Gioco ed apprendimento

La sfera quasi totalmente tralasciata è quella dell’apprendimento e della conoscenza, tutto perché si pensa che bambini così piccoli non possano apprendere e conoscere. Indubbiamente in questa diffusa conoscenza e credenza c’è una punta di verità, il bambino infatti consciamente non è in grado di apprendere, ma lo fa in maniera totalmente automatica, inconscia; è il suo cervello che assimila tutto. Sulla base di questo è assolutamente necessario che educatori, genitori e chiunque conosca dei genitori metta quanto detto alla base del loro rapporto con i piccoli con i quali si relazionano.
Come è possibile riportare tutto questo nella pratica, ovvero realizzare questo apprendimento involontario ma assolutamente irripetibile nella vita? Occorrono solo: TEMPO e AMORE.
C’è bisogno di tempo perché insegnare qualcosa a bambini così piccoli non è facile ed ha bisogno di tanto tempo ed assiduità.
Se siete genitori la prima mossa da fare è: Spegnere la TV!! Quella baby-sitter instancabile, gioia di tutti i genitori stanchi ed affaticati.
Dicendo questo non si sta chiedendo agli educatori, ai genitori o a coloro che gli stanno intorno di eliminare tutti i momenti dediti al loro riposo e dedicarli totalmente all’istruzione dell’allievo-figlio, bombardandolo continuamente!!!
Il tempo da dedicare è poco, organizzato, scandito e condito con abbondante pazienza e amore.

Primo momento: L’apprendimento avviane nel gioco, bisogna inserire l’apprendimento finalizzato all’interno del gioco, 7-10 minuti di “studio”, 10 minuti di gioco. Questo è per non stancare il bambino che potrebbe, nei primi momenti non essere d’accordo ad imparare o a realizzare questo apprendimento mascherato da gioco, non perdetevi d’animo; fermatevi, interrompete questo momento e riprendetelo dopo un tempo di gioco.

Secondo momento: decidere cosa insegnare; numeri, alfabeto, o addirittura una lingua straniera, tutto si può, dai 2 anni in poi!!

Terzo momento: scegliere gli strumenti per l’apprendimento e per il gioco. Per l’apprendimento tutto quello che occorre deve essere di grandi dimensioni e fatto di colori sgargianti (esempio: cartoncini con le lettere, con le parole in lingua straniera, con i numeri ecc).
Per il gioco in sé per sé i consigli e le direttive sono anche a prescindere dalla finalità dell’apprendimento. Bisogna sfatare un mito: i bambini non devono essere soffocati dai giocattoli, vi è mai capitato di regalare un gioco ad un bimbo e accorgervi dopo poco che preferisce giocare con gli scatoli del gioco piuttosto che con i giochi stessi??
Questo deve far pensare che non è tanto il tipo di gioco, ma l’uso che se ne può fare ad attirare il bambino.
Non “sfiacchitevi”, ora che il periodo dei regali incalza, non perdete tempo a cercare il gioco più bello, spendendo anche tantissimi soldi, ma applicatevi invece ad inventare, fantasticare, spiegare come usare un gioco, come usarlo per comunicare, relazionarsi e ammirare le capacità e le bellezze del proprio figlio o dell’allievo che si ha in custodia.

Consigli pratici (dal 1° al 3°anno di vita)

Oggetti/giochi MORBIDI: pupazzi, bambole, ma soprattutto marionette.
Le marionette sono delle fac-totum, stimolano il tatto, la vista, l’udito e la relazione con il genitore e/o educatore. Inventare storie, suoni, gesti, voci strane, facendo partecipare anche il pargolo, anche solo insegnandogli o facendogli provare a mantenere la marionetta nel modo giusto.
Ecco alcune nozioni che spero possano essere delle linee guida per i genitori, per gli educatori e anche per meglio utilizzare queste giornate di festa e riposo che si prospettano che attendono la maggioranza delle famiglie.
Tutto è fattibile, basta avere volontà e trovare il tempo.

Articolo scritto ed inviato alla redazione dalla Dott.ssa Maria Rosa Auriemma

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.