Comunicare nella rete

Sono tante le Istituzioni che usano la rete come modalità di trasmissione e di informatizzazione rispetto a quanto accade, ne sono un esempio gli enti locali, le scuole, che hanno siti, sui quali è possibile accedere e leggere le iniziative, essere aggiornati su tutto quanto quella singola istituzione sta facendo o farà, questo anche nell’ottica della trasparenza, parlando in termini di diritto dell’amministrazione, e del diritto dell’informazione Art 21. Cost.
La politica, la didattica, passa attraverso canali quale You tube e perfino Facebook: gli utenti da casa possono interagire con ministri, personaggi della televisione, via chat, o video-conferenza , se muniti anche di web-cam.
Uno strumento che consente di fornire agli utenti la possibilità non solo di colloquiare ma di dare la propria opinione, di criticare, di commentare nel bene e nel male quanto ad esempio il governo intende fare.
Uno strumento per conoscere meglio sia la fattibilità delle decisioni onde evitare fraintendimenti, per chiarire concetti che fin troppo spesso vengono trasmessi in maniera eterogenea, a seconda il punto di vista del giornalista-cronista o di chi scrive, sia per capire il punto di vista, i bisogni, le esigenze dei cittadini digitali, perché si possa costituire una cittadinanza sociale a misura degli abitanti.
Negli ultimi giorni assistiamo al fenomeno Ministro Gelmini che nella rete preannuncia in anticipo le materie sulle quali si baserà la seconda prova all’esame di maturità, al fenomeno in esclusiva del Papa che comunica con tutte le Chiese, al fenomeno Presidente Obama che rende tutti partecipe delle sue intenzioni politiche e sociali; chi ascolta, chi legge, risponde nello stesso modo, attraverso la rete, su Facebook, You Tube, gli appositi siti.
Oggi quasi tutti, anche le singole persone, hanno un portale, anche io.(www.eduprof.it)
Chi per divertimento, chi per fare comunicazione, chi per fare “pedagogia”.
Ed è nell’ottica della pedagogia della rete e della comunicazione, che anche la Fede, passa virtualmente.
Non scrivo in questo contesto di fede in quanto cristianità, ma di cosa si intende fare e si intende sapere per poi agire.
www.chiesedinapoli.it da poco creato, è uno strumento attraverso il quale la Diocesi in primis il Cardinale C.Sepe, viene a conoscenza di quanto accade in ogni singola realtà parrocchiale appartenente ai singoli decanati, e di conseguenza ogni comunità parrocchiale è a conoscenza di quanto tutte le altre attuano.
Domanda, tra le varie, che ho posto personalmente a Sua Emminenza, nell’intervista del giorno 22.01.2009, ma consentitemi di parlarne nel prossimo articolo che succede il presente.

L’intervista al Cardinale Sepe

Il giorno 22 gennaio 2009, presente nella Parrocchia S.Francesco D’Assisi sita in Villaricca (Na), realtà nella quale sono vissuta e cresciuta dall’infanzia alla post adolescenza, partecipandovi attivamente in quanto catechista, educatrice Acr e “musicista per il coro dei piccoli”, il Cardinale C.Sepe, nell’occasione del primo incontro con le realtà parrocchiali del 10°Decanato.
Per tutta la giornata ha presenziato diversi incontri, a partire dai sacerdoti durante le ore della mattinata.
Sua Eminenza ha aperto l’incontro della sera, momento in cui, le telecamere di Melitonline sono state presenti sul posto, ascoltando e parlando ad un gruppo di madri che hanno perso i propri figli, costituendo successivamente un’Associazione: “Le mamme dei figli che stanno in cielo”, rispondendo loro sull’esempio dell’ Amore e Coraggio di Maria Madre di Gesù.
Immediatamente dopo le “telecamere” hanno accompagnato “fisicamente” il Cardinale nella Sala Convegno creata alle spalle dell’oratorio, in quello stesso oratorio dove giocavo, mi divertivo, e mi travestivo durante le feste di animazione.
In quello stesso oratorio dove ho fatto formazione, dove sono cresciuti allora i miei bambini, oggi loro stessi i nuovi operatori pastorali, che incontratomi dopo diversi anni di “assenza” mi hanno riempita di abbracci e di affetto. Piccoli ed adulti che hanno visto me crescere da bambina a ragazza da ragazza ad oggi professionista, anche se il mondo del giornalismo è un hobby.

