“Il protocollo di riabilitazione cognitiva “Potenziamento Mnesico”

Struttura del protocollo sperimentale.

Il potenziamento mnesico è un intervento multidimensionale costituito da:
1.esercizi pratici volti ad allenare le abilità cognitive
2.intervento nella sfera emotiva e comportamentale-gestionale dell’anziano

Gli esercizi pratici sono:

•Esercizio di orientamento spaziale, temporale, personale: serie di quesiti relativi al paziente e a ciò che lo circonda.
•Esercizio di attenzione: prova della capacità di mantenimento dell’attenzione.
•Esercizi di memoria a breve termine uditivo-verbale: ripetizione seriale anche con distrattori di parole.
•Esercizio di memoria di lavoro: esecuzione di brevi compiti attraverso l’utilizzo di figure geometriche.
•Esercizio di memoria a breve termine visuo-spaziale: allenamento dell’abilita’ di rievocazione di brevi serie di oggetti o riconoscimento di differenze tra immagini.
•Esercizio di memoria di prosa: rievocazione di brevi racconti proposti dall’operatore.
•Esercizio di memoria semantica: riconoscimento di oggetti e del loro utilizzo.
•Esercizio di memoria procedurale: spiegazione di azioni complesse della vita quotidiana.
•Esercizio di pianificazione: ricostruzione di una giornata tipo del paziente.
•Esercizio di memoria episodica-autobiografica: rievocazione di fatti del passato remoto o recente.
•Esercizio di riconoscimento: riconoscimento di immagini in una serie di prove.
•Esercizio di riattivazione prassica: si richiede al paziente di firmare il protocollo al termine della seduta e copia di figure geometriche.
Il “Potenziamento Mnesico” però vuole essere un intervento multidimensionale, cioè rivolto al contempo sia alla stimolazione delle abilità cognitive che al miglioramento dello stato emotivo e comportamentale-gestionale dell’anziano.

E’ fondamentale quindi :

•Stimolare e motivare l’anziano alla partecipazione per renderlo consapevole del suo ruolo attivo e determinante all’interno del contesto di trattamento.
•Costruire una relazione di scambio attivo e di collaborazione con l’operatore.
•Ri-mettere in gioco le proprie capacità cognitive (tutti gli ospiti hanno considerato il trattamento come un ritorno a scuola).
L’operatore, nel sottoporre gli esercizi all’anziano, si è posto come una figura collaborante e disponibile nei suoi confronti, rinforzando costantemente le risposte corrette e gli sforzi di ogni partecipante attraverso formule verbali, incitazioni, indicazioni sui miglioramenti registrati e, non per ultima, la consegna di una caramella. È importante, inoltre, fornire un feed-back ai soggetti sulle abilità raggiunte e migliorate.

Ricerca sperimentale

La presente ricerca sperimentale si e’ svolta seguendo un disegno non relazionato con un gruppo sperimentale e un gruppo di controllo.

Gli obiettivi sono:

