Ricerca effettuata dall’Eurispes nel 2005 sui giovani devianti

Per oltre la metà degli intervistati (54,6%) Napoli è poco sicura in relazione alla violenza giovanile, per oltre un terzo (35,7%) è per niente sicura, solo per il 7,4% è abbastanza sicura e per un irrisorio 0,4% è molto sicura.La diffusione tra minori e ragazzi, di comportamenti antisociali più o meno gravi viene quindi percepita da quasi tutti i cittadini come un’emergenza che determina un clima di forte insicurezza.
Secondo l’Eurispes il fenomeno del gangsterismo metropolitano,caratterizzato da esplosioni di violenza di gruppo e da fatti delittuosi senza apparente lucro o motivazioni specifiche, non è caratteristico solo di Napoli ma di tutte le aree metropolitane moderne. Può essere fatto risalire ad una sorta di “disagio nell’agio”, che la caratterizza.Il 67,9%, più di due napoletani su tre, ritengono molto diffusa tra i giovani l’abitudine a girare armati di coltello e il 68% dichiara di essere a conoscenza di episodi di bullismo e/o violenza nelle scuole di Napoli. Per quanto riguarda le cause principali della delinquenza minorile nel capoluogo campano, per il 19,7% è la disoccupazione; il 7,8% pensa che la delinquenza minorile sia dovuta alla consapevolezza di poterla fare franca; il 5,8% all’evasione e alla dispersione scolastica; il 4,7% all’assenza di centri di aggregazione sociale.Ma è soprattutto alla famiglia che i napoletani attribuiscono la responsabilità di determinare un percorso di devianza dei minori: per il 44,8% degli intervistati, è la mancanza di una corretta educazione alla legalità ed al rispetto del prossimo, la prima causa della delinquenza giovanile, alla quale, si affiancano per il 16%, i modelli sociali che inducono ad inseguire i facili guadagni.Allarmanti anche i dati relativi alla percezione dei napoletani sull’abitudine dei giovani di girare armati di coltello: il 67,9% degli intervistati ritiene, infatti, che si tratti di un fenomeno “abbastanza” (42,1%) o “molto” (25,8%) diffuso. Di opinione contraria una minoranza estremamente contenuta del campione (il 16,1%) di cui l’1,6% afferma che si tratta di un abitudine per niente diffusa e il 14,5% la definisce poco diffusa. Il 16% degli intervistati, infine, si dichiara favorevole ad eventuale istituzione di un osservatorio locale sulla devianza giovanile: abbastanza d’accordo il 32,7% degli intervistati, molto d’accordo il 54,2%.
“Un forte elemento di criticità – ha precisato Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes – è rappresentato dal crescente fenomeno di gangsterismo urbano”, presente nelle varie aree: minorenni violenti nei confronti dei passanti, veicoli e atti di vandalismo nei confronti di scuole, strutture comunali, stazioni della metropolitana.
Secondo l’Eurispes, i fenomeni criminali in Campania hanno una struttura complessa e multidimensionale, come si evince anche dalla Relazione del gennaio 2004 del Procuratore generale della Corte d’Appello di Napoli, Vincenzo Galgano.
“La criminalità comune – conclude l’Eurispes -, con riferimento ai reati di omicidio, consumati o tentati, rapine, estorsioni e furti, con strappo o in appartamenti, ha confermato, nell’ultimo anno, una tendenza con connotazioni di pervasività. Non esiste una zona franca rispetto alla presenza di soggetti isolati o piccoli gruppi di malviventi che aggrediscono la vita o il patrimonio dei soggetti più deboli ed esposti”. Nel 2002 a Napoli si sono verificati 64 omicidi volontari e 209 tentati omicidi, 10.984 rapine, 293 estorsioni, 5.737 borseggi, 4.715 scippi, 1.475 furti in appartamento, 813 furti in negozio, 4.125 furti in auto in sosta, 154 furti in ferrovia, 553 furti in uffici pubblici, e 118 persone sono state denunciate per usura.

Dott.ssa Daniela Iacono – sociologa

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.