“ EDUCABILITA’ NELL’ANZIANO ”

Un “invecchiamento di successo” sarà il risultato sinergico di quattro componenti:

1.sentirsi in buona salute (anche in presenza di malattie croniche ben compensate);
2.sentirsi a proprio agio (coltivare un atteggiamento positivo verso se stessi e gli altri);
3.avere rapporti familiari e sociali soddisfacenti;
4.condizioni ambientali favorevoli.

Per questa ragione è necessario favorire la prevenzione primaria dei danni dell’invecchiamento ed “imparare ad invecchiare bene” attraverso un “allenamento mentale mirato”. E’ stato dimostrato che, attività psico-educative mirate (informale: settimana enigmistica, puzzle etc. e formale: training di memoria standardizzato etc.) risultano essere un ottimo allenamento mentale.
Anni Sereni, infatti, si propone di attuare queste attività col fine di migliorare la qualità di vita degli Ospiti.

Come è già noto a tutti, gli anziani, col progredire dell’età vanno incontro a una serie di perdite quali:

Perdite Sociali: perdita di amici, di ruolo professionale etc..;
Perdite Affettive/Relazionali: quali i lutti, figli adulti e lontani etc..;
Perdite Motorie/Fisiche: quali la riduzione della vista, dell’udito, difficoltà di deambulazione etc…
etc..

Quindi utile risulta essere lo sprone da parte dei caregiver (familiari o da personale specializzato) a mantenere il più possibile la autonomia dell’anziano:

stimolandolo a mangiare e camminare da solo;
mantenendo vivi i suoi interessi e/o hobbies, relazioni sociali;
etc..

E’ importante nell’anziano con qualche deterioramento, cogliere le aree carenti (cognitive e/o affettive) ma anche quelle ancora sane o preservate e su tali basi intervenire al fine di migliorare le performance/abilità cognitive e, conseguentemente, la qualità di vita. Accade che la persona anziana inizia ad avere alcune dimenticanze nel “quotidiano” (il non ricordare dove ha posto il bastone, gli occhiali, le chiavi di casa etc..). Ecco che, un aspetto utile può essere quello di aiutarlo attraverso l’insegnamento di alcune “strategie compensative”.

Noi, ad esempio, nelle attività svolte all’interno del Centro Servizi Anni Sereni proponiamo tecniche di:

Stimolazione Cognitiva;
Stimolazione Affettivo-Relazionale.

Vediamo ora alcune tecniche di stimolazione cognitiva

IL MEMORY TRAINING PLUS

E’ un allenamento mentale che mira a:

supportare il declino della memoria (età correlata) attraverso l’insegnamento di strategie/allenamenti; compensatorie quali l’associazione, fluenza verbale, l’attenzione uditiva, visiva etc..;
Proviamo ora a fare un esercizio di attenzione uditiva.

La metodologia e tempi di applicazione

Si utilizzano incontri di piccolo gruppo (tre volte alla settimana per circa un mese) con il professionista durante i quali vengono proposti alcuni esercizi pratici o la compilazione di schede standardizzate create ad “hoc”.

TERAPIA DI ORIENTAMENTO ALLA REALTA’

Si tratta di una terapia atta a:

Rinforzare e consolidare le abilità ancora presenti nell’anziano;
Restituire alle persone disorientate, quei punti di riferimento spaziali, temporali e relazionali che mostrano di aver perduto, smarrito.
Il soggetto viene stimolato a servirsi di circuiti funzionali non più utilizzati ma non ancora deteriorati o a sviluppare strategie nuove o compensative.

Metodologia e tempi di applicazione

Incontri di gruppo due/tre volte alla settimana di circa un’ora, durante i quali
il professionista
l’orario della seduta
ed il luogo sono sempre i medesimi!

TECNICA DELLA REALTA’ VIRTUALE

La Tecnica della Realtà Virtuale viene utilizzata in molti campi terapeutici e riabilitativi:

noi l’abbiamo applicata a parecchi dei nostri Ospiti che presentavano deficit di memoria non troppo marcati.

La Realtà Virtuale consiste in:

3 esperienze acustiche alternate a 3 esperienze interattive
per 3 volte alla settimana per 3 mesi.

Le esperienze acustiche e virtuali riportano a dei contesti famigliari come:

la propria abitazione,
un parco con sentieri che conducono a mete differenti
percorsi stradali in una città moderna, sempre in un contesto piacevole

Le esperienze virtuali sono state create “ad hoc” per stimolare l’attenzione e l’interazione percettiva. Sia le esperienze acustiche che virtuali hanno specifiche basi sonore rilassanti. Abbiamo anche fatto particolare attenzione a creare situazioni che potessero gradualmente aumentare la complessità degli stimoli per arrivare ad una maggiore autonomia (per esempio ricordando i percorsi fatti ed il senso dell’orientamento).

I risultati della prima parte dello studio hanno evidenziato un miglioramento degli indici relativi al declino cognitivo nelle persone che hanno partecipato al trattamento.

Articolo scritto ed inviato alla redazione dalla Dott.ssa Valentina Busato

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.