LA DIDATTICA DEL SORRISO: insegnare divertendo

Immergerci dunque nella realtà dei nostri allievi per coinvolgerli nelle indispensabili analisi , attraverso il veicolo del sorriso e del gioco. I miei interventi su bambini ‘a rischio’ , su bambini appartenenti ad aree svantaggiate , che si esprimono utilizzando un codice ristretto , che presentano difficoltà di linguaggio o di letto-scrittura , ed in generale su tutti coloro che vedono la Scuola come un’istituzione poco seducente , sono sempre stati mirati a consentire l’approccio alla lingua , alle sue regole ed infinite possibilità , ad un apprendimento quanto più possibile motivato ed efficace , attraverso l’indispensabile ‘ divertissement’ : rime , suoni affini , allitterazioni , che utilizzo in didattica perchè l’espressività semantica venga percepita quale musicalità delle svariate voci ; letture e drammatizzazioni di fiabe aperte a più soluzioni(un metodo come lo sceno-test , applicato in diagnostica per lo studio della personalità) o di favole , per trarre consigli di comportamento(morale) ; veri e propri scioglilingua e giochi verbali , anche tratti dal mio testo di narrativa infantile Favole in fiore…fior di favole pubblicato nel 2002.

Ecco uno dei miei lavori , ispirato alla didattica del sorriso e non poteva chiamarsi diversamente , poiché opero in una scuola intestata al nostro mitico ‘principe della risata’ , ‘Antonio De Curtis’ di Melito.

La storia in rima , utile per il riconoscimento del digramma GL , è stata tradotta in spagnolo e tedesco.

L’abbaglio del coniglio(GL) (Favole in fiore,Ed.La Mongolfiera)
Il coniglio Biancolino,
con sua grande meraviglia ,
vide un dì nella boscaglia
un cespuglio pien di foglie
che era nato all’improvviso
e sembrava messo apposta
proprio lì in bella vista.
Preso allora dalla voglia
di mangiare qualche foglia
con un balzo fu sul posto
del cespuglio grosso grosso.
Lesto lesto il coniglietto
addentò in un solo istante
la sua foglia più invitante
ma ahimè di manovre
dovette farne tante
per cercare di staccarla dal
cespuglio: piglia piglia ,
cogli cogli , tira e molla ,
non riuscì proprio a sganciare
quella foglia.
Tentò poi con altre foglie ,
coi trifogli e quadrifogli
e successe un parapiglia ,
s’impigliò dentro il cespuglio
e fu allora che si accorse
dell’imbroglio , dell’abbaglio
dello sbaglio in cui era corso:
quel cespuglio tutto foglie
era fatto sol di paglia.
Il coniglio Biancolino,
quando uscì da quel garbuglio
con la paglia sulla testa ,
sulle ciglia e sopracciglia
somigliava , manco a dirlo,
più a un pagliaccio che a un coniglio.

Articolo i scritto ed inviato alla redazione dalla maestra M.Rosaria Longobardi

Fonte :

WWW.GIUGLIANODONNA.SPLINDER.COM

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.