Professionalmente mi occupo di pedagogia.

La Sala Convegno, grande, accogliente, gremita di persone, è diventato luogo di confronto e di parola.
Ogni singolo rappresentante della propria Parrocchia ha reso partecipe tutti della propria realtà in termini di problemi, difficoltà, bisogni, richieste.
Inutile nascondere l’emozione di alcuni, che ad un certo punto hanno preferito chiudere il discorso, per quanto ad ognuno sia stato dato un termine di tre minuti, ma che nessuno è riuscito a rispettare, perché non capita tutti i giorni di incontrare “personaggi “ come il Cardinale visto sempre attraverso “il monitor della tv”, ed allora quando ci si trova a tu per tu , l’emozione prende accompagnata dalla voglia di parlare, di dire, di partecipare a quel momento.
E’ come quando nel 2000 sono stata al Giubileo, indimenticabile la notte a Tor Vergata, la notte sotto le stelle con Il Papa dal sorriso bambino, mi piace definirlo tale, perché ho sempre davanti la sua immagine con i bambini tra le braccia, l’emozione ci ha fatto stare svegli sino al mattino ballando i balli del mondo, parlando le lingue del mondo.
Nonostante la stanchezza, il Cardinale, con una battuta quale : “Sono le 20:05 e siamo qui, telefonate a casa e dite che resteremo ancora per molto” ha iniziato a fornirvi risposte e proposte realtà per realtà.
Il che desume da parte sua impegno e concretezza, se non la voglia di stare assieme agli altri e con gli altri, perché tutti meritano risposte, e per rispondere a tutti, per “non perdere tempo” il bicchiere d’acqua postagli sulla scrivania è rimasto pieno fino alla fine.
Quando si studia con forte concentrazione per un esame a giorni , quando si scrive un articolo come questo che attualmente sto stilando, ci si stacca da tutto , ed ogni altro minimo stimolo può essere da distrazione o perdita di tempo.
Quel bicchiere pieno è stato un modo per dire : Prima voi….
Per tutto il periodo di confronto, seduta in prima fila, ho pensato alle domande da fare, ben diverse da quelle che avevo preparato mentalmente a casa, domande che come vedrete o avete visto nel video sono state pertinenti alle discussioni affrontate.
Grintosa, sicura di me , spigliata, come qualcuno/a mi ha definita amichevolmente, ho dato inizio alla mia intervista con il Cardinale Sepe, accompagnata da una sua affettuosa carezza sul capo anzi sui capelli e si può notarlo dal video, “i capelli erano mossi,”.

Domande alle quali Lui ha risposto con partecipazione condivisa e comunicazione attiva.

Nel salutarlo, spontaneamente, questo non è stato preparato mentalmente , a nome della nostra redazione, ho voluto salutarlo con un Abbraccio.

Un modo originale per salutare un Cardinale?

Avrei fatto lo stesso se avanti avessi avuto il Papa.

La stretta di mano? No, troppo professionale

Il bacio mano? No , non sono un cavaliere

L’abbraccio , il linguaggio del cuore e della spontaneità e perché no, come un amico della redazione Melitonline. net mi ha scritto , un modo originale di fare giornalismo.

Ringrazio Francesco per avermi contattata e chiestomi di lavorare a quest’intervista e per la sua simpatica compagnia per tutta la serata.

Ringrazio Tonino e tanti altri per avermi contattata successivamente per confrontarci sul lavoro fatto.

Vi abbraccio.

Emanuela Cimmino

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.