Il ritardo linguistico nell’età evolutiva

Problema all’udito:

La sordità parziale o totale è una delle più comuni cause sottostanti ad un ritardo nell’apprendimento del linguaggio; il bambino che non riesce a sentire bene va incontro ad una serie di difficoltà, non percepisce i suoni della vita quotidiana che normalmente stimolano la sua attenzione , non riceve nessun feedback dalle proprie parole perché non è in grado di udire il suono della propria voce.
Un bambino sordo inizia ad emettere i primi suoni alla stessa età di tutti gli altri bambini , ma la mancanza di segnali di ritorno compromette la stimolazione e l’ampliamento delle sue vocalizzazioni; inoltre non intende i discorsi degli altri e dunque ha difficoltà di interazione il che suscita senso di isolamento.
Il bambino che non vive esperienze linguistiche inizia a parlare più tardi , è lento nell’esprimersi e ha difficoltà nel cogliere il significato delle parole.
-un bambino con difficoltà uditive non risponde alla voce di chi chiama , non mostra reazione sia nel girare la testa verso chi parla sia modificando il comportamento
-non è in grado di anticipare l’arrivo di una persona dal rumore dei passi o dal suono della porta che si apre , e quindi è spaventato dall’apparizione improvvisa di un’altra persona
-diminuisce dopo i sei mesi le sue vocalizzazioni , un bambino con udito normale invece le aumenta
-non risponde a fonti di suoni ne è in grado di localizzarle
-si volta sempre dalla stessa parte utilizzando lo stesso orecchio.
Con la crescita l’identificazione del problema uditivo diventa più facile , se si aiuta il bambino a continuare a partecipare alla vita familiare nello stesso modo in cui partecipano gli altri.
Deve dunque ricevere le stesse opportunità di indipendenza e fiducia in se stesso , stimolandolo attraverso:

-giocattoli: esempio un sonaglino a colori sgargianti capace di trasmettere al bambino le sue vibrazioni; una scatola armonica verso i sei mesi può esercitare un grosso fascino sul bambino aiutandolo a percepire tempo e ritmo.Verso la fine del primo anno sono utili suoni che emettono suoni diversi,esempio il cucù che incoraggia il bambino a localizzare i vari rumori
-protesi acustiche: ottengono un’amplificazione sonora potente e sofistificata
-conversazioni significative : parlare al bambino con scopo ben preciso , educatori , maestri ed in primis genitori devono sforzarsi a capire cosa vuole il bambino , il fallimento comunicativo aumenta la rabbia e la sua frustrazione
-dialoghi ben precisi: non bisogna obbligare il bambino a ripetere ciò che gli adulti hanno detto , ma occorre che siano stesso gli adulti a farlo.Se dimostra di voler avere un succo di frutta , gli adulti gli chiederanno :vuoi un succo di frutta?In questo senso il bambino avrà modo di sentire e di imparare le parole adatte
-dialoghi maturi : evitare dialoghi troppo infantili
-sensibilità: i bambini con disturbi uditivi e di linguaggio sono più soggetti a disturbi del comportamento perché il loro ostacolo principale è la comunicazione. Non bisogna dunque trascurare il suo sviluppo sociale ed emozionale.

Articolo scritto dalla redattrice Dott.ssa Emanuela Cimmino

Fonte : Richard Woolfson Mamme , papà e bimbi. Ed.le Comete

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.