione, può ritardarenel proprio figlio la differenziazione ->Sé-altro. La Mahler desume la simbiosi-esperienza,vissuto base, dei primi mesi di vita del bambino, come condizione intrapsichica piuttosto checomportamentale: un aspetto, cioé, di vita primitiva cognitivo-affettiva in cui ladifferenziazione tra ->Sé e la madre non ha avuto luogo. Tale fase non richiedenecessariamente la presenza fisica e continua della madre, ma può essere basata susensazioni e immagini primitive dell’ “essere uno”, unità in cui é compresa l’esperienza dellecure materne. L’essere separato indica una conquista intrapsichica di un senso di separazionedalla madre e quindi dal mondo della realtà esterna. Il senso di separazione portagradualmente chiare rappresentazioni del ->Sé differenziate dalle rappresentazioni del mondooggettuale. Va da sé che la reale separazione fisica dalla madre contribuisce in misurarilevante alla sensazione del bambino di essere una persona separata. La primaconsapevolezza del bambino é relativa ad un senso di essere che é il primo passo verso losviluppo dell’ individualità. La fase della separazione-individuazione é decisiva per losviluppo dell’ ->Io e delle->relazioni oggettuali: la paura caratteristica di questa fase él’angoscia di separazione. All’interno del processo di separazione-individuazione la Mahlerdistingue quattro sottofasi:1) differenziazione :dai quattro-cinque mesi ai dodici mesi circa. L’attenzione del bambinodiviene attività percettiva rivolta all’ esterno ed il piccolo passa dalla passività dello stare inbraccio ai tentativi di sganciamento, di emergenza dalla simbiosi che aveva caratterizzato ilperiodo di vita precedente. Contemporaneamente si verifica ->l’angoscia dell’estraneoinsieme alla curiosità per quest’ultimo. Nei bambini in cui la simbiosi é stata ottimale ed éprevalsa un fiduciosa aspettativa, saranno dominanti gli elementi di stupore e curiosità versol’estraneo; al contrario nei bambini in cui la fiducia di base non si é sviluppata in modosoddisfacente, si può manifestare un’ angoscia dell’estraneo (più o meno accentuata) cheinterferisce col naturale comportamento esplorativo dei piccoli.2) sperimentazione: dai dieci mesi ai diciotto mesi circa. Periodo che si sovrappone alla sottofase di differenziazione caratterizzato dapprima da una sperimentazione precoce (il bambino può allontanarsi fisicamente dalla madre camminando carponi o barcollando, sempre cioè con un appoggio). Segue il periodo di sperimentazione vera e propria connotato,dal punto di vista fenomenologico, dalla deambulazione eretta. Si ha, quindi, un progressivo aumento dell’ interesse del bambino dalla madre agli oggetti inanimati, uno di questi oggetti può divenire un ->oggetto transizionale, ma comunque l’ interesse prevalente é per la madre che continua ad essere necessaria come punto stabile di riferimento per appagare il bisogno di rifornimento affettivo attraverso il contatto fisico. Il bambino, in questo periodo, ha uncrescente ->investimento narcisistico del proprio corpo e delle funzioni che va acquisendo,sperimenta gioiosamente l’ampliamento del suo mondo e la padronanza delle proprie capacitàautonome. Si affaccia, a tratti e con intensità variabile, nei bambini l’angoscia di separazionelegata alla minaccia di perdita oggettuale. 3) Riavvicinamento: dai quindici ai ventiquattro mesi ed oltre. Questo periodo écontraddistinto dalla ricerca deliberata e/o dal rifiuto deliberato di un contatto corporeointimo che simboleggiano il desiderio di riunione con l’ oggetto d’ amore ed insieme il timoredi esserne fagocitato. Caratteristico dei bambini di questa età é l’ uso della madre comeestensione di sé, quasi a negare la dolorosa scoperta di essere separati. Conquiste rilevantisono l’attività ludica e il linguaggio simbolico; l’individuazione procede molto rapidamente.Più generalmente si può notare un aumento dell’angoscia di separazione. Il desiderio difunzionare da solo può costituire una particolare minaccia per il bambino proprio nelmomentodello sviluppo in cui i suoi sentimenti e desideri sono poco differenziati da quellidella madre. Inoltre il desiderio di essere autonomo da lei, di separarsene, può anchesignificare, dal punto di vista emotivo, che la madre potrebbe desiderare di lasciarlo. E’l’amore della madre e la sua disponibilità affettiva all’ ambivalenza del bambino chesostengono il bambino nell’investimento della ->rappresentazione di Sé e consentono all’Ioautonomo infantile di raggiungere una capacità funzionale ideale nel momento in cuidecresce la fiducia nella propria onnipotenza magica. Contemporaneamente all’acquisizionedi competenze primarie e di