•Stimolazione dei vari sistemi di memoria.
•Coinvolgimento delle funzioni cognitive collegate alla memoria come attenzione, prassia, riconoscimento, orientamento spaziale, temporale e personale.
•Verificare eventuali influenze della stimolazione cognitiva nella sfera emotiva e in quella comportamentale e gestionale dell’anziano (disturbi comportamentali e carico gestionale degli O.S.S.).
La ricerca si e’ interamente sviluppata all’interno della R.S.A. “Anni Sereni” (studio dell’educatrice professionale). Il luogo in cui si è svolto il trattamento ha permesso di garantire alcune condizioni fondamentali per una buona somministrazione: lo spazio ampio, luminoso, il più silenzioso possibile rispetto a rumori esterni e/o interni, arredato e decorato con colori sobri e soprattutto familiare, caratteristica che ha permesso di mettere a proprio agio i soggetti ed evitare fenomeni di disorientamento; il tavolo presentava solo gli strumenti e i materiali utili al trattamento. Gli operatori hanno sempre vestito il camice bianco, simbolo di riconoscimento del personale medico-infermieristico e di quello formato da Psicologa, Educatrice Professionale e Tirocinanti rispetto agli Operatori Socio-Sanitari. Tutti questi accorgimenti sono stati attuati in modo da eliminare il più possibile il fenomeno della distraibilità. Il programma del trattamento “Potenziamento Mnesico”, ma anche di tutte le altre attività, è stato sempre visibile per tutti gli Ospiti, Medici, Operatori Socio-Sanitari e personale della struttura attraverso manifesti posti in tutte le “vie” della R.S.A. e negli spazi comuni. Inoltre, i soggetti sperimentali potevano consultare quotidianamente il loro programma di attività perché posto sulla porta della loro stanza a caratteri ben visibili. I somministratori hanno cercato il più possibile di seguire giorni e orari indicati nel programma in modo da favorire l’orientamento degli anziani, ma anche per una migliore gestione interna della struttura.

La ricerca sperimentale ha previsto:

•Periodo di trattamento due mesi.
•Incontri individuali.
•Incontri della durata di circa 40 minuti.
•Quattro incontri la settimana.

Nella presente ricerca i somministratori sono educatrice professionale e tirocinante.
I soggetti partecipanti alla ricerca sperimentale sono stati scelti tra gli ospiti della R.S.A. che hanno soddisfatto:

Criteri di inclusione:

•Permanenza presso la R.S.A. da almeno un mese.
•Disponibilità alla partecipazione.
•Punteggio MMSE compreso tra 8 e 24.

Criteri di esclusione:

•Compromissione cognitiva dovuta a patologia non neurodegenerativa (deficit di attenzione, deficit di comprensione, afasia o altri disturbi del linguaggio, agnosia, aprassia).
•Comorbidità con patologie particolarmente dolorose.
•Gravi deficit sensoriali, patologie organiche invalidanti di gravità tale da non permettere l’esecuzione materiale degli esercizi, patologie psichiatriche (escluse le demenze).
•Partecipazione ad altri tipi di trattamento cognitivo, comportamentale o emotivo-relazionale.
Il campione e’ formato da 28 partecipanti suddivisi in 14 soggetti sperimentali e 14 soggetti di controllo.Gli anziani sono stati assegnati in modo casuale a gruppo sperimentale e gruppo di controllo.

Tutti i soggetti sono sottoposti a:

•Trattamento farmacologico individuale costante.
•Attività logopediche, fisioterapiche e attività ludico-ricreative quotidiane seguite da psicologa, educatrice professionale e dagli animatori.
All’inizio e al termine del trattamento i soggetti di gruppo sperimentale e gruppo di controllo sono stati sottoposti all’intera batteria testistica. La somministrazione dei test è stata svolta da psicologa e tirocinante.

Gli strumenti utilizzati sono:

•Mini-mental state examination (MMSE): test di screening e valutazione dell’efficienza cognitiva globale.
•Test di informazione, memoria e concentrazione (IMCT): indaga orientamento spaziale, temporale e personale del soggetto attraverso una serie di domande, prove di memoria e concentrazione.

•Digit span (avanti e indietro): test per la valutazione della memoria a breve termine verbale

•Test di corsi: test per la memoria a breve termine visuo-spaziale.
•Test di memoria di prosa: test per la memoria verbale immediata di un breve racconto.
•Geriatric depression scale-short form (GDS-SF): strumento per lo screening e la valutazione della depressione negli anziani.
•Neuropsichiatric inventory (NPI) e neuropsychiatric inventory caregiver distress scale (NPI-D): test per la valutazione di disturbi comportamentali e carico gestionale dei caregivers.

