La violenza giovanile e il ruolo degli educatori

La nostra Amministrazione scolastica è da tempo impegnata nella costruzione di un adeguato quadro educativo, a partire dall’educazione civica e dall’educazione alla cittadinanza, fino alla prospettazione dell’approccio educativo riassunto nella formula ‘Cittadinanza e Costituzione’, di cui alla legge 30.10.2008, n. 169 (c. d. ‘legge Gelmini).
Il Ministero dell’istruzione, università e ricerca ha emesso in data 4 marzo 2009, a Palazzo Chigi (sede della Presidenza del Consiglio) un comunicato in argomento, che può essere attinto al sito ufficiale del Ministero stesso www.pubblica.istruzione.it (sezione ‘Comunicati’).
Il testo afferma che “l’insegnamento di ‘Cittadinanza e Costituzione’ ha, tra gli altri, l’obiettivo di insegnare alle giovani generazioni c o m e e s e r c i t a r e l a d e m o c r a z i a nei limiti e nel rispetto delle regole comuni” e introduce la progettazione e la sperimentazione nelle scuole di iniziative e percorsi di innovazione, intesi, tra l’altro, a “promuovere la partecipazione attiva degli studenti in attività di….. e d u c a z i o n e a l l a l e g a l i t à ” e a “realizzare un sistema di documentazione delle buone pratiche a sostegno dell’innovazione”, nonché ad “attivare forme idonee di c o l l a b o r a z i o n e c o n s o g g e t t i di v e r s i (famiglie, istituzioni locali, agenzie culturali ed educative)”.
Segue l’annuncio che “entro il prossimo 30 maggio verrà reso pubblico un b a n d o d i c o n c o r s o n a z i o n a l e rivolto alle scuole di ogni ordine e grado, per finanziare, con un totale di u n m i l i o n e di e u r o, le migliori proposte di sperimentazione dell’insegnamento di ‘Cittadinanza e Costituzione’ nell’anno scolastico 2009-2010”.
In questo quadro si può inserire, a mio avviso, la prevenzione e il contrasto della violenza giovanile. Si affaccia qui il tema del c. d. ‘bullismo’, come forma particolare di violenza giovanile.
L’amministrazione scolastica è scesa in campo anche a quest’ultimo riguardo. Una direttiva del 16 febbraio 2007, n.16, a firma del Ministro dell’istruzione Fioroni, ha trattato ‘Linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo’. Ha fatto seguito una ‘Campagna nazionale contro il bullismo’, illustrata, con un utile documento introduttivo, nel sito www.smontailbullo.it
Il testo della direttiva rilevava che “i fatti di bullismo e di violenza che hanno interessato anche le nostre scuole, talvolta eccessivamente enfatizzati dai media, configurano un quadro preoccupante, che pone la necessità di fornire alle istituzioni scolastiche ulteriori risorse e strumenti che consentano l’incremento di azioni volte a favorire la piena e concreta realizzazione delle finalità poste a fondamento dell’autonomia scolastica, quali la valorizzazione della persona, la crescita e lo sviluppo educativo, cognitivo e sociale del singolo discente mediante percorsi di apprendimento individualizzati e interconnessi con la realtà sociale del territorio, la cooperazione, la promozione della c u l t u r a d e l l a l e g a l i t à e del benessere di bambini e adolescenti”…… “Si deve avere consapevolezza che la prevenzione e il contrasto del bullismo sono azioni ‘di sistema’ da ricondurre nel quadro complessivo di interventi e di attività generali, nel cui ambito assume un ruolo fondamentale la proposta educativa della scuola” In coerenza con queste premesse, il Ministro raccomandava l’attivazione di “un rapporto di c o l l a b o r a z i o n e con le altre istituzioni territoriali e agenzie educative in un’ottica di sviluppo di azioni interistituzionali e di sinergia che convergano dentro la scuola”.
La stessa direttiva ministeriale rilevava che”è importante definire il bullismo poiché troppo spesso viene confuso o omologato ad altre tipologie di comportamenti, dai quali va distinto, e che configurano dei veri e propri reati (ad esempio, discriminazione, microcriminalità, vandalismo, furti, ecc.)”.
In effetti, la stampa tende a riportare entro la categoria del ‘bullismo’ tutti gli episodi di violenza giovanile, mentre gli studiosi hanno cercato, in vari modi, di delimitare questo fenomeno. Ne deriva l’ambiguità dei termini ‘bullo’ e ‘bullismo’ e la mancanza di una loro definizione incontroversa. Ciò stante, mi sembra opportuno cercare di costruire le risposte educative al fenomeno generale della violenza giovanile (che comprende il bullismo, comunque inteso), piuttosto che rincorrere con ostinazione il c. d. ‘bullismo’ e restare prigionieri di impacci ed equivoci terminologici.
Come si è detto, l’Amministrazione scolastica ha dettato in questi campi le sue direttive e criteri di orientamento, per rimettere alle istituzioni scolastiche autonome l’elaborazione sul campo di progetti educativi, con riserva di promuovere un confronto tra i migliori progetti, nell’ottica del ‘confronto tra buone prassi’.
A questo punto ci si chiede quale ruolo possano assumere gli ‘educatori’ che non sono inseriti nella scuola come suoi docenti. A mio avviso essi sono in grado di offrire il loro contributo alle scuole, nel quadro della ‘collaborazione’ suggerita espressamente dai citati testi ministeriali. A tal fine gli educatori stessi potranno acquisire un’adeguata preparazione attraverso la consultazione dei documenti ministeriali e delle principali opere degli studiosi (v. seguenti ‘indicazioni bibliografiche’), ed anche attivando un loro dibattito interno in materia.
Da parte mia, mi riservo di pubblicare nei prossimi giorni, nel sito degli educatori professionali, un testo sulla c. d. ‘educazione alla legalità’, per consentire un’opportuna integrazione dei testi segnalati.

Resto anche disponibile a inviare materiale cartaceo sugli argomenti trattati a chi me ne faccia espressa richiesta all’indirizzo e.mail lamatu@tin.it fornendomi un suo recapito postale.

Luciano Amatucci

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.