capacità percettivo-cognitive si va ora determinando una semprepiù chiara differenziazione tra la rappresentazione psichica dell’oggetto e la rappresentazionedi Sé. Il bambino procede tra imitazione e identificazione con la madre, introiettando così ilsuo rapporto con lei, ma esprime anche opposizione in concomitanza di una più decisainclusione del padre nel proprio mondo relazionale e dell’ apporto di altre figure che amplianoil mondo dei suoi rapporti sociali.La Mahler sottolinea che in questa sottofase é possibile riconoscere una visibile differenza trai maschi e le femmine: i primi tendono a sganciarsi dalla madre e a funzionare positivamentenel mondo sempre più vasto; le seconde sembrano più coinvolte in presenza della madre erimangono più a lungo imbrigliate dagli aspetti ambivalenti del rapporto. L’ analistaamericana, in linea con Freud, collega questo diverso atteggiarsi alla scoperta delle differenzesessuali e alla ferita narcisistica della bambina causata dalla mancanza del fallo della qualeritiene responsabile la madre. Attualmente, a partire dagli anni sessanta, la differenza nellosviluppo maschile e femminile é stata a lungo sviscerata. Più generalmente si può dire chela ->identità di genere rafforza il legame madre-figlia consentendo una separazione menoagevole, laddove proprio la differenza sessuale dalla madre aumenta per il maschio lanecessità di una separazione vitale che gli consenta di abbandonare la identificazione con lamadre a vantaggio del rafforzamento della propria identità di genere maschile.4) Conquista di un’individualità definita e sufficientemente permanente e conseguimento diun grado relativo di costanza oggettuale contraddistinguono questa sottofase che occupatutto il terzo anno di vita del bambino e si protrae oltre. Si verifica una più organizzatastrutturazione dell’->Io e vi sono chiari segnali che l’interiorizzazione dei divieti parentali stadando luogo alla formazione del ->Super-Io. L’instaurarsi della costanza dell’ oggettoemotivo é strettamente dipendente dalla possibilità che il bambino ha avuto di interiorizzaregradualmente una immagine materna costante e investita positivamente. La costanza dell’oggetto emotivo dipenderà in primo luogo dalla conquista cognitiva della ->permanenzaoggettuale. La costanza dell’ oggetto emotivo non significa solo il mantenimento dellarappresentazione dell’oggetto d’amore assente, ma implica anche la possibilità d’integrazionedell’oggetto “buono” e “cattivo” in un’unica rappresentazione: ciò implica la fusione delle ->pulsioni aggressive con quelle ->libidiche sulla base di un fondamentale senso di fiducia edi sicurezza. Dal punto di vista fenomenologico si può osservare l’uso disinvoltodell’espressione verbale, una maggiore capacità infantile di giocare da solo senza la madre, emanifestazioni che consentono di constatare che il bambino, anche in assenza della madre, neconserva la rappresentazione e l’ immagine interna. Si sviluppa un certo senso del tempo apartire dalla comparsa e scomparsa della madre. Il gioco é più finalizzato, compaiono giochidi fantasia, ruoli, simulazioni; si attesta un grande bisogno di autonomia che insieme ad unmoderato negativismo contribuiscono alla formazione di un senso d’ identità personale. Lacapacità di fare un esame di realtà si attesta. Permangono, tuttavia, nel bambino nel corso delterzo anno complicati processi conflittuali che rendono la costanza oggettuale una conquistafluida e reversibile. La Mahler sottolinea, infatti, che il consolidamento dell’ individualità e lacostanza dell’ oggetto emotivo sono entrambe minacciate dai problemi connessi al controllosfinterico e dalla consapevolezza delle differenze anatomiche sessuali, grave feritanarcisistica per la bambina e grande pericolo per l’ integrità corporea del maschio.Sebbene nella teoria psicoanalitica la separazione madre-bambino sia universalmentericonosciuta come un importante cardine della costruzione dell’ identità individuale, un altroautore che evidenzia, in modo originale, l’importanza del processo di separazione qualefattore fondante lo sviluppo e la crescita dell’ individuo é il pediatra psicoanalista ingleseD.W. Winnicott. Egli, come la Mahler e come J. Bowlby, sottolinea la continuità psicologicatra i due termini della cellula madre-bambino: l’assunto comune, pur nella diversità dellerelative impostazioni teoriche, é che le prime manifestazioni psichiche vadano lette a partiredalla realtà della diade madre-bambino. Per questi autori la naturale tendenza all’individuazione si combina con l’attitudine innata ad interagire con la realtà ambientale inmodo adattivo (Mahler e Bowlby) o creativo (Winnicott) e questa interazione é uno degliobiettivi dello sviluppo stesso. Winnicott, nella sua teoria, mostra che nello sviluppo normalel’infante vive nello stadio di dipendenza assoluta, di non integrazione, d’ indifferenziazioneprimaria con la madre(ambiente) che non viene percepita come esterna, ma come parte di séindistinta, in un vissuto esperenziale di ->onnipotenza magica, di ->narcisismo primario. Apoco a poco si avvicendano gli stadi iniziali dell'”Io sono”: la madre normalmente devotainserisce nella relazione con l’infante, una graduale frustrazione (una dilazione tra il bisognodel piccolo e il suo soddisfacimento) che gli permette di incominciare a riconoscere il me dalnon-me. In questo stadio di dipendenza relativa l’infante incomincia ad essere consapevole diaver bisogno dei vari aspetti delle cure materne e può metterli meglio in relazione allapulsione personale. Nello stadio che Winnicott chiama “verso l’indipendenza”, l’ infantesviluppa i mezzi per fare a meno delle cure reali grazie alla capacità di conservare i ricordi diqueste cure, alla ->proiezione dei bisogni personali e ->l’introiezione dei vari aspetti dellecure, con lo sviluppo della fiducia nell’ ambiente. In questo stadio si aggiunge l’elementodella comprensione intellettuale con le sue implicazioni. Quando questo stadio separativo éstato raggiunto occorre un progresso ulteriore perché esso s’instauri in modo stabile in quantoall’ inizio esso si alterna spesso con lo stadio più primitivo in cui tutto é fuso o comunque ivari elementi di sé e dell’ ambiente non sono stati adeguatamente separati l’uno dall’altro.L’inizio dell’individuo -argomenta Winnicott- é rintracciabile in quel momento preciso,diverso nella vita di ogni bambino, in cui il piccolo é divenuto consapevole della propriaesistenza autonoma e di una sorta d’identità. A questi cambiamenti propri delle vicende dellosviluppo si associa la capacità del singolo bambino di ammettere gradualmente il fatto chementre la realtà psichica interiore resta personale, benché arricchita dalla percezione dell’ambiente, nondimeno esiste un ambiente e un mondo esterno che può dirsi reale. Il contrastotra questi due poli -realtà interna e realtà esterna- é facilitato al bambino dallo adattamentodelle figure che si prendono cura di lui nella prima e nella seconda infanzia, così che ilbambino può, alla fine, accettare il ->principio di realtà e trarne beneficio. La fonte di questosviluppo é il processo maturativo congenito dello individuo facilitato dall’ambiente.Winnicott elabora una originale teoria per sottolineare che l’ indipendenza che l’individuoraggiunge non é mai assoluta e che la separazione é un processo che dura tutta la vitaumana con spazi potenziali creativi (->area transizionale) che ripristinano uno stato mentaledi illusione fusionale e onnipotente primaria, benché la individuazione sia stata raggiunta.John Bowlby propone un approccio interdisciplinare per la comprensione del rapporto madrebambinoe sulla sua incidenza nello sviluppo psico-fisiologico e sociale dell’ individuo. Ilpunto nodale del suo pensiero é il concetto di attaccamento come comportamento istintualeche caratterizza l’essere umano durante tutta la vita. L’ attaccamento é qualunque formadi comportamento che porta una persona al raggiungimento e al mantenimento di vicinanzacon un altro individuo differenziato e preferito, considerato come più forte ed esperto. Lamadre é per il piccolo la prima figura di attaccamento e le modalità di separazione da leifanno il discrimine tra uno sviluppo normale o patologico. Un normale attaccamentoprefigura una persona che sa aiutarsi, ma anche chiedere e dare aiuto, che ha una buonaimmagine di sé e fiducia negli altri. Lo sviluppo di tale immagine di sé e di un modofiducioso di rapportarsi agli altri viene alterato se nell’ infanzia il bambino ha subitoabbandoni lunghi o troppo frequenti, se é rimasto privato di uno o di entrambi i genitori, se éstato ospedalizzato senza ricevere le necessarie cure psico-affettive, se ha subito minacceripetute di essere abbandonato. La presenza o l’ assenza fisica e/o mentale della figuramaterna é, quindi, in se stessa una condizione della massima importanza nel determinare lostato emotivo di un bambino e le vicende separative costituiscono la base di un sano sviluppoindividuale.Bibliografia essenziale:Bowlby J.(1980) Attaccamento e perdita, 3 voll. Bollati Boringhieri,Torino,1989.Mahler M. e al.(1975): La nascita psicologica del bambino, Boringhieri, Torino, 1978.Winnicott D.W. (1965): Sviluppo affettivo e ambiente , Armando, Roma,1970.

Stampa

Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.