Valutazione dei risultati della ricerca sperimentale

Gruppo sperimentale e gruppo di controllo sono stati confrontati attraverso il Test di Levene allo scopo di ottenere un’analisi approfondita dell’omogeneità delle varianze. Entrambi i gruppi presentano omogeneità nella varianza con significatività ≥ 0.05: i gruppi provengono dalla stessa popolazione e sono quindi confrontabili.
Allo scopo di valutare l’effetto del “Potenziamento Mnesico” sui partecipanti alla ricerca sperimentale e’ stata eseguita un’analisi per campioni appaiati nel gruppo sperimentale e nel gruppo di controllo.
Dal test per campioni appaiati il MMSE risulta statisticamente significativo sia nel gruppo sperimentale che nel gruppo di controllo con significatività < 0.05. Ciò significa che:
1.Il gruppo sperimentale presenta un miglioramento statisticamente significativo dello stato cognitivo globale.
2.Il gruppo di controllo mostra, invece, un peggioramento dello stato cognitivo globale. È importante sottolineare come in questo gruppo si evidenzi la progressione del deterioramento cognitivo in assenza di alcun trattamento non farmacologico.
Dal test per campioni appaiati la scala GSD-SF risulta statisticamente significativa sia nel gruppo sperimentale che nel gruppo di controllo con significatività < 0.05. Ciò significa che:
1.Nel gruppo sperimentale si verifica un miglioramento dello stato emotivo riconducibile al trattamento ricevuto.
2.Nel gruppo di controllo, invece, si evidenzia un peggioramento dovuto all’assenza di alcun trattamento cognitivo e affettivo-relazionale.
Il test per campioni appaiati per NPI e NPI-D ha un risultato statisticamente significativo sia nel gruppo sperimentale che nel gruppo di controllo con significatività < 0.05. Ciò significa che:
1.Il gruppo sperimentale presenta un miglioramento nella sfera comportamentale-gestionale ottenuto grazie al “Potenziamento Mnesico”.
2.Nel gruppo di controllo, invece, si presenta un peggioramento dovuto all’assenza di alcun trattamento cognitivo e affettivo-relazionale.

Discussione dei risultati

Gli anziani del gruppo sperimentale mostrano progressi statisticamente significativi sia nel funzionamento cognitivo globale, sia nella funzione specifica della memoria. Il “Potenziamento Mnesico” costituisce uno strumento in grado di influire positivamente sul funzionamento cognitivo. Inoltre, l’effetto della stimolazione cognitiva si riscontra a livello emotivo, in quanto i soggetti mostrano un aumento del tono dell’umore, e a livello comportamentale mostrando, indirettamente, una diminuzione del carico gestionale degli O.S.S..
Inoltre l’aumento del tono dell’umore favorisce miglioramenti nei compiti cognitivi. L’instaurazione di un nuovo e buon rapporto, la collaborazione operatore-anziano e il ruolo attivo di quest’ultimo nelle attività svolte, ridonano allo stesso la possibilità di acquisire un ruolo sociale anche all’interno di una istituzione.
Lo studio dei risultati ottenuti dal gruppo non trattato sottolinea la progressione del deterioramento cognitivo. Si registrano:
•un abbassamento del livello delle prestazioni cognitive indagate;
•un aumento del livello di depressione;
•un incremento dei disturbi comportamentali e gestionali.

Conclusioni dello studio

La stimolazione cognitiva in pazienti anziani con deterioramento cognitivo o con probabile demenza è utile e i suoi effetti si allargano dalla sfera cognitiva a quella emotiva e a quella comportamentale e gestionale.
È prevedibile che un cambiamento in questo senso porti ad una migliore qualità della vita e probabilmente ad un recupero o creazione di un ruolo sociale, anche nel contesto di istituzionalizzazione.

Articolo scritto da :

Dott.ssa Valentina Busato, Educatrice Professionale, Pedagogista, Dottore in Psicologia Clinica e dell’Educazione, Anni Sereni, Scorzè, VE e Dott.ssa Monica Frioli, Dottore in Scienze Psicologiche Cognitive e Psicobiologiche

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.